Una maratona in mezzo al degrado e alla decadenza

Si svolge oggi la 28a maratona di Roma, quale occasione migliore per esplorare i luoghi toccati dal percorso, con sguardo oggettivo. Per accorgersi che, al di là della retorica, degrado e sciatteria innervano la città, rovinando e rendendo tutto più brutto. I problemi li conosciamo già: rifiuti abbandonati nel verde, graffiti sui muri, proliferazione dei cartelloni, sosta selvaggia, foreste di antenne tv, bancarelle. Dal centro fino alla periferia, senza alcuna soluzione di continuità.

Un tour guidato tra le bellezze degradate di Roma. Ci siamo serviti del “metodo street view” per scattare foto in città (vedi articoli precedenti qui e qui), abbastanza aggiornate. Magari da allora la situazione è migliorata, anzi quasi certamente il comune ha provveduto a sistemare le strade interessate dal passaggio. Intendiamoci, niente di particolarmente rilevante. Qualche rattoppo, le solite romanelle. Fidatevi di noi se vi diciamo che da recenti ricognizioni effettuate in molte zone della città, la nostra mappa rispecchia fedelmente la realtà delle cose. Quella che vi apprestate a leggere è una guida approssimativa all’itinerario della maratona, una ricostruzione di come appariva fino a poco tempo fa.

Saltando la zona più turistica, iniziamo il nostro viaggio dal primo tratto di via Ostiense.

 

I muri esterni della ferrovia Roma-Lido, e piu specificatamente, del Museo ferroviario di Porta San Paolo. Li riverniciano ogni tanto, poche settimane e siamo punto e a capo. Stesse tags, nessuno che indaghi per rintracciare i colpevoli. (NOTA: IERI MATTINA APPARIVANO PULITI)

 

Via Giulietti e Viale del Campo Boario (dove ha sede Lottomatica!), COME APPAIONO OGGI. Sfregiate, umiliate, deturpate.

 

 

 

Il sottopasso ferroviario di Via Ostiense: le opere di street art sistematicamente coperte e cancellate da graffiti e tags vandaliche.

 

Sempre all’Ostiense, quanta desolazione in questa foto: muri imbrattati e palina pubblicitaria.

 

Via Pellegrino Matteucci. Cartelloni e scritte sui muri. In lontanza si scorge il palazzo di Eataly Ostiense. Eh sì, queste sono le condizioni del food district della capitale.

 

 

 

Via Girolamo Benzoni, pregevoli edifici residenziali coperti da graffiti.

 

 

Erba secca, rifiuti e scritte sui muri. Estrema periferia? No, Garbatella. Quartiere storico e trendy.

 

Attraversato il nuovo cavalcaferrovia “Settimia Spizzichino” già devastato dai graffiti, eccoci nuovamente su Via Ostiense.

 

 

Un altro scorcio desolante dell’Ostiense. Sullo sfondo, la Facoltà di Economia di Roma Tre (non vi immaginate nemmeno lo squallore che si cela dietro la casupola: il “Libetta Village”, zona delle discoteche tempestata di manifesti e scritte vandaliche)

 

Via Di San Paolo: praticamente davanti l’omonima Basilica, di fianco al centro sportivo.

 

 

Lo stato vergognoso di degrado del centro smistamento Poste Italiane di Via Baldelli.

 

 

La facciata dell’Istituto Tecnico Industriale “Armellini”, sempre così da anni. Quando si dice l’assuefazione al degrado di dirigenti, studenti e professori.

 

 

La bancarellopoli (AUTORIZZATA) di Via Giustiniano Imperatore, con vista sulla Basilica di San Paolo, il primo colpo d’occhio per i turisti che escono dalla stazione delle metro B.

 

Via Valco di San Paolo, squallore e desolazione malgrado la vicinanza di notevoli esempi di edilizia popolare (2a foto)

 

 

 

 

Intanto su Viale Marconi aumenta il numero dei cartelloni sullo spartitraffico. Erano stati rimossi, li stanno rimettendo un po’ dappertutto.

 

 

Le pareti esterne dell’Oratorio San Paolo: chi conosce e frequenta la zona, può testimoniare che le foto non rendono l’idea del clima di squallore che si respira.

 

 

 

Lo scenario che incornicia Ponte Marconi. L’ambulante/bancarella che da decenni vende ombrelloni e sedie a sdraio, è la cosa migliore. L’ammasso di cartelloni, la ragnatela di graffiti e lo scheletro del tabellone elettronico del municipio, suggellano la decadenza dell’area dedicata agli inventori e che ospita il “cine-tv” Rossellini e la Facoltà di Ingegneria dell’Università Roma Tre.

 

 

Dopo aver superato Ponte Marconi si prosegue verso Lungotevere di Pietrapapa, la zona del quartiere di maggior pregio estetico, naturalmente abbandonata all’incuria.

 

 

Percorrendo Lungotevere Gassman si può vedere, oltre all’imponente sagoma del Gazometro che si staglia nel cielo, gli sfregi al Ponte della Scienza (“grazie” ai writers) e gli insediamenti abusivi sulla Riva Ostiense con gli argini del fiume trasformati in discarica.

 

 

 

Altro giro, altro squallore. Via degli Stradivari e, oltrepassato Ponte Testaccio, Largo Marzi, spiazzo di una bruttezza sconvolgente che accoglie la Facoltà di Architettura di Roma Tre

 

 

L’assurdo spettacolo dell’antennopoli romana.

 

Le palazzine sul lungotevere, tipico esempio dell’architettura popolare degli anni ’30, già imbrattate al livello del piano stradale, sono sovrastate da una giungla di antenne televisive. Dello scandalo parlò anche Report.

 

 

 

L’elegante sede dell’ITIS Carlo Cattaneo ricoperta di graffiti.

 

 

 

Sopra: Lungotevere dei Tebaldi, palazzine in stile umbertino, periodicamente preda di atti vandalici.

 

 

Piazza Nicosia, in qualsiasi altra parte del mondo un gioiello da valorizzare. A Roma, uno sfasciacarrozze di auto in sosta vietata.

 

 

Sotto: Lungotevere Tor di Nona, uno dei bersagli preferiti dai vandali graffitari.

 

 

Il colpo d’occhio del Liceo Virgilio casa degli studenti progressisti e radical-chic. Mooolto chic!

 

 

Invasione di cartelloni a Lungotevere Thaon De Revel e Piazzale Maresciallo Giardino.

 

 

Invasione di cartelloni a Lungotevere Thaon De Revel e Piazzale Maresciallo Giardino.

 

 

 

Chiudiamo con un’immagine emblematica: Piazza Apollodoro angolo Via De Coubertin. Al centro del polo culturale del Flaminio (Auditorium Parco della Musica, MAXXI), l’iconico palazzetto dello sport di Nervi e Vitellozzi, abbandonato dal comune che lo gestisce ed offuscato da una coltre di cartelloni e graffiti.

Se questa è la “Grande Bellezza”, risparmiateci le frasi fatte sul percorso unico al mondo ricco di tesori che il mondo ci invidia.

 

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