Una città tutta elettrica. Il divario tra Roma e Shenzen

Oggi vi parliamo di un sogno, un sogno se riferito a Roma, perché questa città esiste veramente. Si chiama Shenzen, è in Cina, ha 12 milioni di abitanti e dal 2019 è la prima città al mondo ad avere tutti i mezzi pubblici elettrici: ben 16.300 autobus e 22.000 taxi.

Per permettere la ricarica ad un così elevato numero di mezzi, sono state predisposte circa 40.000 stazioni, e gli e-bus con una ricarica di 5h riescono a percorrere 250 Km di strada, pari a quasi un’intera giornata di funzionamento del mezzo.

Oltre al cospicuo taglio delle emissioni di CO2, degli ossidi di azoto e del particolato, vi sono diversi altri vantaggi. Gli autobus sono così silenziosi che si sta pensando di dotarli di un cicalino, in modo che le persone possano sentirli arrivare. Le temperature d’esercizio sono notevolmente più basse: quando un diesel si avvicina a una fermata, il calore, il rumore e i gas di scarico d’estate lo rendono quasi insopportabile, con l’elettrico nulla di tutto questo.

L’operazione è stata possibile grazie a cospicui incentivi statali ed un programma avviato nel 2009, che prevede la riconversione all’elettrico del 100% dei mezzi pubblici entro il 2020 per oltre 30 città cinesi. Ad oggi la Cina impiega il 99 per cento dei bus elettrici di tutto il mondo, e la sua flotta a emissioni zero cresce ogni settimana di 2.000 autobus (più di tutti gli autobus di ATAC a Roma).

Il maggior costo iniziale degli autobus elettrici si va poi ammortizzando grazie ai costi operativi e di manutenzione più bassi rispetto ai diesel.

Londra e Parigi hanno fissato al 2025 il termine entro il quale completare il passaggio della flotta di autobus cittadini all’elettrico. In Italia Milano si è data come termine il 2030 per la riconversione totale, e già dall’anno prossimo (2020) acquisterà esclusivamente mezzi elettrici.

E a Roma? Nel programma elettorale 5 stelle c’era la promozione della mobilità elettrica. Nel 2018 la UE e la Regione Lazio avevano messo a disposizione i fondi necessari per acquistare 5 autobus elettrici alimentati ad idrogeno, con il full service manutentivo per 3 anni incluso. Gara fatta da ATAC andata deserta senza più riproporla, nonostante il precedente interessamento di 2 ditte, né si è più saputo nulla sulla fine di quei fondi. Al momento il Comune sta comprando solo autobus diesel ed in parte a metano (più ecologici dei diesel ma che NON sono zero emission), mentre ha avviato il ricondizionamento (“revamping”) di 60 vecchi minibus elettrici, capaci nella migliore delle ipotesi di produrre meno dell’1% del servizio programmato per ATAC in superficie. Sul fronte elettrico ci sono solo 6 linee tram e una ventina di filobus, che però viaggiano in parte fuori linea con motore diesel, azzerando qualsiasi vantaggio sull’inquinamento.

Di recente ATAC ha diramato un comunicato stampa in cui smentisce trattative con aziende cinesi per acquistare nuovi bus. Ci verrebbe quasi da dire: peccato.

 

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