Dopo il terribile attentato di Nizza ci si è resi conto dei pericoli che si corrono nei luoghi in cui un grande affollamento di persone prevede anche la presenza di veicoli in movimento.

La caratteristica tutta locale del “pedonale alla romana”, ossia le aree pedonali dove però per motivi vari può passare un numero indefinito di veicoli, fa della nostra città un luogo pieno di pericoli del genere. Basti pensare a via del Corso nel fine settimana, o via Condotti (che peraltro non è neanche più pedonale) oppure una delle tante sovraffollate piazze del centro (Campo de’ Fiori, Navona, Spagna, ecc.) dove chiunque può accedere liberamente in auto (spesso riuscendo anche a farla franca). I veicoli che espongono un permesso per disabili poi possono accedere regolarmente ovunque e sostare dove vogliono, foss’anche davanti alla fontana di Trevi (e questo non è totalmente comprensibile, come abbiamo cercato di spiegare qualche tempo fa).

Non è un problema di facile soluzione, giacché vi sono intere aree che la mente di qualcuno ha pensato completamente pedonali mentre vi è una continua e pericolosa commistione tra transito veicolare e pedonale (l’area del Tridente su tutte).

Nel Tridente vi è l’aggravante di un numero enorme di tavolini messi sulla sede stradale senza alcuna protezione, con i veicoli che li sfiorano continuamente senza che a qualcuno sia mai venuto in mente che basterebbe la disattenzione di un autista per fare una mezza strage.

L’ulteriore scandalo è che la stragrande maggioranza dei tavolini che insistono sulla sede stradale sono abusivi, ossia non dovrebbero proprio esserci, con il record di abusi che si registra a via della Vite, strada neanche pedonale ma di transito normale, dove a pochi locali con OSP regolari se ne affiancano numerosi privi di qualsiasi concessione ma che occupano la sede stradale con centinaia di tavolini.

Basta guardare la foto che segue per rendersi conto che gli avventori ai tavoli sembrano essere stati messi lì in posa per essere falciati da qualche malintenzionato.

 

vite

 

Dell’intrinseca pericolosità di una tale situazione, drammaticamente aggravata dai nuovi rischi squadernati dall’attentato di Nizza, tutte le istituzioni sono a conoscenza da anni, ma nessuno è ancora riuscito a trovare una soluzione definitiva.

Sarà la volta buona che ci si decida ad evitare situazioni in cui i veicoli possono investire le persone anche accidentalmente, quando non intenzionalmente, e ricondurre la città entro i confini del buon senso ma soprattutto della legge? C’è da dubitarne ma da sperarci.

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