Virginia Raggi continua con l’appropriazione dei meriti altrui

Gli scavi della via Alessandrina sono merito di Ignazio Marino che trovò il mecenate azero, ma la Raggi si guarda bene dal ricordarlo, lei che di mecenati non ne ha trovato nessuno

Il sindaco Raggi l’ha fatto un’altra volta: ha partecipato ad un evento celebrativo, in questo caso l’esposizione dei reperti emersi dagli scavi della via Alessandrina, evitando accuratamente di riconoscere i meriti di chi quegli scavi li ha resi possibili.

Come infatti ha scritto la stessa Raggi, quell’intervento è stato finanziato dalla Repubblica dell’Azerbaigian con un atto di mecenatismo, ma quello che il sindaco ha omesso di dire è che quella donazione avvenne grazie alle attività di promozione del sindaco Ignazio Marino.

 

Vediamo allora cos’ha scritto il diretto interessato in relazione a questo evento:

Sono estremamente felice che il primo scavo in via Alessandrina in epoca moderna (a Roma non venivano eseguiti scavi finalizzati esclusivamente a nuovi ritrovamenti archeologici e con donazioni private da diversi decenni) si sia concluso riportando alla luce #reperti così importanti.

Ma il lacunoso articolo su la Repubblica di oggi mi spinge a una riflessione dal momento che il denaro con cui vennero eseguiti gli scavi deriva da una donazione del presidente dell’Azerbaijan, Ilham Heydar oglu Aliyev, che cercai con una precisa visione del parco archeologico di #Roma. Una visione a cui dedicai tempo e dedizione alla ricerca di mecenati in grado di restituire Roma al proprio destino internazionale e porla nuovamente al centro del turismo culturale, una visione che passo dopo passo abbiamo reso concreta.

Al momento della mia elezione a #sindaco, nel 2013, #viaAlessandrina era in uno stato di profondo abbandono, chiusa da barriere da oltre un decennio, piena di rifiuti di ogni tipo, escrementi e siringhe. Il primo obiettivo raggiunto fu quello della riapertura al pubblico, per poi iniziare gli scavi e creare strutture in grado di renderli visitabili.

Ho sempre considerato l’archeologia e gli scavi #archeologici come una delle più grande ricchezze di Roma. Se si investisse sugli scavi archeologici e sul parco archeologico di Roma non solo Roma consoliderebbe la sua posizione centrale nella storia dell’umanità ma l’economia della città si arricchirebbe in modo straordinario.

Come scrissi già in passato, ritengo che l’unico contributo che gli attuali leader del #Campidoglio hanno dato a questi progetti sia stata la denuncia per peculato nei miei confronti per le cene di rappresentanza che organizzai per discutere con i mecenati la ricchezza archeologica di Roma e la necessità di investimenti privati, e sarei curioso, ma costruttivamente curioso, di sapere quanto hanno raccolto come risorse filantropiche per scavi archeologici dal 2015 a oggi.

Riporto anche lo stesso suggerimento: se non si coltivano i filantropi è difficile che essi donino.

 

Tutto chiaro?

Ignazio Marino convince il presidente dell’Azerbaigian, com’è normale tramite anche pranzi o cene offerte, a donare una cospicua somma per eseguire degli scavi archeologici e l’attuale sindaco Raggi prima accusa Marino di aver sperperato i denari dei romani (accusa caduta in tribunale) ed ora si prende i meriti degli scavi senza neanche menzionare chi ha reso possibile il tutto.

Peraltro questa stessa scorrettezza il sindaco Raggi l’aveva commessa a maggio 2019 quando i più importanti reperti erano stati appena ritrovati sulla via Alessandrina. Allora il sindaco aveva anche dimenticato di ringraziare il mecenate, per poi rimediare ma senza riconoscere a Ignazio Marino il merito della cosa.

 

Si è ripetuta così la stessa storia già vista nel 2017 in occasione della conclusione del restauro della sala degli Orazi e dei Curiazi.

Anche in quel caso l’operazione era stata finanziata da un mecenate straniero trovato dal sindaco Marino e anche allora la Raggi si guardò bene anche solo dal menzionare chi aveva tutti i meriti della cosa.

C’è un articolo del febbraio 2017 su nextQuotidiano che descrive bene quella storia e che letto oggi può applicarsi paro paro al caso della via Alessandrina.

 

In coda al suo intervento Ignazio Marino si chiede quante risorse filantropiche ha raccolto l’amministrazione Raggi e la risposta gliela possiamo dare noi: zero! Niente, neanche un euro. Basti dire che quest’anno neanche l’albero di Natale sono riusciti a farsi pagare da qualcun altro.

Questo vuol dire che la prossima amministrazione avrà ben poco, se non nulla, da inaugurare, ma soprattutto che tanti progetti che sarebbero potuti essere avviati rimarranno al palo.

Fa davvero rabbia prendere atto che Marino fu messo in croce per aver speso in media 2.000 euro al mese per spese di rappresentanza, avendo però raccimolato svariati milioni di euro di contributi filantropici, mentre il miope pauperismo dell’attuale amministrazione sta condannando Roma a morire di stenti. Che poi se pure l’amministrazione Raggi si è rivelata frugale sulle spese di rappresentanza, in tanti altri capitoli ha speso e continua a spendere a rotta di collo; basti guardare alle tante nomine con cui nelle ultime settimane si stanno imbarcando amici e amici degli amici a botte di stipendi da 80/90mila euro l’anno.

 

Da ultimo ricordiamo che se nulla è stato fatto dal punto di vista del reperimento di possibili risorse per valorizzare il patrimonio culturale a Roma, lo stesso nulla si è avuto dal lato del dibattito pubblico o di possibili riflessioni su cosa fare dell’area archeologica centrale.

Dopo infatti il vero e proprio colpo di mano del sindaco Marino che pedonalizzò via dei Fori Imperiali, rivoluzionando la mobilità in tutta l’area, nulla è stato fatto dall’amministrazione Raggi per proseguire o aggiustare quell’intervento.

Al riguardo c’è l’interessantissima riflessione che fece Walter Tocci nel maggio 2017 che rimane attualissima e mette in luce una volta di più la drammatica inadeguatezza dell’amministrazione Raggi e i danni che che hanno causato i suoi cinque anni di nulla.

 

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