Siamo tornati a Conca d’Oro dopo la pulizia straordinaria. Ed è di nuovo tutto come prima

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Lo scorso 22 agosto, pubblicammo un articolo sulla stazione Conca d’Oro che cercava di dimostrare la teoria delle finestre rotte. La marea di bottiglie abbandonate è frutto non solo della maleducazione di chi trascorre lì la serata, ma soprattutto dell’abbandono della piazza da parte delle istituzioni. Essendo il luogo completamente privo di manutenzione, la logica conseguenza è che le persone si sentano autorizzate a comportarsi come vogliono, senza alcun rispetto del posto.

In seguito a quell’articolo, il neo assessore ai Lavori Pubblici e ai Rifiuti del III° Municipio, Francesco Pieroni, ha inviato una squadra dell’Ama per una pulizia straordinaria e ha risposto al nostro Tweet affermando che il problema dell’area è di “ordine pubblico”.

 

Ringraziamo l’assessore Pieroni per la tempestività della risposta e del suo intervento, sicuramente utile, ma purtroppo dobbiamo rimproverargli di non aver colto il messaggio che avevamo lanciato. Il problema di quella piazza – lo ripetiamo senza polemica – non è l’ordine pubblico, né l’inciviltà delle persone (che ovviamente c’è, ci mancherebbe), ma la totale resa delle istituzioni al degrado. Ogni angolo, ogni centimetro quadrato della nuova fermata metro Conca d’Oro, è devastato da scritte, vandalismo e acido. E nessuno, in questi 5 anni, ha provato ad arginare il fenomeno.

All’assessore Pieroni diciamo: perché un giovane, già poco educato di suo, dovrebbe gettare la bottiglia nei cestini se tutto ciò che lo circonda è allo stato brado? Perché dovrebbe sentire questo richiamo civico e civile se le istituzioni hanno deciso che quel luogo non è degno di alcuna manutenzione?

A riprova che un singolo intervento di pulizia non serva a molto, siamo tornati nella piazza pochi giorni dopo. Ed ecco cosa abbiamo trovato.

 

 

Bottiglie e rifiuti erano di nuovo lì. Ogni panchina o muretto erano disseminati dei residui della movida notturna. La pulizia “una tantum” non solo non è servita ma anzi ha reso più comode agli incivili le notti trascorse in quel parco.

Eppure questa stazione è stata disegnata dall’archistar Paolo Desideri, dello stesso studio ABDR che ha progettato la stazione Tiburtina.

 

Se la Tiburtina è diventata set e location di film, Conca d’Oro…“un polo di attrazione per writers, tossici e comitive dedite alla movida low cost” come ha scritto giustamente Roma Today.

E allora rivediamo la situazione attuale di Conca d’Oro, quella dove i giovani dovrebbero  portare la bottiglia alla campana del vetro.

 

Le strutture completamente sfondate da oltre 4 anni

I writers prendono in giro: “Domani puliscono”

 

E’ proprio da questa piazza che il presidente Giovanni Caudo ha lanciato la sua candidatura alla giuda del III° Municipio. E il podio sul quale era salito presenta delle scritte antagoniste.

Pubblicato da Costanzo D'agostino su Mercoledì 9 maggio 2018

 

 

E guardate la vetrata dell’ingresso principale

 

 

L’idea che si possa mettere un poliziotto in ogni piazza che inviti a gettare i rifiuti negli appositi contenitori è semplice utopia. Così come pensare che improvvisamente le persone vengano colte da un innato senso civico e che cambino il loro atteggiamento.

L’unica ricetta sperimentata nel mondo con successo è appunto quella delle “finestre rotte”. Tenere in ordine l’ambiente circostante renderà automaticamente più attenti i cittadini. Cancellare le scritte, riparare i manufatti della stazione, per 3 forse 4, forse 5 volte di seguito, porterà improvvisamente i writers a non fare più scritte in quel luogo. I teppisti a non rompere più le panchine. E i “bevitori” notturni a non abbandonare le bottiglie.

Così funziona a Barcellona, Parigi, Londra o Berlino. E non ci sono persone geneticamente diverse in quelle città. Ma solo luoghi dove le istituzioni sono presenti.

 

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3 Commenti

  1. Paolo

    Avete mai sentito parlare del sistema “vuoto a rendere? Potrebbe funzionare?

  2. Francesco Fedele

    Il 16 settembre, per il “Clean the world” con l’associazione di cui faccio parte, abbiamo raccolto – tra le altre cose – 37 sacchi di bottiglie di vetro https://www.facebook.com/SquadrAmbienteODV/photos/a.469291376812926/469299116812152/?type=3&theater, I rifiuti sono stati separati (ove possibile e facendo attenzione a non contaminare le frazioni) e sono stati conferiti in modo da non saturare i cassonetti della raccolta stradale. Il giorno dopo:IL GIORNO DOPO! La situazione già mostrava i segni del passaggio di incivili.
    A mio modo di vedere, uno dei motivi – non il solo ovviamente – per cui quell’area ( non è proprio più possibile definirla piazza) è sistematicamente degradata, è perché non è assolutamente funzionale a nessun’altro scopo che al passaggio .

    Le aree verdi e gli spazi sono concepiti per non aver alcun’altra funzione. Prima che arrivasse la metro ( sia sempre benedetta), quello era un giardino spelacchiato con un bar, una delle tante aree verdi tenute male, ma era vissuta e spesso venivano organizzati spettacoli o feste de L’Unità.

    La riqualificazione contestuale all’arrivo della metro avrebbe potuto dare una svolta conferendo una funzione aggregativa ai luoghi data l’ampiezza degli spazi. Ed invece si è creato il solito non luogo inutilizzabile figlio dell’ego dell’architetto di turno.

    Un luogo che si è rivelato essere brutto già dal giorno dell’inaugurazione

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