Stabili abbandonati: l’unica è prenderseli!

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In via Ripetta, all’angolo con via Canova, vi è un intero stabile che è stato conficato da anni ai proprietari, probabilmente per questioni di malavita organizzata, e da allora è nella disponibilità dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC).

 

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Nel 2014 lo stabile era parzialmente occupato da alcuni individui che molto discretamente ne utilizzavano i piani superiori, mentre i due negozi che danno su via Ripetta erano in uno stato pietoso. Alla fine di quell’anno una locale associazione di residenti prese l’iniziativa e diede una ripulita ai locali più in vista, provvedendo anche a metterli in sicurezza. Queste le immagini del prima e dopo:

 

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Nel contempo l’associazione provò a contattare l’ANBSC, per sollecitarli a mantenere lo stabile in condizioni di decenza e sicurezza minime, ma ogni tentativo di comunicazione cadde nel vuoto. Si rivolsero allora al Municipio I, nella persona della Presidente Alfonsi, chiedendole di attivarsi per chiedere informazioni e sollecitare affinché lo stabile non rimanesse nel più completo abbandono. L’associazione propose anche alla Presidente di prendere in custodia i locali su strada, impegnandosi a mantenerli decorosi e sicuri in attesa che la struttura avesse una destinazione definitiva; l’idea era di poterli utilizzare per le riunioni associative, vista la cronica mancanza in zona di spazi disponibili gratuitamente, ma anche di proporli ai ragazzi del liceo artistico proprio di fronte, che magari potevano organizzarci qualche esposizione o laboratorio artistico. Insomma il tentativo era di cercare di ridare vita a qualcosa che stava marcendo senza alcun aggravio per il bilancio cittadino.

La Presidente Alfonsi affidò all’allora consigliere Giovanni Figà Talamanca, oggi assessore alla scuola in Municipio, l’incarico di seguire la cosa alla ricerca di una soluzione. Seguì uno scambio di email tra l’associazione ed il consigliere ma poi quest’ultimo non si fece più vivo e la cosa finì lì.

Poco tempo dopo la ripulitura ci fu un intervento sullo stabile con cui vennero allontanati quelli che lo abitavano e furono sigillate alcune finestre. Poi più nulla.

Ad oggi la situazione non è cambiata sostanzialmente, con uno stabile del valore di svariati milioni di euro che rimane abbandonato nel pieno centro cittadino.

Di recente vi è però stata una novità: uno dei negozi ripuliti dall’associazione si è animato con un intervento che fa pensare a qualche intraprendente studente del liceo artistico di fronte.

 

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Nel locale con la saracinesca a vista sono infatti apparse due opere che fanno bella mostra di sé, impreziosendo un angolo che da anni era puro abbandono. Inoltre la cornice del negozio è stata ripulita ed è comparsa una scritta che rimanda a qualcuno dirimpetto.

 

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Dirimpetto al negozio c’è il liceo artistico, per cui c’è proprio da credere che qualcuno lì si sia stancato di vedere proprietà pubbliche in abbandono quando ci vorrebbe davvero poco per farne opportunità di incontro, studio ed anche lavoro.

Facciamo i complimenti a colui/lei (o costoro) che ha preso l’iniziativa su quel locale ma nel contempo ci rammarichiamo di istituzioni che continuano ad avere logiche che nulla hanno a che vedere con i bisogni e gli interessi delle persone.

È vero che la gestione del patrimonio immobiliare esula completamente dalle competenze del Municipio, ma esso è l’istituzione più di prossimità per i cittadini e non dovrebbe farsi mai sfuggire l’occasione di fare qualcosa per loro, foss’anche solo intercedendo presso le altre istituzioni. Invece purtroppo anche il Municipio ha logiche dove gli interessi dei cittadini hanno un peso praticamente nullo.

Un paio di giorni fa, ad esempio la Presidente Alfonsi si è fatta vedere in piazza di Spagna a “pietire” ai turisti il rispetto della scalinata restaurata:

 

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Ci teniamo tutti al rispetto dei nostri monumenti, ma per ottenerlo normalmente si mobilitano e sensibilizzano le forze dell’ordine, che hanno mezzi e modi adeguati.

È questo che si aspettano i cittadini da un presidente di Municipio?

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