Tavolini a piazza di Spagna, ma senza controlli

Due nuove OSP a piazza di Spagna, rese possibili dalla normativa promossa dal presidente Coia, ma che la normativa stessa sembrerebbe vietare

Della stravagante, ad essere buoni, normativa emergenziale congegnata dal presidente della commissione commercio Andrea Coia e imposta alla sua maggioranza (costringendo l’assessore Cafarotti a presentare le sue dimissioni, poi ritirate), abbiamo già parlato più volte, l’ultima qui.

 

La sostanza del provvedimento è che i locali di somministrazione sono autorizzati a presentare una richiesta di concessione di occupazione di suolo pubblico (OSP) e contestualmente ad installare gli arredi esterni. La richiesta dovrebbe essere valutata dagli uffici preposti, in ogni municipio, e nel caso venga respinta l’esercente ha 7 giorni per rimuovere gli arredi.

Con una tale disciplina centinaia, forse migliaia, di locali si sono precipitati a presentare la richiesta, anche perché tali OSP sono gratuite, con gli uffici commercio di alcuni municipi, quello del Municipio I ad esempio, che si sono trovati sommersi di richieste ed impossibilitati a verificarle tutte.

La stragrande maggioranza delle nuove OSP sono quindi prive di verifica da parte degli uffici, affidate alla sensibilità dell’esercente che però può avere, scientemente o meno, violata una o più norme vigenti (codice della strada, norme di sicurezza, direttive dei vigili del fuoco, ecc.).

Pare inoltre che la Polizia Locale si stia astenendo da qualsiasi controllo sulle nuove OSP, a parte quelle che vengono segnalate da qualcuno.

Tutto questo è quello che abbiamo chiamato il “far west” romano.

 

La novità di ieri è l’allestimento dei tavolini esterni da parte di un noto locale in piazza di Spagna, situato a fianco della scalinata di Trinità dei Monti.

 

 

Anche in questo caso immaginiamo che il processo sia stato la presentazione di una richiesta all’ufficio commercio del Municipio I da parte del locale ed il contestuale allestimento degli arredi esterni. Tra l’altro, avendo l’ultima delibera di Assemblea Capitolina (la 81/2020) sospeso il catalogo degli arredi, ogni locale può decidere di scegliere quelli che vuole, fossero anche quelli tutti rossi di una nota azienda di bevande gassate (fortunatamente non è questo il caso).

 

La domanda che ci facciamo è: possibile mai che quella che probabilmente è la più famosa scalinata del mondo possa essere parzialmente oscurata da arredi di un locale senza il visto preventivo di qualche organo di tutela (Sovrintendenza e Soprintendenza)?

La nostra non è una contrarietà a priori agli arredi esterni dei locali. Ci siamo spessi chiesti, ad esempio, perché piazza Navona sia ricolma di tavolini (fin troppi, davvero) mentre a piazza di Spagna non ce ne sia neanche uno. Forse che la Fontana dei Quattro Fiumi e Sant’Agnese sono meno preziose della Barcaccia e di Trinità dei Monti?

Quello che però avrebbe dovuto essere previsto, a nostro modesto avviso, è un controllo preventivo delle richieste degli esercenti, come fatto a Milano dove il Comune ha stabilito 15 giorni per rivedere ed approvare o respingere le richieste. Anche a Roma questo poteva essere fatto, rimpinguando adeguatamente gli uffici commercio di alcuni municipi, ma la scelta dell’amministrazione M5S è stato il totale far west, come abbiamo spiegato.

 

Va detto che a piazza di Spagna da qualche settimana già un altro locale ha installato un molto ampio dehor, sul lato della piazza vicino a via Condotti. Anche questo immaginiamo non sia stato verificato da nessun ufficio, come la stragrande maggioranza delle nuove OSP consentite dalla “disciplina Coia”.

 

 

 

Ebbene entrambi i nuovi allestimenti esterni di piazza di Spagna a noi fanno sorgere più di un dubbio sulla loro completa liceità.

Leggendo infatti la delibera n.81/2020 dell’Assemblea Capitolina al punto 12 troviamo:

“[…]

La possibilità di richiedere l’estensione delle occupazioni di suolo anche fino ad una distanza di 25 metri non potrà essere applicata per le piazze di seguito elencate in cui dovrà rimanere vigente la prescrizione che i suddetti ampliamenti potranno essere effettuati esclusivamente in contiguità con le occupazioni già autorizzate e, se nuove, solo a filo fabbricato o a filo marciapiede:
– Piazza del Popolo
– Piazza di Spagna
– Piazza Navona
-…

[…]”

 

Entrambe le nuove OSP di piazza di Spagna non appaiono né “a filo fabbricato” “a filo marciapiede”, da qui i dubbi sulla loro liceità.

 

Noi però sappiamo bene di essere gli ultimi degli stupidi in materia di normativa OSP, per cui vorremmo davvero che qualcuno degli uffici preposti verifichi queste nuove OSP posizionate in un luogo tanto delicato.

Non sarebbe male se anche il presidente Coia desse un’occhiata a queste due OSP che possono essere considerate “sue creature”, figlie della normativa da lui architettata e promulgata fino al 31 ottobre 2021 (alla faccia dell’emergenza)!?!

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