Letto un articolo pubblicato sulla newsletter degli amici di Progetto Celio, abbiamo deciso di riprenderlo in quanto significativo di come stanno evolvendo certe dinamiche in città.

palco

Dalla giornata di venerdi 3 giugno è stato collocato per la durata di 9 sere un palco da concerto in via San Giovanni in Laterano angolo via Ostilia, sotto le finestre di case abitate, che ha cominciato ad arrecare disturbi gravi agli abitanti già dalla prima serata per eccesso di rumore in ore notturne.

L’Ufficio del Commissario Tronca ha evidentemente dato il permesso ed il primo Municipio ha il solo potere di contrattare la limitazione gli orari delle manifestazioni che, sembra, non siano andati oltre la mezzanotte.

Abbiamo ricevuto telefonate di gente esasperata costretta  a sorbirsi i decibel della prima giornata di installazione del palco, quella di venerdi 3 giugno con la concreta minaccia che questa assurda vicenda di mancanza di ogni elementare forma di rispetto sarebbe continuata fino a domenica 12 giugno.

A questo punto l’Associazione “Progetto Celio”, insieme all’Associazione culturale “Via San Giovanni in Laterano”, è stata costretta ad inoltrare un esposto al Commissario Straordinario di Roma Capitale Francesco Paolo Tronca, alla Presidente del Municipio I° Sabrina Alfonsi, al Direttore del Municipio I° Lucia Roncaccia e al Comandante della

Polizia Locale di Roma Capitale – Gruppo Trevi Angelo Moretti.

La sera stessa dell’esposto consegnato lunedi 6 giugno c’era una pattuglia di polizia municipale che ha invitato gli organizzatori a limitare i decibel ed a rispettare gli orari. Sembra che per tutta la settimana alcuni effetti siano stati prodotti, prima dell’esplosione finale di sabato 11 e domenica 12.

Una cosa è certa: una strada del rione non può essere un luogo dove installare un palco per spettacoli per nove giorni consecutivi! Chiederemo subito un incontro urgente al futuro sindaco ed al futuro presidente del primo municipio!

Chiediamo rispetto per tutti!

Che festa è se mezzo rione è disturbato dalla festa?

Il Celio vuole partecipare alla gioia e alla musica ma gli abitanti debbono avere la possibilità di scegliere se dormire o ascoltare dibattiti e concerti.

E questo non è possibile se c’è un palco sotto le finestre.

Siamo stupefatti dalla concessione del permesso da parte del commissario Tronca.

Ma oramai l’incontro sarà con il prossimo sindaco di Roma per capire se la deroga alla normativa vigente era valida anche in una strada come questa per nove sere consecutive.

Chiediamo semplicemente il rispetto delle regole, un maggior controllo ed un maggiore rispetto  per chi è costretto a subire in casa propria un livello di rumore insopportabile.

Ricordiamo infine che l’Associazione “Progetto Celio” è riuscita negli ultimi due anni a bloccare o limitare le manifestazioni dell’estate romana al Parco del Celio ed a villa Celimontana quando evidentemente queste manifestazioni, una volta di gran pregio, erano diventate discoteche e birrerie.

Non vorremmo trovarci discoteche e birrerie nel bel mezzo di via San Giovanni in Laterano sotto le case!

 

A costo di rischiare di passare per parrucconi intolleranti, ci troviamo d’accordo con i rilievi e con i timori degli amici di Progetto Celio. A noi quella manifestazione era già parsa esagerata, essendoci passati per caso intorno alla mezzanotte del 10 giugno ed avendo assistito alle immagini (e soprattutto suoni) del video seguente:

 

[youtube url=”https://youtu.be/zMD3MhkJJME”]

 

Legittimo il divertirsi, ma farlo a spese di chi vorrebbe semplicemente stare in casa propria senza essere brutalizzato (termine forte ma assolutamente appropriato) da musiche assordanti eseguite senza alcun controllo di volume ed orario è una cosa inaccettabile. Per rendere l’idea di quali problemi possano creare questi eventi, provate ad immaginare come possa sentirsi una persona malata, magari gravemente malata, costretta nel proprio letto a subire inerme una tortura acustica fino a tarda notte.

E come al solito a Roma, finisce che nessuno risulta responsabile degli abusi, confermando la regola per cui qui la prepotenza paga.

 

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