Trasporti e infrastrutture: il 2017 un anno buttato

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Nella città che ha più fame di trasporto pubblico d’occidente, il 2017 è stato un annus horribilis. Non solo per colpa della giunta Raggi (ma soprattutto per questo), sul fronte delle grandi e medie opere non si è fatto un solo passo avanti. Anzi ne sono stati percorsi diversi indietro almeno a giudicare dall’osservatorio su trasporti e infrastrutture aggiornato ogni fine anno da MetroxRoma, un comitato molto autorevole che segue da vicino le vicende della mobilità.

Riassumiamo i punti principali legati alle opere avviate o quelle ancora da avviare. Alcune di queste potrebbero cambiare la vita di decine di migliaia di persone, agevolando il tragitto casa-lavoro, riducendo l’inquinamento ambientale e il tempo trascorso nel traffico.

Linea C. La più grande opera in costruzione in Italia (superiore addirittura al Mose di Venezia in termini economici) viene trattata dalla attuale amministrazione alla stessa stregua del rifacimento dell’asfalto di una stradina di periferia. Non si sono registrate riunioni strategiche, non sono stati consultati esperti, non è stato redatto un cronoprogramma. Il nulla più assoluto. Ci sarà il prolungamento fino a Clodio? La fermata Chiesa Nuova verrà realizzata? L’amministrazione pentastellata la ritiene un’opera strategica come dichiarato da Enrico Stefano che vorrebbe arrivasse in Prati passando per Corso Vittorio oppure va bloccata a Colosseo come sostengono molti grillini? Non si sa, perché nessuno ne parla più e l’orizzonte temporale si allunga all’infinito sfiorando il 2030.

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La stazione San Giovanni della Metro C durante l’open day

 

 

Stazione S. Giovanni. Sia la Sindaca Raggi che l’assessore Meleo avevano promesso l’apertura del collegamento tra metro C e metro A a San Giovanni entro fine 2017. Tutto invece è slittato alla primavera 2018 e non si sa ancora se sarà rispettata anche questa scadenza. Molti non sanno che si tratterà comunque di un collegamento provvisorio che costringerà i passeggeri a salire fino quasi in superficie e scendere di nuovo a livello delle banchine. Per un vero transito sotterraneo tra linea A e linea C a San Giovanni serviranno altri 3 anni!

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Il vallo dove nascerà la Stazione Pigneto

 

 

Stazione Pigneto. Ne abbiamo parlato più volte grazie al nostro corrispondente sul posto, Andrea, che ha tanto lottato per l’avvio del cantiere di questo importante nodo di scambio tra metro C e diverse linee ferroviarie. Purtroppo, però, il 2017 non ha portato buone notizie. Poche settimane dopo l’inizio dei lavori tutto si è bloccato per un intoppo nella rete dei sottoservizi. E il cantiere è tristemente abbandonato.

Capolinea Roma-Viterbo piazzale Flaminio. Il progetto di interrare la stazione per renderla più efficiente e funzionale è stato approvato e finanziato dalla Regione Lazio. Il presidente Zingaretti aveva garantito l’avvio dei lavori entro il primo semestre del 2017 ma neanche una pietra è stata spostata. E tutto è rinviato a data da destinarsi.

Stazioni Acilia Sud e Tor di Valle della Roma Lido. A settembre Enrico Stefàno aveva parlato di date precise: avvio dei lavori entro ottobre e chiusura dei cantieri a marzo 2018. Ma neanche un operaio è al lavoro. Acilia Sud resta sulla carta e l’ampliamento di Tor di Valle è stato rimandato a chissà quando.

Prolungamento della linea A oltre Battistini. In questo caso, purtroppo, sfioriamo il ridicolo. L’opera considerata indispensabile da tutti i maggiori esperti di trasporto pubblico è stata confermata dalla giunta 5stelle come necessaria, ma invece di proseguire con una metropolitana vera, la proposta dell’attuale amministrazione è di sostituirla con una funivia (!?!). Si è già fatta tanta ironia sulle funivie a Roma, sebbene alcune volte possano essere effettivamente utili. Ma non è certo questo il caso. La linea metro più affollata e frequentata di Roma e una delle prime 5 d’Europa in termini di passeggeri dovrebbe vomitare tutto il proprio traffico su una funivia. Vorrebbe dire che gli utenti dovrebbero uscire dalla metro a Battistini e prendere una cabina tipo Madonna di Campiglio. Anche un bambino capisce che il flusso di persone è così elevato che nessuna funivia al mondo potrebbe assorbirlo. Insomma una emerita stupidaggine, inclusa purtroppo nel Pums, il Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile presentato nell’aprile del 2017. Con le cose serie non si scherza.

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Prolungamento della Linea B1 oltre Jonio. Anche di questo abbiamo parlato più volte per l’azione costante del comitato Casal Monastero. Quest’opera costerebbe 556 milioni e al momento ne sono disponibili solo una parte (denari che stanno per essere persi per sempre se non si dà il via in fretta al cantiere). Sempre il Pums propone una soluzione piuttosto surreale: non realizzare più la metro ma sostituirla con un trenino leggero, detto people mover, sul tipo della mini metro di Perugia. E’ probabile che si tratti di un pretesto per non realizzare nulla. Infatti qualsiasi esperto del settore boccerebbe il people mover, ma la manovra dilatoria avrebbe sortito il proprio effetto.

Tratta Vigna Clara-Valle Aurelia. Infine quest’opera che è stata già realizzata e inaugurata durante l’amministrazione Marino ma mai aperta a causa di un ricorso presentato da un piccolo gruppo di abitanti preoccupati per il rumore dei treni sotto la propria abitazione. Una storia di egoismi e burocrazia che fa accapponare la pelle. Si spera si risolva in fretta.

Insomma un quadro desolante, fatto solo di rinvii, disattenzioni e nessuna programmazione. Se anche il 2018 dovesse essere così, lo sviluppo dei trasporti a Roma subirà un colpo durissimo. Occorreranno anni per riprendersi da ritardi e scempiaggini del genere. Ammesso che ci si riesca.

 

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