Se il Comune fa pena, il Municipio I invece …

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La recente vittoria del centrosinistra nei Municipi VIII e III ha dato un barlume di speranza per le sorti di Roma. L’ultimo turno elettorale ha fatto infatti emergere due forze civiche, guidate rispettivamente da Amedeo Ciaccheri e Giovanni Caudo, che sono riuscite a rimettere in piedi una coalizione di centrosinistra in cui il PD ha un ruolo tutt’altro che egemone (ed infatti nel Municipio VIII si è subito lamentato perché il presidente ha proceduto con le nomine degli assessori senza consultarsi prima).

 

Nonostante alcuni esponenti del PD abbiano esultato per le vittorie di Caudo e Ciaccheri, la realtà è che il PD a Roma continua ad essere inviso alla stragrande maggioranza degli elettori. I motivi di ciò sono numerosi e riportano tutti al fatto che nonostante lo scandalo di Mafia Capitale abbia messo in luce una preoccupante contiguità tra gli affaristi romani ed il potere politico degli ultimi decenni, il Partito Democratico a Roma non ha mai fatto una vera autocritica ripartendo da presupposti diversi; al contrario si è fatta qualche sterile discussione interna per poi continuare ad operare nei soliti modi, più attenti a lobby, consorterie e correnti interne che alle esigenze della città e dei cittadini.

A Roma, ad esempio, è ancora vivo il ricordo della defenestrazione del Sindaco Marino per via notarile, con molti dei protagonisti di quella brutta storia che ancora siedono in Assemblea Capitolina ed addirittura l’ex capogruppo Michela Di Biase che mantiene la sua poltrona nonostante sia stata da poco eletta in Regione Lazio; un doppio incarico peraltro vietato dallo Statuto del partito e che dà la giusta immagine di quanto troppi nel PD si sentano ancora legibus solutus.

Un altro esempio è dato dai Municipi dove il PD è riuscito a conservare la maggioranza nelle elezioni del 2016, ossia il Municipio I ed il Municipio II.

Sul Municipio II diremmo che esso non appare discostarsi molto dal nulla mostrato dagli altri municipi romani, non potendo riscontrare quindi nessun aspetto positivo nel fatto che non sia il M5S a guidarlo. Quando anzi abbiamo provato a sollecitarlo perché intervenisse sulla baraccopoli di S. Lorenzo la risposta è stata il solito silenzio assordante.

 

Riguardo invece il Municipio I, ce ne siamo occupati più volte in passato cercando di dimostrare quanto il suo governo non potesse essere considerato una valida alternativa al M5S in Comune. Nonostante infatti tutti gli alibi che possono essere accampati per la cronica mancanza di risorse provenienti dal Comune, l’incapacità e la mancanza di coraggio del governo del Municipio hanno contribuito a mantenere il centro storico di Roma in una situazione di grande degrado e sofferenza. Rifiuti fuori controllo, traffico e sosta incontrollati, manutenzioni assenti, OSP abusive che continuano ad occupare impunemente il suolo pubblico per mesi, bancarelle che permangono nei luoghi di maggior pregio.

In tutto ciò la presidente del Municipio, Sabrina Alfonsi, sembra fare il pesce in barile, sicura evidentemente che tutto il degrado venga addebitato al Sindaco Raggi, non avendo il cittadino medio la possibilità di distinguere tra competenze del Municipio e quelle del Comune.

Recentemente la presidente Alfonsi ha dato ennesimo sfoggio della pochezza della sua azione di governo, in occasione dell’istituzione di un’isola ambientale nel rione Borgo. Questo il post con cui la presidente ha dato la notizia sulla sua pagina facebook:

 

Questa mattina abbiamo dato il via alla prima isola ambientale di Roma, nel Rione Borgo, pensata per valorizzare questo ambito storico in termini di maggiore fruibilità per i cittadini e le migliaia di turisti che oggi giorno affollano le stradine accanto alla Città del Vaticano. Un passo importante, compiuto in stretta collaborazione con il Comitato dei residenti, un esempio di come, con interventi a basso impatto e a basso costo, possiamo provare a rendere più vivibili i rioni del Centro Storico.

E questa sera alle 18.00 a Borgo Pio, inaugurazione ufficiale nell’ambito della Festa della Musica con giovani Musicisti del Mississippi e della scuola media Belli e i laboratori di Teatro del Centro Diurno Montesanto

 

Quindi per la presidente Alfonsi quella del rione Borgo è la prima isola ambientale di Roma. Bene. Ma allora quella che nel 2014 il Sindaco Marino, con Alfonsi sempre presidente del Municipio I, istituì al Tridente cosa sarebbe?

A noi risulta che quella fosse la prima ed unica isola ambientale di Roma, prevista da PGTU e fornita di varchi elettronici per controllare gli ingressi.

Strano che la presidente del Municipio prenda una topica simile ma d’altronde ella non ha mai mostrato particolare interesse all’isola ambientale del Tridente, né quando veniva istituita né tantomeno quando le associazioni locali hanno provato a sollecitarla per risolvere alcuni problemi legati alla nuova viabilità.

Non stupisce quindi che nonostante da gennaio siano stati misteriosamente spenti i varchi elettronici dell’isola ambientale del Tridente, dal Municipio non si sia sentito neanche un flebile gemito per chiedere cosa stesse accadendo.

Curioso modo di governare quello della presidente Alfonsi: tanta passione per una specie di isola ambientale bonsai al rione Borgo (con possibilità scarsissime di far rispettare la nuova disciplina) e nessuna considerazione per l’isola ambientale del Tridente, istituita 4 anni fa e lasciata in abbandono nonostante servisse a tutelare una delle aree maggiormente pedonali di Roma.

Ma d’altronde che per lei l’isola ambientale del Tridente non esista la Alfonsi l’aveva abbondantemente dimostrato lo scorso anno, quando insieme ad un privato promosse un intervento di rifacimento di via della Frezza senza minimamente tenere conto degli impatti sull’isola ambientale, e questo nonostante a più riprese ed in diversi modi le associazioni locali le avessero fatto notare il problema.

 

Tutto ciò per dire che se fosse questa l’unica alternativa all’ormai imbarazzante governo M5S saremmo veramente fritti.

Fortuna invece che sono emerse altre opzioni come quella di Giovanni Caudo che danno qualche speranza per il futuro (benché forse Caudo debba cominciare a fare attenzione a chi si accompagna) …

 

 

 

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