Un assessore al commercio che del commercio se ne frega

Solo due giorni fa ci siamo trovati a dover rimarcare l’assenza totale del Municipio I sulla questione delle bancarelle a piazza dei Cinquecento, tornate praticamente tutte a devastare marciapiedi e banchine mentre i vertici del Municipio sono troppo impegnati ad organizzarsi la rielezione.

 

pescetelli

 

Ebbene quest’oggi non possiamo non tornare ad occuparci del Municipio I, in particolare del suo ormai famoso assessore al commercio Jacopo Emiliani Pescetelli, su una questione di cui ci siamo già occupati in passato, ossia l’invasione di minimarket, paninerie, kebab, ecc. nel centro storico ma non solo.

È questo un problema che riguarda non solo Roma, con città come Firenze che lo stanno fronteggiando con provvedimenti anche drastici. Nella nostra città invece le istituzioni hanno finora fatto finta di non vedere l’invasione di negozietti ed altre attività legate al cibo che pian piano stanno stravolgendo interi rioni.

Gli unici che si sono accorti del problema sono stati il Presidente della Commissione Commercio al Comune, Orlando Corsetti, e la consigliera municipale Nathalie Naim che hanno portato avanti insieme un’iniziativa per modificare la normativa comunale in materia di commercio, inibendo tutta una serie di attività negli ambiti più appetibili per quel tipo di commercio (essenzialmente il centro storico ed alcune altre specifiche aree di Roma). Arrivati alla stesura materiale delle modifiche da apportare alla normativa, vi era la necessità che il testo venisse approvato dal Commissario Tronca, nella sua qualità di sostituto del Consiglio Comunale. Ma il Commissario ha preferito predisporre un suo testo, più morbido di quello predisposto dalla Commisione Commercio, che è stato inviato ai Municipi per l’espressione del parere.

Avendo seguito da presso il lavoro nell’ambito del Municipio I, possiamo affermare che riguardo al testo predisposto da Tronca ci sono stati da una parte alcuni consiglieri che hanno lavorato sodo per emendarlo e renderlo minimamente efficace, stanti le falle colossali che la normativa vigente ha messo in luce; dall’altra abbiamo dovuto prendere atto di un atteggiamento a dir poco irresponsabile dell’assessore del Municipio che ha affermato quanto segue:

“L’indirizzo del Municipio è quello di dire sì [al provvedimento, ndr] ma di fare molte osservazioni al testo … con la speranza che se Tronca non farà in tempo, come credo, a prendere in considerazione i nostri rilievi, dovrà a mio giudizio farlo il prossimo sindaco”.

Da questa dichiarazione deduciamo che:

a. all’assessore nulla interessa se il settore che lui amministra sta venendo stravolto da un’invasione di attività legate al cibo che stanno espellendo quelle tradizionali dei nostri rioni,

b. invece che prendersi la responsabilità di respingere un provvedimento di cui evidentemente non si condivide il contenuto, si preferisce l’ipotesi del parere positivo ma subordinato ad una miriade di osservazioni che si spera non riusciranno ad essere lavorate nel breve tempo a disposizione prima delle elezioni,

c. piuttosto che cercare di mettere una toppa pur provvisoria per frenare l’ennesimo processo di degrado che interessa la nostra città, si prova a “buttarla in caciara”, rimandando la possibile soluzione alla prossima amministrazione, il che vuol dire aspettare chissà quanti altri mesi durante i quali l’invasione continuerà inesorabile.

 

Con un assessore del genere non stupisce che la situazione del commercio nel territorio del Municipio I sia quel fallimento che tutti possono constatare, con l’ambulantato che la fa da padrone ovunque, le OSP che ormai sono del tutto incontrollabili, le attività di somministrazione che strabordano stirando e violando la normativa a piacimento.

C’è poi un’altra frase nell’articolo de Il Tempo che ha attirato la nostra attenzione, laddove l’assessore afferma che nelle modifiche alla normativa “si sarebbe dovuto introdurre un criterio di qualità”. Ed allora il pensiero non può non andare al tentativo portato avanti dall’assessore per riformare la Festa della Befana di piazza Navona, quando si riuscì nel capolavoro di costruire un bando su misura per i soliti ben noti operatori ambulanti, e questo pur avendolo infarcito dei criteri di qualità più fantasiosi. Al tempo fu solo grazie al provvidenziale intervento di Cantone, dell’anticorruzione, che si riuscì a bloccare quell’iniziativa scellerata.

 

Questo campione che dovrebbe rappresentare l’aria nuova nel PD verrà ripresentato alle prossime elezioni e considerato l’appoggio che la sua candidatura ha ricevuto dalla Presidente Alfonsi, c’è da credere che egli continuerà a ricoprire il ruolo di assessore nell’ambito del Municipio I. Dovremo quindi rassegnarci ad avere in centro storico un commercio (s)governato così come è stato fatto negli ultimi anni?

A titolo di cronaca ieri il Consiglio del Muncipio I ha dato parere positivo al provvedimento del Commissario, aggiungendo tutta una serie di prescrizioni. Vedremo ora come Tronca deciderà di considerare le osservazioni del Municipio.

 


 

AGGIORNAMENTO

Proprio in queste ore il Municipio ha diramato un altolà alle bancarelle appena tornate sulle banchine della Stazione Termini. Ne riferisce il Corriere della Sera. Forse gli appelli dei blog e qualche pressione arrivata dal Commissario Tronca hanno sortito effetto sui vertici del Municipio. Il giudizio politico resta tuttavia immutato.

 

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2 risposte

  1. Pescetelli è quello che mi ha bloccato su Twitter perchè gli facevo notare il vergonoso lassismo del Municipio nei confronti delle bancarelle. ho detto tutto….

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