Sempre troppi maiali in giro (in senso orwelliano)

Le considerazioni del Governatore della Banca D’Italia, presentate lo scorso venerdì, hanno avuto una notevole eco per i messaggi chiari, forti e condivisibili che il Governatore ha voluto inviare al Governo.

C’è stato però un aspetto di quell’evento che grida letteralmente vendetta per la sfrontatezza con cui certi poteri ancora si permettono delle vere e proprie prepotenze ai danni dei comuni cittadini.

La descrizione della cosa la prendiamo dalla pagina facebook di Alfredo Ferrante che, pur non conoscendolo di persona, ringraziamo per aver sollevato la questione.

 

 

“SIAMO TUTTI UGUALI MA QUALCUNO È PIÙ UGUALE DEGLI ALTRI: ORWELL DOCET

Si è tenuta oggi a Roma, alle ore 10.30, la presentazione delle Considerazioni finali da parte del Governatore delle Banca d’Italia Ignazio Visco, in occasione della diffusione della Relazione annuale sul 2018. Un appuntamento tra i più importanti nell’agenda del Paese che raduna, come è ovvio, esponenti del mondo economico, finanziario, politico e sociale.

Ma, trovandoci noi nel Bel Paese, c’è un ma.

Palazzo Koch, sede di Banca d’Italia, si trova in Via Nazionale, una delle arterie più importanti della Capitale che, scorrendo accanto al Quirinale, unisce Piazza della Repubblica a Via IV Novembre e al centro città. Strada sempre molto trafficata, area ZTL, con due corsie preferenziali in cui arrancano i bus.

Oggi no.

Oggi tutto il tratto di preferenziale davanti la sede di Banca d’Italia era allegramente occupato da una sfilza di auto blu, parcheggiate con cura a spina di pesce, che avevano evidentemente accompagnato gli illustri ospiti all’evento. Ripeto: la corsia preferenziale per i bus era occupata da auto blu in divieto di sosta.Tutta la via ovviamente nel caos, con ripercussioni sul traffico su tutto il percorso e nei dintorni. Vigili a tentare di dirigere il via-vai, autisti in attesa, grisaglie e tailleur in entrata e in uscita dal Palazzo. Tutto intorno, cittadini a sacramentare.

Una sola domanda: perché?

Perché a taluni è consentito fare ciò che al comune cittadino non è consentito fare? Perché – fatte salve le normali esigenze di sicurezza – ad “alte personalità” è concesso bloccare il traffico in spregio alle esigenze di chi va al lavoro, a scuola o, più semplicemente, vuole muoversi nella città per cui paga le tasse? Impossibile ricorrere ad un taxi? Ad un bus? Impossibile arrivare a piedi in pieno centro a Roma? Impossibile – chiedo venia per l’ardire – essere accompagnati e poi essere ripresi in seguito senza schiaffeggiare la cittadinanza?

Sarebbe immaginabile una situazione solo lontanamente simile nel nord Europa?

Ma io boh.”

 

 

 

Una corsia riservata al TPL trasformata in parcheggio, con invasione dei veicoli anche sul marciapiede. Scene da paese sottosviluppato negli anni ’80, nel pieno centro della capitale d’Italia, per di più a pochi passi dalla Presidenza della Repubblica.

 

Anche di questo dobbiamo ringraziare il sedicente “governo del cambiamento” (quello cittadino, e pure quello nazionale …), quello che a parole ha la legalità come stella polare ma nei fatti riesce a fare peggio di tutti quelli che lo hanno preceduto.

Non sappiamo se le intollerabili scene mostrate dalle foto siano frutto di un colpo di mano degli organizzatori dell’evento o se esse siano state autorizzate dall’amministrazione capitolina. Rimane il fatto che la responsabilità ultima ricade sul Sindaco di Roma, che scientemente o per distrazione ha permesso ad un esercito di grisaglie di fare carne di porco di una corsia preferenziale ed un marciapiede di via Nazionale.

 

Siccome sulle questioni cerchiamo di andarci a fondo, procederemo con una serie di accessi agli atti amministrativi per verificare chi ha eventualmente avuto il coraggio di firmare la determinazione dirigenziale che ha cancellato la corsia preferenziale.

E se scopriremo che non c’è stato alcun provvedimento che ha autorizzato la porcata, lascieremo alla Procura il compito di verificare eventuali responsabilità.

 

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Pubblicato da Andrea Coia su Venerdì 3 luglio 2020
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