Se i cittadini diventano tappabuche

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C’è un’emergenza a Roma, quelle delle buche, della quale difficilmente si parla sui blog antidegrado. E’ una scelta ragionata che le redazioni dei principali blog hanno fatto da tempo non perchè le condizioni disastrose dell’asfalto non siano un problema, ma perchè se si dà la stura al tema si avvia tra i lettori la gara a chi ha visto la buca più profonda, a chi ha subìto il danno maggiore alla propria auto e così via. Il rischio è che si tenda a dimenticare la dimensione generale del degrado di Roma soffermandosi sul particolare, sul privato. La buca infatti danneggia l’auto o lo scooter, i beni che stanno più a cuore ai romani. E così tutto il resto finisce in secondo piano.

E’ vero però che voragini e buche sono anche un problema di sicurezza della circolazione, considerato che hanno più volte provocato incidenti gravissimi. Per cui un faro ogni tanto occorre accenderlo e vale la pena farlo quando sono i cittadini a rendersi protagonisti di una battaglia. Ancora una volta, data l’inerzia e l’inefficienza delle istituzioni, i cittadini si danno da fare e si rimboccano le maniche. “Tappami” è nata così: stufi di vedere la stessa buca sempre aperta e sempre pronta a tendere un tranello in caso di distrazione, hanno acquistato catrame, palette e attrezzi e si sono messi a coprire gli avvallamenti.

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Hanno iniziato in via Aurelia Antica ma ovviamente avrebbero potuto farlo su quasi tutte le strade della città. Fino ad oggi hanno speso 600 euro per comprare il necessario. Il materiale, però, si esaurirà presto, per cui occorrono nuovi finanziamenti e nuove braccia. Il gruppo fondatore di “Tappami”, infatti, spera che nei diversi municipi capitolini nascano dei sottogruppi territoriali pronti ad intervenire dove necessario. Un pò quello che è accaduto con Retake Roma che ha costituito comitati locali e quello che accadde già anni fa con Bastacartelloni. Anche in quel caso si chiudevano buchi, ma era di tutt’altra natura. Si trattava dei fori aperti nella notte dalle ditte di cartellonistica pubblicitaria che piantavano cartelloni ovunque all’epoca della deregulation alemanniana. I cittadini si armavano di cemento a presa rapida e li chiudevano.

buche stradali

 

“Tappami” è un’altra cosa, ma non meno nobile. Avere delle strade dignitose è infatti uno dei presupposti di una città. Il servizio comunale di chiusura rapida delle buche che negli ultimi anni sembrava funzionare discretamente (bastava chiamare lo 060606 per denunciare un cratere) ormai lascia a desiderare. Ecco che l’azione sostitutiva dei cittadini diventa anche questa volta indispensabile. Si tratta però di un lavoro tecnico che non tutti sono in grado di fare, per cui occorre un minimo di manualità e competenza. Inoltre i volontari dell’associazione garantiscono che l’utilizzo di bitume di qualità possa essere risolutivo e far durare l’intervento per anni e non per poche settimane.

Per chi fosse interessato a collaborare è sufficiente scrivere alla pagina Facebook di Tappami.

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  1. Roberto Delpopolo

    L’ignoranza è una brutta bestia. Nemmeno i migliori materiali sul mercato sono in grado di aderire sulla polvere. Quando quelli di “tappami” dicono di aver fatto una riparazione che dura nel tempo è solo perchè ha piovuto ed ha lavato la polvere. Lo stesso errore viene fatto dagli sfaticati del governo che impiegano anche materiali scadenti e le riparazioni durano ancora meno. Bastava un vaporetto per pulire i bordi della buca e sarebbe stata una riparazione che dura anni. Ma smettiamoli di credere alle imprese di coloro che sono ignoranti in materia e che pensano che un ignorante sia meglio di un’altro.

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