What the hell …

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Ammetto che l’abuso nell’utilizzo di espressioni straniere nel parlato quotidiano è una mia personale idosincrasia.

Ma come può essere venuto in mente al Sindaco Raggi di pubblicare su twitter gli auguri alla città di Roma per il suo Natale in inglese?!?

 

raggi1

Oltre al provinciale “Happy Birthday”, c’ha messo anche la storpiatura del nome della città: “Roma” si chiama “Roma” da 2770 anni e se qualcuno all’estero ha necessità di tradurlo questo nome, passi pure, ma che lo faccia il Sindaco della città è semplicemente inammissibile.

Per secoli Roma ha civilizzato il mondo diffondendo la propria lingua, il latino, e facendone la base per le tante nuove lingue che si sarebbero poi sviluppate.

Va bene la decadenza della città, ma arrivare ad utilizzare un idoma straniero per fare gli auguri di compleanno a Roma, con tanto di storpiatura del nome, è davvero troppo.

 

E sorvoliamo qui sulla svista contenuta nella primissima versione del tweet, dove all’età di Roma erano stati tolti una settantina d’anni:

 

raggi2

 

Va detto che questo malcostume si va diffondendo a tutti i livelli della società italiana, arrivando ad essere praticato anche dalle istituzioni più alte.

Guardate nella foto che segue come alla Camera dei Deputati sono riusciti ad infarcire di termini stranieri la scheda di presentazione di un convegno da loro organizzato:

 

scuolaNoHate

Va bene la necessità di utilizzare termini tecnici che spesso risultano di difficile traduzione, ma si poteva ben evitare di metterli nel sottotitolo del convegno. L’hashtag scelto è poi un capolavoro di cattivo gusto e provincialismo. Ma perché “scuolecontrolodio” gli faceva proprio schifo?

Che tristezza assistere alla colonizzazione culturale anglosassone con le maggiori istituzioni del paese ad agire da complici, per di più probabilmente inconsapevoli.

 

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1 Commento

  1. Antonio Longo

    Perché è una povera provinciale, priva di vera cultura.

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