Sulle bancarelle volano gli stracci tra Comune e Municipio I

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La scorsa settimana abbiamo riportato alcune voci che ci erano giunte su possibili spostamenti di alcune tra le postazioni ambulanti più odiose presenti nel centro storico di Roma (quelle davanti fontana di Trevi e Pantheon su tutte).

Come avevamo scritto, se per qualcuna di quelle postazioni una soluzione si sarebbe trovata, per altre sembra si brancoli ancora nel buio, facendo temere un nulla di fatto per chissà quanto altro tempo.

 

 

 

Riparliamo della cosa perché ieri l’assessore Cafarotti ha pubblicato un post sulla sua pagina facebook in cui accusa apertamente il Municipio I di fare “melina” sulle bancarelle da spostare per motivi di decoro. Eccolo:

 

Sulla questione delle bancarelle incompatibili con il decoro, da spostare entro fine anno, il Municipio I fa melina.
Prendo atto con non poca preoccupazione dei ritardi del Municipio in questione sulla tabella di marcia fissata per l’attuazione delle risultanze del Tavolo Tecnico del Decoro. Ci siamo impegnati giorno e notte per restituire dignità al cuore di Roma e alle sue zone di pregio, dimezzando il numero delle postazioni commerciali ambulanti di fatto esistenti, e preservando solo quelle compatibili con vincoli monumentali, storico-artistici e zone di rispetto.
Il tutto, a valle di un lavoro certosino condiviso con Soprintendenza Speciale di Roma (MIBAC), Sovrintendenza capitolina, Dipartimento Attività Produttive di Roma Capitale e Polizia Locale, comunicato insieme alla Regione Lazio alle Associazioni di categoria.
A supporto dei Municipi coinvolti, abbiamo istituito una Cabina di Regia composta dalle strutture e dagli uffici dell’Amministrazione centrale, addirittura chiedendo agli altri Municipi la disponibilità di accogliere nei propri territori eventuali posteggi non rilocalizzabili nelle aree in oggetto. Perché questo avvenga, ovviamente, dobbiamo almeno avere contezza di quanti e quali siano.
La prima seduta della Cabina di Regia si è riunita in data 11 settembre 2019.
A questa riunione hanno fatto seguito altre tre sedute, durante le quali il Municipio I – cui competono i primi due ambiti territoriali (1. Area archeologica centrale – Circo Massimo – Tridente; 2. Piazza Navona – Piazza della Rotonda/Pantheon) – non ha mai risposto, adducendo le motivazioni più disparate e fantasiose. Una fra tutte, la poca chiarezza nella definizione territoriale dei confini dei propri ambiti.
I nostri uffici si sono quindi fatti carico, lo scorso 28 ottobre, di ritrasmettere le determinazioni che definiscono puntualmente gli ambiti I e II (datate 5 anni fa) all’Assessora al Commercio Tatiana Campioni, la quale si è impegnata a comunicarci quantomeno il numero esatto dei posteggi non ricollocabili. Senza parlare del fatto che – da cronoprogramma condiviso con tutti – il prossimo 30 novembre dovrà trasmetterci i Piani di Riordino definitivi delle rilocalizzazioni. Ad oggi, il nulla più assoluto.
Un avviso alla Presidente Sabrina Alfonsi: come grandemente noto, bisogna liberare i siti di pregio dal bazar delle bancarelle entro il 31 dicembre 2019. Una data che non prevede né slittamenti, né sconti. Il Municipio I ha già bucato la scadenza del 14 ottobre, ora è passato un altro mese e ci servono quei dati: fare melina sull’ovvio è tanto imbarazzante politicamente, quanto concretamente dannoso per la città e i cittadini.

 

Toni ultimativi quelli dell’assessore, addirittura bruschi quando manda “Un avviso alla Presidente Sabrina Alfonsi …”, neanche fosse un ras di quartiere.

Negli anni noi non abbiamo mai perso l’occasione di criticare anche aspramente l’operato della presidente del Municipio I, ma qualcuno dovrebbe ricordare all’assessore Cafarotti che lui e la Alfonsi fanno parte della stessa amministrazione di Roma Capitale e che se in privato possono far volare tutti gli stracci che vogliono, in pubblico dovrebbero entrambi mantenere un contegno istituzionale adeguato alle cariche che ricoprono.

 

La risposta della presidente Alfonsi ad un post tanto acido non si è fatta attendere e si è concretizzata in un commento allo stesso post dell’assessore.

 

 

Anche in questo caso i toni sono tutt’altro che istituzionali benché non si sia arrivati ai bassi livelli dell’assessore.

 

Se ci ricordiamo in quale diverso clima avvenne nel 2015 il più grande spostamento di postazioni ambulanti fuori dal centro storico, con l’allora assessore al commercio Leonori che collaborava col Municipio e su tutto c’era il Sindaco Marino a sponsorizzare l’iniziativa, non possiamo stupirci che con l’attuale amministrazione sono passati oltre 3 anni senza che una sola bancarella sia stata spostata in centro storico.

Purtroppo temiamo che con questi galletti a farsi la guerra tra di loro invece che pensare al bene della città questa storia delle bancarelle in centro storico proseguirà per molto.

 

Dallo scambio di accuse di cui sopra apprendiamo comunque qualche interessante notizia.

Anzitutto, stando a quanto scrive l’assessore, i siti di pregio del centro storico dovranno essere liberati entro il 31 dicembre di quest’anno. Considerato che siamo già a metà novembre a noi questo termine sembra già impossibile da rispettare, staremo a vedere.

Apprendiamo inoltre dal commento della Alfonsi che l’ufficio commercio del Municipio è stato “rimpolpato” con ben 5 nuovi addetti, facendo così sperare che tutte le pratiche comincino ad essere lavorate con tempi accettabili, a partire da quelle relative alle sanzioni da comminare contro l’abusivismo commerciale monstre presente in centro storico.

Infine capiamo che se le bancarelle di piazza Vittorio non verranno spostate, come raccontato anche da noi qualche giorno fa, dipenderà dall’assessorato che ritarda i provvedimenti necessari.

 

 

In attesa della prossima scaramuccia tra Cafarotti e Alfonsi ci permettiamo di suggerire ad entrambi un possibile terreno comune su cui potrebbero procedere immediatamente: facessero fare ai rispettivi uffici una verifica della postazione di caldarroste all’angolo tra piazza di Spagna e via Condotti, quella che nel 1996 aveva avuto la concessione revocata ma che grazie ad una sospensiva del TAR, mai discussa nel merito, continua a sfornare castagne 365 giorni l’anno.

 

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1 Commento

  1. Riccardo

    Non devono spostarle da un municipio all’altro… devono semplicemente eliminarle. basta non se ne può più, non si può più nemmeno camminare.
    È tutto uno schifo compresi i negozi degli extra comunitari, ormai sparsi dappertutto e acquistati con i non devono spostarle da un municipio all’altro… devono eliminarle. basta non sene può più, non si può più nemmeno camminare. è tutto uno schifo compresi i negozi degli extra comunitari. RIPRENDIAMOCI LA NOSTRA CITTÀ, VIA TUTTO QUELLO CHE OFFENDE IL DECORO E LA BELLEZZA DI ROMA. delle mafie straniere.
    RIPRENDIAMOCI LA NOSTRA CITTÀ, VIA TUTTO QUELLO CHE OFFENDE IL DECORO E LA BELLEZZA DI ROMA.

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