Vivi Tevere Roma: un progetto per il fiume della capitale

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L’Associazione Amici del Tevere, costituita nel Marzo 2008 e ormai un punto di riferimento nelle iniziative culturali a Roma, al suo decimo compleanno, nel Marzo 2018, ha intrapreso una nuova iniziativa, vale a dire la domanda di Concessione alla Regione Lazio – peraltro in concorrenza con altri Soggetti – di un tratto di banchina del Tevere, in sponda sinistra, adiacente a Lungotevere dei Tebaldi e a Lungotevere dei Vallati, a monte (per 210 metri) ed a valle di Ponte Sisto, fino a Ponte Garibaldi.

L’apposita Commissione Tecnica per il Demanio Idrico, presso la Regione, nell’Aprile 2019 ha giudicato il progetto dell’Associazione Amici del Tevere il più meritevole fra quelli in concorrenza per la medesima area, dando così il via alla Conferenza dei Servizi per l’acquisizione dei pareri finali in materia idraulica, urbanistica, paesaggistica, ambientale e di pianificazione territoriale e di bacino.
Ai fini dell’dell’autorizzazione paesaggistica l’Associazione ha presentato già nel Luglio 2019 la necessaria  documentazione, in modo da poter proseguire le iniziative di partecipazione pubblica e di programmazione a 360° connesse al proprio progetto, nell’ottica di affrontare un così complesso e importante intervento – in pieno Centro Storico, praticamente lì dove è nata Roma 2.750 anni or sono circa – in maniera adeguata: l’obiettivo è varare nel 2020 la prima edizione di “Vivi Tevere Roma”.

Ma cosa è Vivi Tevere Roma? Lo abbiamo chiesto al prof. Giuseppe Maria Amendola, presidente del Consorzio Tiberina, consesso d’eccellenza che raggruppa le quattro Università Statali di Roma, quasi altre cinquanta Università attraverso altri Soggetti Consortili aderenti, il Consorzio di Bonifica Tevere e Agro Romano, Enti di Ricerca, Imprese, Professionisti, Associazioni ambientali, culturali, ricreative e sportive.

Questo il colloquio che il professor Amendola ha avuto con Angela Maria Castagna, della redazione eventi del Consorzio che riceviamo e volentieri pubblichiamo, in modo che i nostri lettori possano farsi un’idea del progetto in corso. 

 

Innanzitutto, da cosa nasce il suo interesse per il Tevere? <<Direi che si tratta di un vero e proprio amore, fisico e culturale, che deriva da lustri di quasi quotidiane frequentazioni praticando canottaggio, dall’insegnamento di “Energetica ambientale e sostenibilità” tenuto a Tor Vergata con focus anche sugli usi multipli delle acque del Tevere, dall’aver percorso in lungo e in largo lo stupendo territorio del bacino idrografico, la regione Tiberina, che interessa 6 Regioni comprendendo gli affluenti, 4 delle quali attraversate dal corso principale del Tevere stesso. A dire il vero non sono pervaso dalla retorica, agiografica e nostalgica, del “fiume sacro ai destini di Roma”, pur cogliendo i tanti eccezionali aspetti legati a storia, natura, culture, turismo, viver sano e molto altro ancora che interessano il Tevere>>.

Che ci può dire su Vivi Tevere Roma, oltre a quanto già apparso sui “social”? <<Daremo man mano ulteriori particolari, anche perché “Vivi Tevere Roma” non sarà semplicemente una manifestazione estiva, ma un percorso partecipativo, sociale, ambientale e culturale da svolgere con continuità prima e dopo il periodo annuale di Concessione dal 15 maggio al 15 settembre. In pratica, l’allestimento in banchina dovrebbe essere il clou di una serie di occasioni di coinvolgimento della città da svolgere tutto l’anno; già nel prossimo Autunno dovremmo organizzare la prima, al Macro Asilo. Abbiamo progettato pensando all’ambiente, alla rigenerazione urbana e alle tre dimensioni della salute, come benessere fisico, psichico e sociale, e in questo l’Associazione si è molto appoggiata al Consorzio, che comprende al proprio interno la così detta “quadrupla elica” degli attori per lo sviluppo sostenibile. Un’impronta caratterizzante chiara sarà nel compendiare le tante dimensioni di Roma in un unico evento (inteso come dicevo) e nel promuovere l’integrazione fra discipline e temi culturali. Non è casuale il sostegno che ci sta dando la Fondazione Cittadellarte di Michelangelo Pistoletto, cui abbiamo proposto di promuovere la realizzazione di una duplice versione del suo “Terzo Paradiso”, una a via della Conciliazione in occasione della X Edizione dell’Infiorata Storica organizzata dalla Pro Loco di Roma – consorziata del Consorzio Tiberina e contraente del Contratto di Fiume – e una, se riusciremo, sullo specchio d’acqua, fatta di materiali e di luci, magari da inquadrare via satellite e veicolare in tutto il mondo [Nota di Redazione: cfr http://terzoparadiso.org/spac3]. Le aree fisiche dell’allestimento in banchina saranno tre, anche se forse sarebbe meglio parlare di quattro: sport, ristoro e cultura, ma all’interno di questa andrebbe considerata a parte quella su arte e nuova creatività. I primi rendering, già diffusi, danno l’idea>>.

