Sosta: ecco quanto costeranno le strisce blu dal 2019

 

L’unico sindaco ad averci provato era stato Ignazio Marino ma alla fine fu costretto a rinunciare. Questa volta la giunta Raggi sembra intenzionata ad andare avanti e  farà scattare dalla metà del 2019  gli aumenti per la sosta sulle strisce blu. Una rivoluzione che porterà al raddoppio delle tariffe nelle zone più centrali e ad un incremento del 22% del numero di stalli a pagamento.

La commissione capitolina mobilità ha approvato il piano fortemente voluto dal suo presidente, il 5stelle Enrico Stefàno, che si è attirato gli strali degli automobilisti preoccupati di non poter più raggiungere il posto di lavoro in auto e di non avere una valida alternativa per l’inefficienza dei mezzi pubblici. Gli aumenti dovranno essere approvati dall’assemblea capitolina entro fine anno e poi entrare in vigore gradualmente nei primi sei mesi del 2019. Si tratta di una vera rivoluzione rispetto alla riforma introdotta da Gianni Alemanno che era stata considerata più vicina alle esigenze di chi si sposta in auto. Oltre a ridurre i posti tariffati da 96.025 a 73.144, la giunta di centro-destra aveva introdotto gli abbonamenti mensili a 70 euro e la possibilità di sostare per 8 ore consecutive pagando un forfait di 4 euro. Il piano 5stelle va nella direzione opposta: non solo cancella la gran parte delle strisce bianche – eliminandole del tutto in centro – ma riporta gli stalli a pagamento a 92.000, estendendo la sosta tariffata anche in quartieri dove ora non è presente.

 

La città verrà divista in 6 zone. La zona 1, la parte del centro storico coincidente con l’area ztl, subirà i maggiori aumenti arrivando a costare 3 euro l’ora. La rimanente zona 1, cioè il resto del centro fino alle Mure Aureliane (via Veneto o via Bissolati per esempio), costerà 2 euro l’ora. Nella zona 2, quella dell’anello ferroviario, gli incrementi saranno del 50% rispetto ad oggi, mentre per le altre 4 zone verrà via via estesa la sosta tariffata in quei quartieri dove ora non è presente. Si tratta della cosiddetta “fascia verde” che i romani hanno avuto modo di sperimentare nelle giornate ecologiche di blocco del traffico, quindi all’interno della Togliatti a est, Pineta Sacchetti a ovest, Laurentina a sud e Flaminia Nuova a nord. Qui la sosta dovrebbe costare 0,50 centesimi l’ora e quindi dimezzarsi almeno rispetto alle poche strade dove è attualmente presente.

 

Il progetto prevede, inoltre, l’eliminazione totale degli abbonamenti nelle zone centrali, lasciandoli in vigore solo dalla zona 3 in poi e l’introduzione della sosta a pagamento nelle aree limitrofe e nei parcheggi dei principali ospedali dentro il Gra (complesso San Camillo-Spallanzani, Policlinico Umberto I°, Sandro Pertini, Sant’Andrea e San Giovanni Addolorata). “Colpire addirittura i parcheggi degli ospedali dove le persone si recano per esigenze di salute è da avvoltoi”, ha protestato il Pd. “Mettono le mani in tasca dei romani senza migliorare il trasporto pubblico”, ha rincarato Fratelli d’Italia. Ed è proprio la totale inefficienza dell’Atac a preoccupare  di più. Senza una reale alternativa all’auto privata recarsi al lavoro sarà impossibile e con tariffe così alte sarebbe un privilegio per pochi. Inoltre troppe volte sulle principali strade cittadine si vedono auto sostare in doppia fila, in curva o comunque al di fuori degli stalli autorizzati con la quasi certezza di non ricevere una contravvenzione. Se l’obiettivo del Comune è disincentivare l’uso del mezzo privato, il primo segnale importante sarebbe garantire il rispetto delle regole esistenti.

 

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Una risposta

  1. E che gliene frega ai proprietari dei furgoncini dei traslochi che stazionano permanentemente a Via Cipro, angolo via Meloria? Nulla hanno mai pagato, nulla pagano e nulla pagheranno!. . . Ormai sono diventati proprietari del suolo pubblico! . . .

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