Via i relitti dal Tevere. La Regione Lazio rimuove i barconi arenati da anni

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La rimozione di “Vacanze Romane” (foto RomaToday)

 

Il Tevere potrebbe essere parzialmente ripulito dai tanti relitti che lo infestano da anni. Finalmente la Regione Lazio, competente sulle acque del fiume, si è mossa per intervenire sullo scandalo che anche diarioromano denunciò a luglio del 2018: la motonave Tiber II abbandonata sulle banchine e diventata ritrovo di sbandati.

Grazie alla collaborazione con la Capitaneria di Porto e l’Autorità di Bacino, si è risaliti ai proprietari di alcuni barconi alla deriva. Dopo averli diffidati alla rimozione, la Regione ha deciso di provvedere con i propri mezzi stanziando un milione di euro. Nei prossimi mesi sarà avviata una procedura per rivalersi sui proprietari e ottenere il rimborso. Il primo relitto in corso di rimozione in questi giorni è di un barcone che si arenò tra Ponte Vittorio Emanuele e Ponte Sant’Angelo nel 2011. Si chiama “Vacanze Romane” e da 8 anni è adagiato sul bordo del fiume, dopo aver rilasciato in acqua sostanze tossiche, tra le quali oli esausti e carburanti.

Piccoli disastri ecologici che potrebbero potenzialmente derivare anche dai relitti abbandonati vicino Ponte Cavour e Lungotevere della Vittoria. Ma non basta: queste imbarcazioni impediscono il corretto deflusso dell’acqua in caso di piena e costituiscono quindi una barriera innaturale che provoca l’accumulo di tronchi e altri materiali.

 

Il relitto più preoccupante di tutti resta quello della Tiber II che è ancora carico di liquami e nafta. Per un miracolo il suo contenuto non si è ancora riversato nelle acque del Tevere e infatti sarà il prossimo ad essere rimosso, proprio per intervenire prima del danno ecologico. La tempistica non è stata comunicata anche perché l’operazione richiede diversi giorni di lavoro ed è influenzata dalle condizioni atmosferiche e dal livello delle acque.
Chi abita dentro la motonave non sarà molto contento, mentre i residenti di Lungotevere della Vittoria tireranno un sospiro di sollievo. L’area era diventata inavvicinabile. Noi stessi, mentre scattavamo le fotografie che vedete, venimmo circondati da tre personaggi dall’aspetto non proprio rassicurante che con un accento slavo ci intimarono di andar via, come se quella banchina fosse diventata loro. Provammo a ritornare il giorno seguente e fummo accolti da un cane dai denti e dal  ringhio davvero minaccioso.

Questa piccola Costa Concordia è il simbolo di una città spiaggiata, che non riesce a progredire da nessun punto di vista. Ecco perché la rimozione è una buona notizia e se anche la Regione non dovesse recuperare dai proprietari le somme che sta spendendo, sarà stato comunque un investimento a favore dell’ambiente e della sicurezza dei cittadini. Non si può permettere che nel cuore della città vi siano zone franche dove la legge non arriva e i residenti devono temere per la propria incolumità. Così come non si può rischiare di dispendere nell’acqua liquami e prodotti tossici che da un momento all’altro potrebbero fuoriuscire dal relitto.

Un altra somma, circa 150 mila euro, è stata stanziata per la messa in sicurezza delle banchine di Ponte Milvio e dell’Isola Tiberina, dove passa una pista ciclabile che era diventata impercorribile per la grande quantità di terriccio lasciato dal fiume.

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  1. Anonimo

    Encomiabile la regione x la pulizia della sponda del Tevere di fronte alla ciclabile e, con la capitaneria di Porto, x la rimozione dei relitti. Completamente latitante il Comune con la ciclabile che di sfalda e gli innumerevoli accampamenti visibili a tutti sotto i ponti.

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