Sosta selvaggia: se blocchi i bus oltre mezz’ora andrai a giudizio in Tribunale

 

 

Qualche giorno fa vi abbiamo raccontato del blocco per oltre due ore dei tram di viale Rossini/via Aldrovandi. Un lettore nei commenti su Facebook ci ha chiesto perché l’automobilista viene accusato di interruzione di pubblico servizio solo se ferma i mezzi pubblici per oltre mezz’ora, mentre si prenderà solo la multa per periodi inferiori ai 30 minuti. La risposta è nella politica che sta seguendo la procura di piazzale Clodio. Ecco qualche episodio che ha fatto propendere i magistrati per questa scelta.

Era a cena in un ristorante di via Induno e per due ore la sua auto in sosta selvaggia ha bloccato i tram della linea 8 in direzione Casaletto. Il maldestro automobilista, un uomo di 65 anni, andrà a processo il prossimo 30 ottobre per “interruzione di pubblico servizio” e rischia fino ad un anno di carcere. A Roma è uno dei primi casi di applicazione della nuova linea della Procura che prevede il dibattimento davanti al giudice penale per aver parcheggiato in doppia fila, in curva o sui binari. Sono già dieci le persone rinviate a giudizio per aver creato con le loro auto disagi alla circolazione dei mezzi pubblici.

E’ una piccola rivoluzione giudiziaria che la capitale ha deciso di adottare tra le prime in Italia anche a causa dell’elevato numero di contravvenzioni per intralcio alla circolazione: nel 2018 ne sono state comminate 615 mila e quest’anno si prevede che il numero cresca ulteriormente. Fino ad oggi, la giurisprudenza era concorde nel far rientrare il reato nella fattispecie della “violenza privata” come stabilisce l’articolo 610 del codice penale. Si trattava, però, di vetture lasciate davanti a un garage o ad un’altra auto e che dunque ostruivano il libero movimento di un singolo cittadino.

Il Tribunale di piazzale Clodio ha deciso di prendere spunto da una sentenza del 2012 emessa per la prima volta a Firenze. In quel caso un uomo, Erion Aqua, aveva lasciato la sua Mercedes in una posizione tale che i bus della linea 23 rimasero bloccati per diverse ore in via del Proconsolo, impedendo la circolazione di centinaia di persone. Aqua fu condannato a venti giorni di reclusione.

A Roma episodi simili accadono di frequente. Secondo Atac sono più di mille ogni anno i tram e gli autobus che si vedono bloccata la strada da automobilisti scorretti. Ecco perché il pubblico ministero Paolo Ielo ha deciso di contestare l’interruzione di pubblico servizio ad almeno dieci di loro. Agli uffici giudiziari arrivano circa duemila esposti l’anno da parte di autisti Atac o Ama che non riescono a svolgere il loro lavoro per le auto parcheggiate male. Come si fa allora a stabilire quale parcheggio selvaggio sia da annoverare tra i reati amministrativi o tra quelli penali? La Procura di Roma ha adottato un criterio temporale: se l’auto in sosta vietata viene spostata entro 30 minuti o il mezzo pubblico riesce a trovare un percorso alternativo, allora la denuncia penale viene accantonata. Se invece la sosta si protrae oltre la mezz’ora, bloccando il passaggio di bus e tram, il guidatore ha alte probabilità di finire davanti al magistrato per violazione dell’articolo 340 del codice penale, con l’accusa di aver interrotto il servizio di trasporto o aver impedito il transito di mezzi di soccorso.

Dunque il processo viene richiesto solo per coloro che hanno creato effettivo “turbamento” al traffico. E’ il caso della Smart bianca che vedete nelle foto: lo scorso 14 febbraio il guidatore tornò a spostarla dopo un’ora, avendo bloccato i bus delle linee 628 e 301 oltre ad aver paralizzato via dell’Oca e via Principessa Clotilde. I passeggeri e gli altri automobilisti erano così infuriati che i Vigili Urbani dovettero scortare il proprietario della Smart.

Se lo strumento penale sia il giusto deterrente al comportamento scorretto degli automobilisti si capirà solo tra un paio di anni quando i processi arriveranno a sentenza e soprattutto quando si potrà confrontare il numero di blocchi delle strade prima e dopo l’entrata in vigore della norma.

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2 risposte

  1. … e quando, finalmente, nella città di Roma si potrà disporre di un servizio rimozione auto moderno ed efficiente…

    1. E’ chiaro che sia giusto sanzionare in maniera dura chi crea tali disagi , ma mi chiedo se ci si renda conto cosa voglia dire “processo penale” , per un cittadino medio , magari non un buon cittadino ,ma comunque un cittadino onesto , non credo sia giusto essere sottoposto ad una procedura tale equiparandolo ad un delinquente. Leggendo alcuni esempi di “processo penale” varie fonti riportano : stupro – spaccio – omicidio etc. , il “delinquente” sarà sottoposto a fasi che una persona comune non dovrebbe affrontare : avviso di garanzia , riconoscimento in questura , interrogatorio , elevatissime spese processuali , presenza in un aula di tribunale con la consapevolezza che rischia fino ad un anno di reclusione (la stessa pena che rischia chi guida sotto l’effetto di stupefacenti) . Credo che questa misura sia di portata spropositata rispetto all’atto

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