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La scorsa settimana è stata inaugurata in pompa magna la luminaria di via Condotti ed il presunto “albero di Natale” installato sulla scalinata di Trinità dei Monti. Erano presenti l’assessore capitolino al Bilancio, Andrea Mazzillo, la presidente del Municipio I, Sabrina Alfonsi, e Gianni Battistoni, presidente dell’associazione via Condotti.

Chi scrive trova curioso che rappresentanti istituzionali partecipino ad eventi del genere, soprattutto considerando che molto spesso si sottraggono ad incontri con i cittadini perché, a detta delle loro segreterie, sono pieni di impegni istituzionali; tutto sta a mettersi d’accordo se una passerella gratuita può essere considerata “impegno istituzionale”. Trattasi comunque di scelte, opportunità e sensibilità poliche.

Sull’adeguatezza del presunto “albero di Natale”, donato da Bulgari, allo scenario della scalinata si possono esprimere forti dubbi, benché sempre collegati al gusto personale. Pur sapendo di non essere minimamente attrezzato per dare giudizi estetici, chi scrive è convinto che il funzionario della soprintendenza che ha approvato questo progetto doveva essere distratto o in preda a qualche confusione momentanea, altrimenti non sono spiegabili tanti contrasti di colori, materiali e luci.

 

Se però l’aspetto estetico è totalmente opinabile, ve ne sono altri che gettano una luce sinistra su questo presunto abbellimento, arrivando a farlo rubricare come l’ennesima porcheria atterrata in uno dei luoghi più preziosi e delicati di Roma.

 

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Fin dalla base della scalinata si sente infatti un rumore sordo e continuo. Appropinquandosi verso l'”albero” tale rumore aumenta pian piano fino a quando, giunti sul plateatico dove è installato, alla sua destra non si può non notare un enorme gruppo elettrogeno di colore giallo canarino. Da ciò si deduce che non essendo riusciti a recuperare un attacco elettrico da qualche parte, gli organizzatori non hanno trovato di meglio che produrla in proprio l’energia elettrica, nel bel mezzo della scalinata di Trinità dei Monti!?!

Gli impatti visivi, acustici ed olfattivi di una tale scelta sono immaginabili e facilmente constatabili recandosi in loco. Ma se l’aspetto visivo è superabile (basta coprirlo in qualche modo quel mostriciattolo giallo canarino), per il problema dei fumi e del rumore prodotti dal gruppo elettrogeno non c’è alternativa al trovare un attacco elettrico da qualche parte.

 

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Particolare del gruppo elettrogeno con scappamento da cui fuoriescono fumi pestiferi

 

Se però purtroppo non stupisce che i rappresentanti istituzionali non abbiano avuto nulla da ridire al riguardo, dimostrando costoro quotidianamente quanto poco ci tengano al decoro e rispetto della città, non ci si capacita di come un gruppo come Bulgari, considerato tra i più rappresentativi del buon gusto italiano, abbia potuto dare l’assenso ad una porcheria del genere.

L’impressione è che anche quello che dovrebbe essere il commercio migliore di Roma si sia ormai fatto influenzare dalla marea di degrado che ha invaso la città in ogni angolo, cominciando a non vedere più schifezze macroscopiche che qualsiasi persona di buon senso riesce a cogliere.

Nel caso specifico, è come se il fatto che certi ambulanti utilizzino normalmente piccoli gruppi elettrogeni per alimentare i loro banchi e camion bar abbia definitivamente sdoganato i gruppi elettrogeni, per cui un grande gruppo come Bulgari si sente in obbligo di mostrare la propria grandezza esponendone uno di dimensioni monstre in mezzo alla scalinata di Trinità dei Monti!

 

Persi da tempo gli argini delle soprintendenze e delle varie istituzioni, senza più il buon gusto ed il buon senso di quella che dovrebbe essere l’élite cittadina non rimangono molte speranze per Roma.

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