Se si spegne la ZTL vanno rimborsati i titolari dei permessi. Non si scappa

Con un'amm.ne sempre disattenta ai diritti dei cittadini, sembra che occorrerà rivolgersi ad un giudice per ottenere il giusto ristoro derivante dalla chiusura dei varchi ZTL

A marzo scorso, in occasione del lockdown, il sindaco Raggi aveva comprensibilmente deciso di spegnere tutti i varchi ZTL per consentire a chi autorizzato di spostarsi liberamente in città.

A fine maggio, con l’inizio della fase 2, l’amministrazione ha ceduto alle pressanti richieste del commercio del centro storico ed ha deciso di prorogare lo spegnimento dei varchi ZTL, sia diurni che notturni, fino a fine agosto. Sull’assurdità di una tale decisione ci siamo già esercitati commentando gli arrampicamenti sugli specchi dell’assessore Calabrese.

Da non perdere una delle motivazioni addotte nell’ordinanza di proroga dello spegnimento dei varchi:

 

 

Una perfetta supercazzola il cui unico punto chiaro è quello relativo alla mobilità sostenibile, che però va in direzione diametralmente opposta allo spegnimento dei varchi. In altre parole, noi puntiamo alla mobilità sostenibile, sembra dire l’amministrazione, e nel contempo diamo il via libera a tutti gli autoveicoli in centro storico. Ci sfugge completamente quali possano essere i processi mentali dell’assessore Calabrese per provare a difendere un’idiozia del genere.

 

Novità dell’altro giorno, 19 giugno: visto l’affollamento di veicoli nelle zone della movida, i varchi notturni di Trastevere e Centro Storico sono stati riattivati. Chi l’avrebbe mai detto eh? A ulteriore dimostrazione che con l’attuale amministrazione non stiamo neanche agli apprendisti stregoni, bensì a decisioni prese all’impronta senza uno straccio di respiro non diciamo strategico ma neanche tattico.

 

L’elemento che però vogliamo sollevare in questo articolo è il danno subito dai titoli di permesso ZTL, siano essi residenti o lavoratori, che per almeno sei mesi non potranno usufruire del servizio correlato ai permessi.

Che il Comune non ci abbia neanche pensato a ristorare i titolari dei permessi a seguito della decisione presa non stupisce, avendo tutti gli attori istituzionali, da Virginia Raggi in giù, sempre dimostrato una sudditanza totale nei confronti degli imprenditori e considerazione zero per tutti gli altri cittadini romani.

Dovrebbe stupire di più l’assenza di iniziativa della presidente del Municipio I, Sabrina Alfonsi, che in teoria dovrebbe rappresentare la stragrande maggioranza dei titolari di permesso ZTL; ma anche in questo caso la Alfonsi ci ha abituato a non appassionarsi per questi temi preferendo anche lei quello del commercio.

 

Chi scrive, nel 2015 si fece promotore, a nome dell’Associazione Residenti Campo Marzio, di un ricorso al TAR contro gli amenti monstre delle tariffe ZTL decisi dall’amministrazione Marino. Al tempo infatti si passò da un costo di circa €85 per cinque anni per il primo permesso ZTL, a circa €300 l’anno, senza che si fosse intrapresa alcuna iniziativa per migliorare la viabilità e la sosta in centro storico. Purtroppo il TAR non accolse quella richiesta e i titolari di permesso si acconciarono a pagare le nuove tariffe nel permanere della più totale deregolamentazione sul campo.

 

Saputo della decisione di prolungare fino a fine agosto lo spegnimento dei varchi ZTL, e dietro richiesta di numerosi cittadini che lamentano un aumento del caos durante la fase 2, la stessa associazione ha chiesto il parere di un legale esperto di diritto amministrativo, l’avv. Nikolaus Suck, il quale ha sostanzialmente confermato la fondatezza di un’eventuale richiesta di ristoro da parte dei titolari dei permessi ZTL; tale ristoro potrebbe avvenire in termini di rimborso parziale delle somme pagate per il permesso o di proporzionale prolungamento della sua scadenza.

 

Di seguito il parere completo del sempre ottimo avv. Suck.

 

Con ordinanza sindacale n. 50 del 10 marzo 2020 è stata sospesa la ZTL diurna per Centro Storico, Trastevere e Tridente. L’ordinanza n. 64 del 18 marzo 2020 ha sospeso anche la ZTL notturna per tali zone. A maggio le ordinanze n. 87 e n. 108 hanno stabilito una durata della sospensione fino al 30 agosto 2020. Quindi a tale data le suddette ZTL non avranno funzionato per ben sei mesi.

Si pone allora la questione del rimborso o della compensazione delle somme annuali pagate dai titolari dei permessi onerosi di accesso alle ZTL, ai sensi delle deliberazioni della Giunta capitolina n. 65 del 6 marzo 2015 e n. 15 del 29 gennaio 2018.

Si deve considerare che le ZTL sono state istituite nel 1996 (con le delibere di Giunta n. 183 del 16 gennaio 1996 e n. 1459 del 7 maggio 1996) per la salvaguardia del Centro Storico. La loro esistenza ed operatività costituisce per legge il presupposto per la tariffazione degli accessi a tali zone, il cui fine dichiarato è quello di migliorare la mobilità urbana e disincentivare la circolazione veicolare.

