Tevere: un anno fa Zingaretti ne annunciava la pulizia ma è tutto come prima

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Passeggiando sul lungotevere abbiamo incrociato un gruppo di turisti che scattavano foto. Così ci siamo affacciati dal parapetto per vedere il panorama. L’avessimo mai fatto! Alla vista del degrado siamo stati assaliti dalla vergogna. Nei giorni in cui Il Foglio smaschera il bluff a 5 stelle delle spiagge sul Tevere, ci siamo ricordati di quando Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, se ne uscì con un video in cui presenziava all’avvio dei lavori di pulizia delle banchine. Ripercorriamone alcuni passi, soffermandoci sulle rive del fiume, mettendo a confronto gli screenshots con le foto scattate oggi.

 

“Il Tevere un po’ più pulito è un sogno da tanti anni”

 

 

Nella foto in alto: il tratto interessato dai lavori di sfalcio.

Eccolo oggi: muri impiastricciati di graffiti e blocchi di cemento ammassati.

 

 

Zingaretti parla del bando per la valorizzazione del fiume, sullo sfondo di Ponte Garibaldi.

Ecco la balaustra: imbrattata pure quella! (dietro si scorge il Ministero della Giustizia)

 

 

 

Il ponte Garibaldi da un’altra prospettiva: scritte sulla balaustra, giacigli sotto le arcate nel punto in cui è stato ucciso lo studente americano Beau Solomon.

 

Banchina di Ponte Sisto: Zingaretti confabula con Sabrina Alfonsi, presidente del I municipio, nel luogo ribattezzato “Piazza Tevere”: la targa che ne indica il nome è circondata da graffiti che nessuno pulisce. Lorsignori si indignano solo per Kentridge!

 

 

Il video si chiude con un appello di Zingaretti del tutto condivisibile: evitiamo di sporcare il Tevere. Perché, secondo lui, “ora si pulisce”.

 

E COSI’ ARRIVIAMO ALL’OGGI. MERCOLEDI’ 8 GIUGNO SI APRE UFFICIALMENTE LA RASSEGNA “LUNGO IL TEVERE… ROMA” CHE SI SVOLGE TRA PONTE SUBLICIO E PONTE SISTO. Ora, sul comunicato leggiamo che l’obiettivo della manifestazione è “aiutare cittadini e turisti a riscoprire il fascino di un fiume. Una collana di perle artistiche, artigianali ed enogastronomiche impreziosirà le banchine (ristrutturate e riqualificate dall’associazione culturale La Vela d’Oro prima e dopo l’evento)”.

La domanda è lecita: in che stato versano le banchine che ospiteranno “Lungo il Tevere…Roma 2018”?

Parallelamente al nuovo annuncio di Zingaretti, siamo tornati per verificare le condizioni delle banchine del Tevere nel tratto tra Ponte Garibaldi e l’Isola Tiberina.

 

L’area oggetto della manifestazione: pub e ristoranti in fase di allestimento.

 

 

La rampa di accesso al Lungotevere degli Anguillara. Quello che davvero impressiona è la quantità di scritte che ricoprono il muraglione di pietra bianca, alterandone i caratteri cromatici che contribuiscono a formare l’identità del luogo.

 

 

Ma c’è ancora di più: a ben guardare, le scritte ricoprono anche le gigantografie poetiche del Premio Feronia abbandonate da oltre 10 anni! Un monumento alla sciatteria e alla bruttura. E all’inerzia della Regione Lazio che ha la competenza sulle banchine del Tevere.

 

Un’immagine che vale più di mille parole.

La dimostrazione plastica della falsità degli slogan del tipo “I VERI WRITERS NON IMBRATTANO MA ABBELLISCONO”: guardate come abbelliscono “i testi poetici riprodotti in lingua originale ed in traduzione da autori di tutti i tempi e di tutto il mondo che si sono ispirati al fiume di Roma, su pannelli installati lungo le sponde e destinati alla più larga fruizione pubblica (cit.)”: un antiestetico groviglio di tags.

Com’era quella storia che “I VERI WRITERS NON IMBRATTANO I MONUMENTI?”

 

Vi diamo una notizia: i muraglioni risorgimentali possono, in un certo qual modo, essere considerati dei monumenti nazionali. Non è un caso che la Sovrintendenza decise di porre il vincolo storico sugli argini, bloccando la realizzazione del murale di Kentridge: questo significa che l’area è sotto tutela della Sovrintendenza. Da ciò si evince che i muraglioni sono un monumento storico. E i writers li imbrattano quotidianamente!

 

Avvicinandosi alla seconda rampa, lo stesso squallido scenario: pannelli imbrattati e vandalizzati.

