Tiberis: un imbarazzante obbrobrio totalmente abusivo!

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Da Associazione Amici del Tevere e Consorzio Tiberina riceviamo e rilanciamo:

 

Diffondiamo copia di nota ricevuta a seguito di “accesso generalizzato” ad atti amministrativi ai sensi del Freedom of Information Act.

L’area di TIBERIS non rientra negli ambiti di competenza della Sovrintendenza Capitolina, ma – con trasparenza e “senso dell’Amministrazione” – essa ha dato seguito all’istanza posta relativamente ai rapporti autorizzativi intercorsi anche con le omologhe strutture statali; l’area è difatti compresa nel vincolo paesistico di competenza del MIBAC “Area di rispetto – Fiume Tevere” (R.D. 17/2/1910, G.U. 146 22/6/1910).

Gli esiti della corrispondenza sono ovviamente molto pesanti. Al di là degli aspetti tecnico-prescrittivi, sembrerebbe che l’Amministrazione Capitolina non abbia neanche richiesto le prescritte autorizzazioni alla competente Soprintendenza Statale, che ora richiede il ripristino ambientale e morfologico (anche dell’argine antropizzato), esprimendo valutazioni negative anche sull’assetto estivo. Ma lasciamo ad altri ogni giudizio complessivo in merito.

 

Associazione Amici del Tevere e Consorzio Tiberina

 

 

La notizia che Tiberis parrebbe essere un colossale abuso del Comune di Roma è già stata ampiamente data ma a nostro avviso la comunicazione della Soprintendenza agli uffici del Comune contiene elementi di estrema gravità che volevamo sottolineare.

Leggiamo infatti che non solo “… l’intervento effettuato per la realizzazione del Lido Tiberis … non è stato realizzato in maniera conforme agli obiettivi di tutela e di miglioramento della qualità del paesaggio” ma addirittura avrebbe “… al contrario realizzato opere annoverate tra i fattori di rischio e di vulnerabilità del paesaggio“.

In altri termini, non solo non si sono fatte le cose in maniera corretta ma si è intervenuti devastando letteralmente i luoghi.

Si citano, e censurano, quindi l’estirpazione indiscriminata della vegetazione, l’utilizzo del telone plastico per la scarpata, l’alterazione dei luoghi con la distesa di ghiaia, l’assenza di piantumazioni (solo vasi!?!), il danneggiamento dell’argine novecentesco. Sembrerebbe la descrizione di un’azione di devastazione ambientale perpetrata da una banda di incivili ed invece si tratta di un intervento che ha visto coinvolti direttamente gli uffici e le maestranze di Roma Capitale, con a capo di tutto l’assessore Pinuccia Montanari.

E già, perché se l’iniziativa di aprire una spiaggia sul Tevere si può far risalire al Sindaco Raggi, che la presentò in pompa magna a dicembre 2017, la realizzazione della cosa, nei modi e tempi supponiamo, può essere totalmente ricondotta alla Montanari. Come scrivemmo al tempo, fu lei infatti l’unica a spendersi pubblicamente e ripetutamente per Tiberis, mentre il Sindaco pensò bene di defilarsi (addirittura non risulta che ne abbia parlato sulla sua pagina Facebook, ed è tutto dire) così come praticamente tutti gli elementi di spicco del M5S; fece eccezione solo il presidente De Vito che provò con un timido tentativo di difesa ma poi evidentemente capì che era meglio lasciar perdere.

 

L’imbarazzante arenile realizzato dall’assessore Montanari non solo quindi è costato uno sproposito, come documentato a suo tempo sempre dall’Associazione Amici del Tevere e Consorzio Tiberina, tanto da meritare l’apertura di un fascicolo da parte della Corte dei Conti, ma addirittura risulta essere un abuso colossale! Tanto che la Soprintendenza chiude la sua missiva richiedendo la presentazione di un progetto di ripristino dello stato dei luoghi, cosa che comporterà un ulteriore spreco di risorse pubbliche.

 

Ebbene da un’iniziativa che più fallimentare di così non si potrebbe immaginare, con spreco di centinaia di migliaia di euro, utilità prossima allo zero e danneggiamento certificato di un’area golenale, forse qualcuno ha sentito un minimo vagito dalla responsabile unica del tutto?

In una situazione del genere qualsiasi persona con un minimo di senso di responsabilità presenterebbe delle dignitose dimissioni mettendosi a disposizione dei giudici contabili. Invece l’assessore Montanari continua ad apparire intoccabile, sempre forte evidentemente della raccomandazione che le viene dall’altissimo del M5S, come avemmo modo di scrivere qualche settimana fa.

Ed è un peccato che la stampa cittadina pare aver già archiviato questo ennesimo episodio di mala-amministrazione, invece che cominciare finalmente a chiedere la rimozione di una disgrazia cittadina come l’attuale assessore all’ambiente.

Dal canto suo il Campidoglio ha replicato affermando che la spiaggia è regolare: “Roma Capitale lavora a stretto contatto con la Sovrintendenza – scrivono in una nota – e il Parco d’affaccio, i viali di ingresso, la recinzione e i cancelli furono realizzati tra il 2001 e il 2003”. Insomma per il Campidoglio si è trattato solo del ripristino di quanto già esisteva.

Fatto sta che i rilievi della Soprintendenza sono arrivati con ampissimo ritardo rispetto agli inizi dell’intervento Tiberis, mostrando la lettera la data del 13 settembre u.s. Viene anche da pensare che tale intervento sia stato stimolato dalla segnalazione che l’Associazione Amici del Tevere e Consorzio Tiberina inviò al MiBAC il 12 settembre, come da noi documentato.

Come che stiano le cose, è senz’altro preoccupante che un ente di controllo come la Soprintendenza si accorga con tanto ritardo, e forse solo a seguito di apposita segnalazione, di una devastazione come quella che loro stessi descrivono. È purtroppo questa l’ennesima dimostrazione che a Roma chiunque può fare quello che vuole con la ragionevole certezza di farla franca.

 

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