Sono tali delibere istitutive ad assimilare espressamente la tariffe di rilascio dei permessi di accesso ad un corrispettivo per l’uso di beni pubblici quando l’utilizzo di questi è concesso a singole categorie di utenti, e a prevedere che tale corrispettivo debba essere commisurato ai costi che l’ente deve affrontare per garantire un efficace rispetto della disciplina (spese di vigilanza, per i dispositivi di controlli elettronici, oneri generali e per il personale).

Questo significa che nel momento in cui il Comune sospende le ZTL e quindi tutti possono circolare gratuitamente ovunque e a qualsiasi ora, da un lato viene meno il presupposto legale richiesto per poter fare pagare l’accesso (perché la ZTL per almeno sei mesi cessa o ha cessato di esistere); e dall’altro viene a mancare la giustificazione sostanziale del pagamento (che è corrispettivo ad un uso particolare da parte di singole categorie di utenti).

In altre parole, l’estensione dell’accesso alle ZTL a chiunque in qualsiasi ora per effetto della loro sospensione determina il venir meno di presupposti e giustificazioni degli esborsi sostenuti per l’anno in corso dai titolari di permesso, quanto meno con riferimento – e in misura corrispondente – al periodo di durata della sospensione.

Quindi i titolari di permessi annuali in corso potrebbero essere legittimati a chiedere la restituzione di un importo proporzionale alla riduzione del servizio di accesso limitato e “privilegiato”. L’ammontare del rimborso andrebbe parametrato alle componenti tariffarie legate all’attività di controllo e monitoraggio.

A tale riguardo può essere utile tenere a mente che il Comune di Roma prevede già la possibilità di chiedere il rimborso del corrispettivo anticipatamente erogato in caso di mancato rilascio del permesso, nel qual caso il rimborso viene quantificato tenendo conto delle voci di costo relative all’imposta di bollo e al diritto di istruttoria.

Si consiglia dunque di inoltrare una richiesta di rimborso della somma pagata, proporzionalmente ai mesi di interruzione del servizio ZTL, con lettera in carta semplice da inviarsi via fax al numero 06 4695.6660 o via posta (a mezzo raccomandata A/R) a Roma Servizi per la Mobilità – Piazzale degli Archivi, 40 – 00144 Roma.

 

 

Come si può leggere, qualsiasi cittadino può autonomamente inviare la propria richiesta di rimborso che se verrà rifiutata necessiterà di un ricorso al giudice amministrativo, cosa che potrà essere valutata coinvolgendo quanti più titolari di permesso possibile, potendo quindi ridurre le sempre gravose spese legali.

 

Con il solito spirito collaborativo che da sempre contraddistingue le iniziative della citata associazione, lo scorso 16 giugno è stata inviata al sindaco Raggi e all’assessore Calabrese una richiesta di provvedere a rifondere i titolari dei permessi ZTL evitando che gli stessi si vedano costretti ad inondare gli uffici con migliaia o decine di migliaia di richieste.

Ovviamente né il sindaco Raggi né tantomeno l’assessore Calabrese si sono degnati di fornire un qualsiasi generico riscontro, benché da notizie informali della stessa amministrazione si è venuto a sapere che il Dipartimento starebbe lavorando ad una proposta di proroga della validità dei permessi ZTL.

L’associazione si è data il termine della prossima settimana, allorché in assenza di istruzioni ufficiali per i rimborsi si consiglieranno i titolari di permesso di procedere con le richieste agli uffici.

 

Sullo stesso tema va segnalata la parallela iniziativa del Codacons che avrebbe già inviato una formale istanza al Comune di Roma chiedendo di rimborsare o di prolungare la durata dei permessi.

In caso di mancato accoglimento della richiesta da parte del Comune il Codacons ha preannunciato una class action intentata da residenti, imprese e professionisti.

Chiaramente il Codacons ha una maggiore “potenza di fuoco” rispetto ad una piccola associazione di residenti, ma considerate le strane dinamiche che a volte tale sodalizio ha dato a vedere in passato, si ritiene preferibile avere la possibilità di esperire anche un’azione in proprio.

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2 risposte

  1. Sono totalmente d’ accordo. La Sindaca si è sempre dichiarata a favore dei cuttadini, ma, temo, tranne di quelli residenti nel centro storico, non degni minimamente di attenzione, anzi, del contrario. Al centro di Roma sii pagano i permessi Ztl piu cari del mondo, nella totale indifferenza di questa Amminustrazione . E’ giusto finalmente farsi sentire.
    Gianni Marchetti

  2. apprezzo moltissimo l’articolo e l’iniziativa. Mi permetto di sottolineare che per persone avanti negli anni e con problemi che, pur non corrispondendo ad handicap secondo le attuali normative, possono considerarsi notevoli (problemi cardiaci, difficoltà di deambulazione, obesità ecc.) la mobilità privata svolge la funzione di una protesi ed offre un aiuto a rendere la vita più sostenibile.
    grazie per l’articolo e per i consigli.
    Domenico Sacco

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