Agli inizi di giugno ci eravamo rallegrati per la sparizione delle bancarelle in via Nazionale.

Come avevamo spiegato nel pezzo di giugno:

 

… era dal settembre 2016 che denunciavamo la bruttura e lo scandalo commerciale di numerose bancarelle operanti sui marciapiedi di via Nazionale in barba ai divieti della normativa e senza pagare un euro di concessione. Il trucco usato da quei banchi dipendeva dalle concessioni itineranti di cui sono titolari, concessioni una volta utilizzate dalle apette che giravano la città vendendo merce varia ed ora riconvertite in bancarelle stanziali ma con delle “rotelline” che gli consentirebbero in teoria di spostarsi.

Queste licenze “itineranti” però non possono operare sulle strade della grande viabilità e, visto che via Nazionale rientra tra queste, costoro per anni l’hanno occupata abusivamente.

Finora i nostri appelli alla presidente Alfonsi, all’assessore Meloni ed al presidente Coia sono caduti nel vuoto. Oggi finalmente prendiamo visone di una via Nazionale liberata dalle bancarelle.

 

In quel pezzo chiosavamo:

Speriamo si tratti di una soluzione definitiva.

 

Ebbene no, purtroppo la soluzione non doveva essere definitiva perché una decina di giorni fa abbiamo rivisto numerose bancarelle sui marciapiedi di via Nazionale. Eccole:

 

 

 

 

 

Desolante, è veramente desolante dover constatare ancora una volta che a Roma i problemi non li si riesce mai a risolvere in maniera definitiva, ma solo a metterci una pezza e che – dopo poco tempo – si deve ricominciare tutto da capo.

 

Che in una strada come via Nazionale, dove passano ogni giorno innumerevoli pattuglie di vigili e di tutte le altre forze dell’ordine, non si riesca a reprimere il commercio ambulante irregolare è una sconfitta devastante per l’amministrazione sia municipale che comunale.

 

Purtroppo dobbiamo ancora una volta prendere atto che con personaggi come Andrea Coia, presidente della commissione commercio, il nuovo assessore al commercio, Carlo Cafarotti, o la presidente del Municipio I Sabrina Alfonsi non c’è modo di assicurare un minimo di legalità neanche nei luoghi più in vista della città.

 

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