 

Qualche dettaglio ulteriore? <<Probabilmente un Centro Estivo gratuito, ad esaurimento posti, fra sport, educazione ambientale e cultura, rivolto ai residenti e a famiglie che hanno problemi di gestione dei figli, a scuole chiuse, lavorando i genitori al Centro. Un vasto impiego di tecnologie innovative, energie rinnovabili, wi-fi gratuito e altri sistemi da smart city. Traghettamenti di biciclette da una sponda all’altra, forse un pontile realizzato con il CONI per far utilizzare la canoa a chi voglia, magari anche dei pedalò per cittadini e turisti (stiamo studiando dei progetti speciali per ipovedenti, personalmente ho un ricordo bellissimo con la mia famiglia in pedalò sulla Moldava a Praga, pensando ad un’altra Capitale). Una scacchiera gigante che sia il “campo di gara” di una sfida di livello mondiale, con mosse dettate a distanza da due campioni. Molti artisti impegnati sul campo e la realizzazione di una o più opere collettive con i cittadini. Mostre, dibattiti, letture, occasioni continue per socializzazione. Ristoro caratterizzato da giovani cuochi affiancati saltuariamente da affermati chef in sorta di “flash mob culinari”. Riciclo di plastica sul posto (anche per la realizzazione delle opere collettive). Arredi originali, magari con enfasi anche sulla sostenibilità dei materiali. Occasioni speciali, sportive e non, per diversamente abili. Una web-tv e, se riusciremo, una pillola serale con una Rete Nazionale, in un così eccezionale scenario, pensando alle rubriche dai Festival del Cinema, visto che proprio di un grande Festival si tratterà, con una Direzione Artistica che sarà una grande sorpresa. Sdraio da aprire nelle ore di sole e nebulizzatori per il raffrescamento (ne ho visti di recente a Budapest davanti alla Cattedrale di Santo Stefano e sul Bastione dei Pescatori). E molto altro ancora …… mi scuso per l’elencazione alla rinfusa, ma vado a memoria durante quest’intervista. Abbiamo già avuto vari appuntamenti con gli Enti competenti, e speriamo che tutto possa essere autorizzato. Abbiamo anche preso formale impegno di provvedere alla manutenzione del tratto della richiesta Concessione per tutto l’anno, e non solo dal 15 maggio al 15 settembre: è un tratto peraltro oggi piuttosto mal messo, stretto e alquanto dissestato, con utilizzi che possono essere soltanto frutto di una progettazione accuratissima, per cui sarà un regalo alla città, come speriamo>>.

E come vi ponete in rapporto con quelle che sono state definite “bancarelle”, delle varie manifestazioni estive? <<A dire il vero non ho mai capito il perché di questo termine, che ha un’accezione negativa. Ci si riferisce alle fattezze estetiche o alle attività svolte all’interno? Nel primo caso sarebbe un’ingenerosa allusiva critica alle Soprintendenze che verificano i progetti, e che negli anni hanno cercato di dare un’uniformità e un decoro: rispetto a tavolini, insegne, camion bar, gladiatori e quant’altro siamo distanti anni luce, in positivo. Mi sembra una sorta di accanimento: in una recente occasione pubblica, un Convegno svolto alla Presidenza del Consiglio, ho sentito una docente universitaria, esponente di una Onlus che si occupa di Tevere, parlare addirittura di baraccamenti. Se poi ci si riferisce alle attività, allora si cade veramente nell’assurdo e nel radical-chic: c’è di tutto in un Centro Storico, mia figlia viene con piacere sul Tevere anche per i piccoli giochi che può fare nelle manifestazioni estive, e così ha visto per esempio Castel Sant’Angelo da un’altra prospettiva o Ponte Rotto illuminato di notte. Vivi Tevere Roma propone qualcosa di diverso per integrare l’offerta a cittadini e turisti, senza giudicare gli altri, ma anzi proponendo – attraverso il Consorzio Tiberina, il Contratto di Fiume e il rapporto sempre più stretto con il Municipio I° del Centro Storico di Roma – una sorta di “cartellone unico” di eventi e occasioni culturali, peraltro sempre più frequenti e dense anche fra le così dette bancarelle (che peraltro durano pochi mesi). Mentre invece la banchina ai piedi del graffito di Kentridge è ormai una “zona morta”, alludendo a un film di David Cronenberg il cui protagonista, in coma per anni, diventa un veggente: magari diverremo dei visionari di una città, ora in stato comatoso, più viva, aperta, europea. Tutti i Concessionari che fanno parte del Consorzio Tiberina sono ben propensi, da anni, a discutere di come integrare sempre di più i tanti investimenti fatti, nel pieno diritto, sia in strutture mobili sia in infrastrutture non visibili (come gli allacci di depurazione), e alla fin fine, se per qualcuno vi è un problema di densità di volumi sulle banchine, Vivi Tevere Roma abbasserà la media>>.

Per chiudere, qualcosa su Tiberis, anche in riferimento all’articolo di diarioromano che se ne è recentemente occupato. <<Non voglio protrarre quella che potrebbe sembrare una polemica personale, ma è solo un’esigenza di trasparenza. Roma Capitale, in ben tre PEC inviate, ancora non ha comunicato da chi sia stato firmato il progetto finale realizzato, se da un esterno o da un interno, e ha però evidenziato che il Soggetto che alla fine ha messo a disposizione tendoni e tavolini, ricevendoli da Italgas, non aveva i requisiti per fare da sponsor in risposta all’Avviso Pubblico per Bando-Concorso, non avendo la possibilità di soddisfare l’obbligo della “doppia fatturazione”, comprensiva dell’IVA di legge, come previsto dall’art. 19 c. 4 del Regolamento approvato dall’Assemblea Capitolina su disciplina e gestione delle sponsorizzazioni, ed altri motivi. Ma poi ha operato lo stesso>>.

 

 

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