Tor Pignattara: residenti preoccupati per le sorti di un giovane straniero

Viene dalla Guinea, mostra segni di disagio e ha bisogno di aiuto. Nel frattempo la zona è piena di rifiuti che l'uomo tira fuori dai cassonetti

Il ragazzo originario della Guinea, ha 22 anni. Aveva un lavoro semplice ma dignitoso. I continui lockdown di questi mesi hanno provocato la chiusura della piccola attività per la quale lavorava e anche lui, come tanti stranieri o italiani, è rimasto senza impiego. Il fatto di trovarsi disoccupato ha aggravato le sue condizioni mentali, forse già precarie.

L’uomo si è così insediato in largo Perestrello, al confine tra il Pigneto e via dell’Acqua Bullicante, trasformando la zona nella sua abitazione di fortuna. I colleghi di Romatoday lo hanno chiamato Luca, ma non è questo il suo vero nome. Fatto sta che i residenti sono preoccupati da una parte per le sorti di Luca e dall’altra per la tranquillità della zona. Poche settimane fa, infatti, in uno scatto d’ira incontrollata, il ragazzo ha tirato dei sassi contro alcune mamme davanti ad una scuola. Poi si è scagliato contro chi, nel tentativo di portare conforto, gli aveva preparato un pasto caldo.

Infine ha trasformato la zona in una discarica, rovistando tra i cassonetti e lasciando in strada tutto quello che trova al loro interno. Le foto che seguono ci sono state inviate da Fabio F., residente del quartiere, che più volte ha chiamato i servizi sociali e in un’occasione è stato costretto a rivolgersi ai Vigili del Fuoco, in quanto l’uomo aveva accesso un falò per riscaldarsi e le fiamme rischiavano di provocare un incendio.

 

L’Ama è intervenuta due volte per pulire le strade ma pochi giorni dopo la situazione torna quella di prima. E’ evidente che la soluzione sta in un aiuto di carattere medico/psichiatrico ma, come è noto, la legge è molto confusa e rende quasi del tutto impossibile costringere una persona a curarsi contro la propria volontà. Il ricovero coatto non è praticamente ammesso dalle nostre norme e questo è certamente un punto a favore della legislazione italiana in quanto garantisce le libertà individuali. Ma è chiaro che vi sono casi in cui vi sono persone non del tutto consapevoli e che vanno seguite da vicino da un medico o da assistenti sociali.

Difficile anche una assistenza alloggiativa in quanto i posti letto nei dormitori non sono sufficienti alla domanda. Secondo Romatoday sono 1.065 quelli messi a disposizione dal Comune di Roma e 1.700 quelli delle associazioni di volontariato.

Un numero esiguo rispetto al numero dei senza tetto. Diarioromano ha raccolto la testimonianza di Baobab Experience, una delle principali comunità di assistenza della capitale, che riferisce un numero di senza tetto ormai vicino alle 8.000 persone. 

Dati preoccupanti che coincidono con quelli del rapporto Caritas, secondo il quale la crescita di “nuovi poveri” dal 2019 al 2020 è stata di ben il 45%, provocata dalle restrizioni dovute al Covid. La perdita del lavoro è la prima causa di questa nuova categoria di bisognosi, tanto che gli italiani sono cresciuti del 2,1% in soli 12 mesi e ormai superano abbondantemente gli stranieri.

Dunque il quadro generale è composto da un numero di letti del tutto insufficiente e da un costante aumento di persone che necessitano di assistenza. Ecco perché il caso del giovane di Largo Perestrello è solo una goccia nel mare di bisogno che si sta registrando a Roma. Se a questo aggiungiamo il disagio psichico nel quale si trova il ragazzo della Guinea, si capisce perché ai residenti del quartiere non venga data una risposta concreta.

L’assessore capitolino ai Servizi Sociali Veronica Mammì ha fatto sapere che la Sos (Sala Operativa Sociale) sta seguendo da vicino la situazione ma una visita saltuaria di un operatore non è abbastanza. Occorre probabilmente rispondere ad una difficoltà più profonda di questo giovane, oltre che aiutarlo nelle cose materiali.

Fabio F. e altri residenti della zona proseguiranno a tenerci informati mentre noi proveremo a girare l’appello alle autorità comunali nella speranza di trovare una soluzione che possa essere positiva anche per il ragazzo della Guinea.

 

 

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