Alla fine di ottobre dello scorso anno l’allora Sindaco Marino veniva mandato a casa dallo stesso partito, il PD, che lo aveva proposto alla città.

In un nostro post registravamo la cosa facendo però rilevare la necessità per lo stesso PD di fare chiarezza sui motivi della defenestrazione, al di là del mantra del “rapporto rotto con la città” di cui tutti i piddini all’epoca si riempivano la bocca.

Tra le altre cose nel post scrivevamo:

Partiamo allora dall’elenco dei consiglieri PD che ieri hanno presentato le loro dimissioni e chiediamo a ciascuno di rendere nota la propria motivazione per il gesto compiuto, che non sia il mantra del “rapporto rotto con la città” che da giorni ci viene propinato dai vari esponenti PD. Per cui, in rigoroso ordine alfabetico, chiediamo a Valeria Baglio, a Erica Battaglia, a Orlando Corsetti, a Michela De Biase, a Athos De Luca, a Cecilia Fannunza, a Alfredo Ferrari, a Valentina Grippo, a Liliana Mannocchi, a Dario Nanni, a Marco Palumbo, a Fabrizio Panecaldo, a Giovanni Paris, a Laura Pastore, a Ilaria Piccolo, a Maurizio Policastro, a Antonio Stampete, a Giulia Tempesta, e a Daniela Tiburzi di spiegarci il motivo di un gesto così drastico.

Ebbene nessuna delle persone dell’elenco si è degnata di fornire una pur generica spiegazione, immaginando probabilmente che il tempo avrebbe fatto dimenticare alla città il loro incredibile voltafaccia al sindaco che avevano contribuito a far eleggere.

Peccato per loro che noi non ce le dimentichiamo certe circostanze e la prima cosa che siamo andati a vedere, appena uscita la lista del PD per l’Assemblea Capitolina, è se qualcuno di queste/i gentildonne/galantuomini fosse presente.

E come ci si aspettava ce n’è e pure diversi. Ne abbiamo contate ben dieci di consigliere/i uscenti che sono stati ricandidati dal partito, premiati evidentemente per aver seguito le indicazione per far cadere il loro stesso Sindaco.

Ma se è comprensibile che un consigliere perda il rapporto fiduciario col proprio Sindaco, è inammissibile che ciò porti alle conseguenze più drastiche senza che il consigliere stesso senta il dovere di dare pubblica spiegazione di quanto avvenuto.

E qui non siamo nemmeno al malcostume del singolo eletto, cosa che abbiamo visto più volte in tutte le assemblee elettive del paese, non escluse le camere più importanti, bensì siamo ad una manovra scorretta orchestrata dallo stesso partito, convinto evidentemente che gli elettori abbiano l’anello al naso e la memoria molto corta.

Noi siamo convinti che così non è e che alle prossime elezioni il PD si accorgerà di cosa vuol dire mancare di rispetto a tutta una città, a partire dai propri elettori. Saremmo quasi tentati di scommettere su un risultato da cifra singola, nel qual caso prendiamo l’impegno di offrire da bere pubblicamente per festeggiare la giusta punizione comminata dai cittadini a chi ha dimostrato di considerarli dei minus habens.

Chiariamo che il nostro tifare contro questo PD non significa appoggiare qualche altro schieramento, giacché sempre più sembra una competizione a chi faccia o dica peggio.

Ma questo PD indecente si merita proprio che gli venga ritorto contro l’infelice slogan che un suo stesso rappresentante ha pensato di coniare: #ciaone caro PD romano!

 

PDRoma
Niente, non c’è niente da fare … non riescono proprio a vederle le scritte sui muri, è più forte di loro …

 

P.s.: Ci sono un paio di nominativi nella lista per cui manca sia la foto che il profilo (“Presto online!” dice). Viene da chiedersi se quei due candidati siano stati informati che sono in una tale lista.

Inoltre vediamo che sono stati inclusi anche dei perfetti sconosciuti che pare possano solo vantare un’esperienza nella ristorazione; è questa la classe dirigente che il PD romano riesce ad esprimere? Auguri e ancora #ciaone eh …

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