Trionfale conferenza stampa di Atac. Ma si “dimenticano” di parlare dei bus di superficie

Ieri mattina, la Sindaca Raggi, l’Ad di Atac Simioni e l’assessore Meleo hanno chiamato i giornalisti per mostrare quelli che a loro dire sarebbero mirabolanti risultati nella gestione dell’Azienda. “Per la prima volta i conti di Atac tornano in positivo”, scrive la Raggi sul suo Facebook. Ma sarà davvero così? Si tratta di propaganda o realtà? L’abbiamo chiesto al noto blogger Mercurio Viaggiatore, forse il più attento osservatore delle cose di Atac. E nel suo articolo, si legge una storia ben diversa da quella patinata della conferenza stampa della Sindaca. A partire dal fatto che non una parola è stata spesa sulla produzione di bus e tram, in costante e inesorabile calo. 

 

di Mercurio Viaggiatore

Mentre siete lì ad aspettare l’autobus che non passa da 40 minuti, ecco arrivare puntuale il consueto comunicato sui mirabolanti risultati di ATAC.

ATAC è una Società trasportistica il cui scopo è garantire la mobilità a cittadini e turisti della Capitale. Quasi due terzi del servizio programmato riguarda i mezzi di superficie (bus, tram, filobus). Se questo inizio vi sembra banale, non lo deve essere per i massimi esponenti della mobilità romana.

Nel lunghissimo comunicato stampa di oltre 8.000 battute, non c’è infatti alcuna menzione ai numeri e percentuali sulla produzione, e manca qualsiasi riferimento al servizio di superficie. Da Piano Industriale l’obiettivo per il 2018 è un aumento della produzione del +3% su gomma (per le metropolitane +5%). Nella realtà dei fatti nel primo semestre 2018 c’è stato un sensibile calo, dovuto in gran parte al mancato acquisto di nuovi mezzi, motivo per cui la situazione potrà solo peggiorare da qui a fine anno.

Glissando totalmente sull’acquisto di nuovi autobus (che saranno comprati dal Comune di Roma a totale carico dei contribuenti), ATAC parla di forniture di parti di ricambio che avrebbero permesso di far ripartire la manutenzione. Ma i fatti raccontano altro: per Roma si vedono girare autobus che cadono a pezzi o fermi con il triangolo a terra; ogni giorno si registrano oltre 300 guasti, ATAC stessa ha dichiarato che nel 2017 ha avuto un rateo medio di 19 guasti ogni 10.000 km (un paio di giri in officina a settimana). Le officine potrebbero disporre di parti di ricambio infinite, ma sono talmente in affanno che è impensabile credere che possano recuperare. E i risultati si vedono, i tanti autobus che vanno a fuoco non sono affatto una casualità.

 

Le vendite dei titoli di viaggio sono aumentate del 2,3%: questa percentuale rientra nelle consuete fluttuazioni annuali, oro che cola se ATAC arriverà agli incassi fatti nel 2014 (più alti). Il contrasto all’evasione continua poi ad essere un aspetto eccessivamente propagandato a fronte di risultati assolutamente trascurabili dal punto di vista economico.

Comprensibile l’atteggiamento entusiastico di ATAC per l’utile di 5,2 milioni, visto che la partita del concordato non è ancora chiusa e a dicembre c’è l’incontro con i creditori. Ma è da ritenersi un fatto episodico: con il concordato, ATAC ha congelato debiti e pagamenti antecedenti la data del 17 Settembre 2017 (addirittura non restituisce i soldi “fregati” dalle macchinette dei biglietti), e ha limitato le spese nell’incertezza del momento. Nel frattempo però ha consumato scorte (basta vedere il numero di autobus in circolazione, in costante diminuzione), ipotecando la futura capacità produttiva e, di conseguenza, gli incassi. Ma le somme le tireremo tra un anno, con il bilancio 2018. A proposito: e il bilancio 2017?

Sulle gare fatte sarebbe stato meglio il silenzio: quella più importante per l’acquisto di autobus è andata deserta.

Sul personale si tocca il fondo, non solo del comunicato: l’ “aumento della produttività”, cioè il passaggio da 37 a 39 ore settimanali, è stato più che altro un modo per non pagare gli straordinari a chi già li faceva. ATAC parla inoltre di diminuzione addirittura del 20% dei dirigenti nell’ultimo anno. Al 31.12.2016 erano 48, al 31.03.2018 erano 44, quindi o tra Aprile e Giugno ne hanno licenziati 6 (arrivando a 38 dirigenti), o i conti non tornano. ATM a Milano al 31.12.2017 aveva 26 dirigenti, in proporzione ATAC ne dovrebbe avere 30. Quando passiamo dalla propaganda ai fatti?

Per concludere, non vale la pena commentare i comunicati di AD, Sindaca e Assessora: da parte loro sarebbero state più gradite le scuse per un servizio che continua a peggiorare, e la promessa del loro impegno ad invertire sul serio la rotta, non solo a parole.

 

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