Un giro nel suq di Ponte Milvio

Nessun commento

Il vecchio mercato che invadeva via di Tor di Quinto fu spostato diversi anni fa nella nuova struttura attrezzata di via Riano dotata di servizi, acqua potabile, parcheggi. Insomma un luogo civile che purtroppo soffre perché i clienti non sono più numerosi come prima. Alcuni banchi hanno cessato l’attività mentre altri vivono una difficoltà  per la quale Virginia Raggi in campagna elettorale aveva promesso interesse. (cliccate su questo link e guardate cosa diceva due anni fa!)

Ma come mai le vendite all’interno della nuova struttura sono calate? I motivi sono essenzialmente due: da una parte il romano medio è abituato ai banchi in mezzo alla strada, in condizioni precarie e senza igiene e quindi ha una ritrosia innata verso i mercati in sede propria. Dall’altra – e questo è il problema principale – sulla piazza di Ponte Milvio sono rimaste decine di oscene bancarelle che fanno da catalizzatore dei clienti. Alcuni addirittura non sanno neanche che il nuovo mercato si trova 200 metri più avanti e pensano che sia ancora collocato sulla piazza, dove si vende qualsiasi merce tutti i giorni della settimana. Si tratta di banchi autorizzati che nessuno ha voluto spostare nella nuova sede dove lo spazio abbonda.

Questa scelta insana contribuisce alle difficoltà economiche del mercato attrezzato di via Riano e provoca un degrado enorme sulla piazza di Ponte Milvio. Guardiamo insieme la situazione: auto in doppia fila, furgoni-magazzino parcheggiati al centro della carreggiata, marciapiede ridotti a budelli, stand con vestiti appesi come non si vede neanche nel più degradato suq mediorientale.

Mercato ponte milvio9

 

Mercato ponte milvio10

Mercato ponte milvio6

Mercato ponte milvio4

Mercato ponte milvio5

Mercato ponte milvio2

Mercato ponte milvio

Mercato ponte milvio8

 

E’ questo il problema fondamentale che non solo non è stato risolto dalla riforma 5stelle dell’ambulantato voluta da Andrea Coia, ma anzi è stato congelato. Gli operatori del mercato attrezzato di via Riano si domandano perché a loro non è più concesso stare in strada e a questi altri commercianti sì. Di fronte ad una disparità di trattamento così evidente, la Sindaca Raggi ha pensato bene di emettere un comunicato sul contrasto all’abusivismo commerciale. E’ il solito mantra che ripetono gli amministratori che non vogliono affrontare il nocciolo della questione.

 

com raggi

 

 

Gli abusivi prosperano laddove vi sono i regolari, spesso sono la stessa medaglia con due facce. Eliminando questi suq autorizzati si ridurrebbe di molto il problema dell’abusivismo. La sindaca scrive che “gli agenti della Polizia Locale sono intervenuti tra marciapiedi ingombri di banchi abusivi nei pressi di mercati, furgoni in doppia fila” ma non dice che quei marciapiedi sono occupati per lo più da banchi che il suo stesso regolamento ha regolarizzato. Insomma la Raggi sta censurando quello che la sua amministrazione approvò durante la notte in una seduta fiume, con una fretta che ancora fa riflettere.

Come risponderà al grido di allarme che proviene dai commercianti onesti che sono stati costretti a spostarsi all’interno del plateatico di via Riano? Davvero per l’amministrazione a 5stelle sul commercio ambulante non c’è altro da fare dopo l’approvazione della riforma Coia?

 

Articoli correlati

Partecipa alla discussione

La tua email non sarà pubblicata. I campi obbligatori sono indicati con (richiesto)

Tweets

Tavolini e dehors ovunque? E' un po' quello che propone @AndreaCoiaM5S nella sua delibera che vede pochi oppositori tranne @OrlandoCorsetti. Inspiegabile il silenzio di @Sabrinalfonsi. diarioromano.it/?p=36334

La parabola discendente del car sharing comunale. Mentre @car2goItalia, @Enjoy e @sharengozd fanno numeri sempre maggiori, il servizio pubblico si ferma a 34 mila noleggi l'anno. Tanto vale chiuderlo. @materia__prima diarioromano.it/?p=36270

Video diario
Newsletter
Rimani aggiornato! Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere direttamente nella tua casella di posta elettronica gli ultimi articoli pubblicati.