Una città al buio

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CarloFelice

L’immagine mostra viale Carlo Felice, con sullo sfondo la basilica di S. Giovanni. Come si può vedere la strada è completamente al buio ed è così da giorni, senza evidentemente che qualcuno si dia pena per la cosa.

Purtroppo questo non è un caso isolato ma bensì è abbastanza facile riscontrare tratti di strada al buio per giorni un po’ ovunque. Ci sono stati segnalati nel tempo sulla via del Mare o anche, e spesso, su strade del centro storico.

Per quanto ne sappiamo l’illuminazione pubblica è responsabilità dell’ACEA, una società per azioni posseduta al 51% da Roma Capitale, ma evidentemente l’assicurare un servizio continuo ed affidabile alla collettività non rientra tra i loro interessi. Chi scrive provò mesi fa a segnalare telefonicamente all’ACEA un paio di lampioni spenti nel giardino di piazza Vittorio; l’operatore rispose che il problema era stato segnalato e che avrebbe fatto un sollecito; ebbene i due lampioni sono a tutt’oggi ancora spenti.

Peraltro a giudicare da quello che si sente in giro rispetto ai servizi all’utenza domestica, si direbbe che anche in quel settore l’ACEA faccia acqua. A settembre dello scorso anno rilanciammo la brutta esperienza con l’ACEA che un nostro lettore volle condividere con noi.

Ci si chiede quindi cosa aspetti il Comune a disfarsi di questa proprietà lasciando che la società trovi un suo equilibrio sul mercato; la qual cosa, se si mantenessero gli scarsi livelli di servizio attuali, potrebbe anche significare la sua chiusura.

In realtà c’è un motivo per cui finora nessun inquilino del Campidoglio ha voluto alienare l’ACEA e questo risiede nella facilità con cui da essa si riescono ad ottenere finanziamenti e sponsorizzazioni. Per decenni infatti l’ACEA è stata considerata come una sorta di bancomat per l’amministrazione, dove attingere senza problemi né formalità per gli scopi più disparati.

In attesa di sentire qualche idea su ACEA da parte dei candidati a sindaco della capitale, cosa che però temiano difficilmente avverrà, non volendo nessuno rinunciare ad un così comodo “bancomat”, ci chiediamo perché il Commissario Tronca non fa una capatina negli uffici ACEA e cominci a prendere a pedate qualche dirigente responsabile dell’illuminazione pubblica. Hai visto mai che così comincino a capire qual è la loro missione principale?

 

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