 

 

Il canto ventisettesimo dell’Inferno di Dante Alighieri si svolge nell’ottava bolgia dell’ottavo cerchio, ove sono puniti i consiglieri di frode (wikipedia)

 

Una delle teche pesantemente danneggiate, in alto ben visibile il logo del Comune di Roma – Assessorato all’Ambiente e quello della Regione Lazio.

 

 

Rieccoci sulle sponde del fiume. Da dietro la staccionata vediamo qualcosa di anomalo sui pilastri del ponte…

 

 

Sembra assurdo, ma è proprio così. Alla base dei pilastri che sostengono il ponte sono comparsi enormi graffiti.

Bene, credeteci o no, quei graffiti deturpano i pilastri da circa 1 o 2 anni! Nella totale indifferenza di chi dovrebbe tutelare e proteggere Ponte Cestio, uno dei più antichi di Roma risalente al 46 a.C.! Non è bastato un anno e mezzo di tam tam sui social, da quando Retake Roma ha sollecitato la Sovrintendenza a intervenire per tutelare l’area, cancellando i due sgorbi alla base dei pilastri. Non c’è stato nulla da fare. I due maxi-graffiti, che poi sarebbero dei “throw up” con il soprannome del writer e della sua crew (la banda di graffitari) leggermente più elaborati, ma pur sempre insignificanti dal punto di vista artistico, e in ogni caso illegali e irrispettosi dei cittadini e della cosa pubblica. Insomma i due sgorbi sono rimasti lì per giorni, settimane, mesi, senza che il Comune intervenisse, senza che la Regione facesse nulla.

D’improvviso, ecco la Sovrintendenza svegliarsi dal letargo. Qui in basso potete leggere la risposta (che si è fatta attendere UN ANNO E MEZZO):

 

L’intervento su Ponte Cestio è stato valutato, i costi stimati ammontano a ca. € 20.000. Sappiamo che è da tempo che si attende la pulitura del ponte, come di altri luoghi. Quando si interverrà, ve lo comunicheremo. Grazie per la vostra collaborazione.

Una dichiarazione di impotenza, un’ammissione di sconfitta.

Da parte nostra notiamo, sommessamente, che per altre iniziative – molto più di 20 mila euro – la sovrintendenza i soldi li ha trovati, eccome. Agli amici di Retake diciamo di non scoraggiarsi: c’è voluto del tempo, ma alla fine vi hanno risposto. In merito al degrado di Ponte Sisto (sul quale torneremo) noi di Bastacartelloni/Diarioromano siamo ancora in attesa di un riscontro alla nostra segnalazione del 3 FEBBRAIO 2015…….

 

 

Se a qualcuno venisse in mente di fare una crociera sul Tevere…..l’accattivante insegna dell’imbarcadero affrescata da un genio ribelle e incompreso (scherzavamo eh)

 

 

Per completare il quadro desolante, non potevano mancare i lucchetti sui lampioni di Ponte Cestio. Da notare sullo sfondo della scena, l’ospedale Fatebenefratelli e la basilica di San Bartolomeo all’Isola (contornata da scritte e scarabocchi, e una data gigante). Dovete pensare che questo luogo viene visitato e fotografato da migliaia di turisti. Cosa penseranno di noi, cosa diranno di come trattiamo male il nostro patrimonio?

 

 

E’ questa la splendida location di “Lungo il Tevere…Roma 2018”. Il cui obiettivo era – testuali parole – di aiutare cittadini e turisti a riscoprire il fascino di un fiume che narra la storia, non solo della città di Roma, ma di tutta la civiltà occidentale. Pensa un po’ come stiamo messi, un’accozzaglia di graffiti vandalici. E monnezza sparsa qua e là!

E nel resto della città la situazione non migliora!  Alla luce di questo mortificante scenario, sorgono spontanee le domande: cosa aspetta il Comune a riaprire l’Ufficio Decoro? E cosa aspetta la Regione a proporre un piano decoro che preveda il censimento delle tags, le firme dei graffitari, per risalire all’identità di chi deturpa il paesaggio?

Domani, intanto, si terrà un dibattito sul tema “Il Tevere – Europa e Mediterraneo”, organizzato dall’Associazione Amici del Tevere e Consorzio Tiberina.

Tra i relatori anche Sabrina Alfonsi, presidente del Municipio I “Centro Storico”, Francesca Del Bello presidente del II Municipio e Antonino Saggio, docente del Dipartimento di Architettura e Progetto di Sapienza Università di Roma.

Sono invitati alle conclusioni:
Virginia Raggi – Sindaca di Roma Capitale
Nicola Zingaretti – Presidente della Regione Lazio

Dedicheranno due minuti del loro tempo per parlare del problema del vandalismo grafico, che crea danni all’immagine turistica del territorio? Difficile, ma mai dire mai!

 

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