Sul ponte di Corso Francia tornano gli sfregi dei graffitari

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Fate attenzione alle date che i “simpatici” graffitari hanno lasciato sul travertino di Ponte Flaminio: sono tutte del 2015. In effetti fino a un anno fa circa, il candore del marmo era abbastanza preservato. Diversi interventi di pulitura tra il 2006 e il 2009 e poi una nuova cancellazione nel 2011 (Alemanno teneva molto all’ex Ponte Mussolini), l’avevano reso un luogo decente. E passarci in auto o in moto era piuttosto piacevole anche per i magnifici panorami che si godono sul fiume e sul verde circostante.

Nanni Moretti, in “Caro Diario“, provava un’attrazione inspiegabile per questo ponte tanto da doverci passare “almeno due volte al giorno“.

Purtroppo gli idioti armati di bomboletta hanno capito che da qualche tempo nessuno provvede più a cancellare le loro scritte. E, in poche settimane, sono comparse decine di nuove tags.

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Quelle in verde acceso e in blu, che hanno attirato l’attenzione di diarioromano, sono arrivate in questi giorni di Natale. Ed è facile prevedere che nel prossimo week end di fine anno si moltiplicheranno i messaggi di amore o di fede calcistica, salutando l’arrivo del 2016.

D’altronde se autori ai quali dovrebbe essere vietato scrivere, come Federico Moccia, hanno inculcato alle ultime due generazioni l’idea che scrivere sui muri sia giusto ed “espressivo”, di cosa dobbiamo stupirci? Moccia apre il suo Tre metri sopra il cielo“, proprio inneggiando ad una scritta dall’alto valore lasciata su questo ponte: “Cathia, ha il culo più bello d’Europa“.

Ma non possiamo pretendere che siano i libri ad educare alla civiltà e al rispetto, né vale la pena ripetere le solite litanie sulla scuola e la famiglia. Il metodo per far passare l’abitudine a questi dementi è uno solo, sperimentato in tutto il mondo con ottimi risultati. Cancellare subito le prime scritte e proseguire nella cancellazione per le successive due o tre settimane. E state sicuri che quel luogo non verrà toccato più da nessuno.

Purtroppo il Municipio e il Campidoglio sembrano essersi dimenticati del Ponte Flaminio. Proviamo a ricordarglielo noi, nella speranza di un intervento immediato. Perché basta aspettare ancora pochi giorni per vederlo completamente coperto di robaccia.

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Pubblicato da Andrea Coia su Venerdì 3 luglio 2020
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