Stretta di Tronca sui cartelloni abusivi

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Tronca cartelloni abusivi2

Tronca cartelloni abusivi

 

Il fenomeno dei cartelloni pubblicitari abusivi si è molto ridotto in questi anni. Se alcune stime delle associazioni cittadine (supportate dai dati del Comune) sostenevano che nel 2009 un cartellone su tre era abusivo, oggi la situazione è del tutto capovolta. Gli impianti abusivi (cioè senza autorizzazione a stare sul territorio) sono divenuti pochi grazie alla costante denuncia dei cittadini, al lavoro degli uffici e alla stretta voluta dall’ex assessore Leonori.

Occorre precisare che una cosa è l’abusivismo che riguarda ditte con pochi scrupoli che piantano cartelloni qui e là senza alcun permesso nella speranza di farla franca. Altra cosa sono gli impianti che sebbene abbiano una autorizzazione sono posizionati in modo difforme rispetto al Codice della Strada e ad altre normative: questi non si possono definire abusivi, ma irregolari. Questi ultimi sono molto più numerosi ma al momento la loro ricollocazione è rimandata alla entrata in vigore della riforma della pubblicità che sta completando il suo iter.

Fatta questa premessa, la notizia di queste ore è comunque positiva e riguarda un provvedimento del commissario Tronca teso a semplificare la rimozione degli impianti abusivi. Non sono molti, appunto, ma vanno comunque sanzionati e rimossi in tempi brevi, sia per il decoro della città sia per tutelare le ditte oneste che altrimenti devono subire una concorrenza sleale. Ed è proprio alle ditte che si è rivolto il Commissario, prevedendo un tavolo tra associazioni di categoria e istituzioni per “il contrasto efficace delle affissioni abusive”.

Tronca, nella sua memoria datata 31 marzo 2016, ha chiesto agli uffici di individuare sistemi più semplici per la rimozione dei cartelloni, compresi quelli su aree private, così come avviene in altri paesi europei. E poi di mettere in piedi un sistema informatico che permetta di monitorare con attenzione cosa avviene sul territorio.

Sebbene le intenzioni siano ottime, quest’ultimo punto è meno condivisibile. Spendere denaro oggi per implementare un nuovo software di controllo dei cartelloni, quando tra pochi mesi (speriamo) entrerà a regime la riforma sembra uno spreco. Sarebbe stato più semplice chiedere alle ditte che vinceranno i bandi di dotarsi di un sistema di controllo in tempo reale che comunichi al Campidoglio dove sta un impianto, il suo formato, i suoi codici e così via.

Ad ogni modo, quello di Tronca è solo un atto di indirizzo per cui saranno gli uffici a individuare il sistema migliore ed eventualmente a suggerire una soluzione come quella da noi indicata.

La cosa importante è che le rimozioni di impianti abusivi non gravino sulle casse comunali. I costi, infatti, devono essere recuperati addebitandoli alle ditte. Non sempre è facile, ma c’è da augurarsi che la stretta voluta da Tronca tenga conto di questo aspetto.

 

 

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