L’unico piccolo logo che distingue un bus Atac da uno privato

 

A Roma ci sono 442 autobus che circolano con livrea e logo ATAC, pur non essendo in alcun modo riconducibili ad ATAC. Sono infatti di proprietà del consorzio privato RomaTPL, che dal 2010 gestisce 103 linee bus che circolano per le periferie di Roma (in fondo all’articolo l’elenco completo – potreste avere delle sorprese..).
RomaTPL si è aggiudicato l’appalto tramite gara, quale unico concorrente, e con un ribasso praticamente nullo dello 0,03% (immaginate di comprare un monolocale di 100.000 euro, chiedete uno sconto ed il proprietario vi “regala” 30 euro).

RomaTPL produce quasi il 30% dei km su gomma a Roma, detiene quindi una fetta importante del trasporto pubblico, eppure la sua presenza viene tenuta il più possibile nascosta agli utenti.

Il contratto con RomaTPL scadeva a Maggio 2018 ma è stato prorogato fino a ottobre 2019. Nel frattempo è stato pubblicato un nuovo bando che è stato stroncato dal Tar a causa dei numerosi errori. A prescindere dal destino del bando con grande sorpresa l’attuale Giunta della trasparenza ha mantenuto anche per il futuro gestore l’inspiegabile obbligo di utilizzare autobus con logo e livrea ATAC.

Secondo il Presidente e AD di Roma Servizi per la Mobilità “la motivazione è il sistema di bigliettazione. Siamo nel sistema metrebus, sul biglietto è indicato Atac. L’obiettivo è non creare confusione nell’utenza. Questa la scelta”.

In realtà fanno parte del consorzio Metrebus solo ATAC, Cotral e Trenitalia, mentre RomaTPL viene pagata al 100% dal Comune di Roma e non prende 1 solo centesimo dai biglietti. Inoltre Cotral, che fa parte del sistema Metrebus, ha una sua livrea distinguibilissima, inutile parlare di Trenitalia. Quindi così non si crea molta più confusione nell’utenza?

Qual è il motivo di tenere nascosto il gestore privato? Con il nuovo appalto, dal 2020 i gestori saranno addirittura 2, e continueranno a rimanere indistinguibili, per volontà dell’Amministrazione comunale. Come può un utente giudicare se è meglio un gestore piuttosto di un altro, o se è meglio il privato rispetto ad ATAC, se non è messo in condizioni di sapere chi sta gestendo il servizio? Già adesso numerosissimi sono i casi di utenti che si rivolgono erroneamente ad ATAC per avere informazioni su una linea che in realtà è gestita da RomaTPL. Non è questo un modo di ingannare gli utenti?

 

 

 

 

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Una risposta

  1. Quindi il referendum non era se volevamo aprire ai privati il servizio pubblico, ma se volevamo aumentare la partecipazione dei privati al servizio pubblico!

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