Se ci si mette anche la Santa Sede a fare degrado

Già nel 2015 ci occupammo più volte di proprietà della Santa Sede ricoperte da grandi teli pubblicitari per un tempo lunghissimo, non giustificabile con lavori di restauro o ristrutturazione.

Torniamo a farlo rilanciando il messaggio inviatoci dal Comitato Residenti Piazza del Teatro di Pompeo.

 

 

 

Da più di cinque anni il Palazzo della Cancelleria, di proprietà della S. Sede, è interamente nascosto da ponteggi. Solo nell’ottobre 2017 una ditta di restauro si è finalmente messa al lavoro. In base al suo cronoprogramma, a giugno dovrebbero cominciare a togliere le coperture ai piani alti, con la consegna finale prevista per ottobre 2019. Un’attività che non giustifica un impacchettamento così prolungato, se non per lucrare con le maxi pubblicità.

 

In tutto questo tempo, ai romani, e al mondo intero, è stata negata la visione, e continua a esserlo, di una delle opere più pure e stupefacenti dell’architettura del nostro primo Rinascimento. Il punto è di sapere se il cantiere sarà smontato a fine lavori oppure se continuerà a fungere fittiziamente per fare cassa.

 

Come si sa, per le attività di restauro, il Vaticano, grazie alla sua posizione privilegiata e dominante, ha ottenuto agevolazioni ancora più vantaggiose rispetto a quelle previste dalla legislazione comunale per l’Occupazione di Suolo Pubblico (OSP) per i palazzi vincolati, agevolazioni poi malauguratamente estese a tutti i fabbricati, perfino oltre le Mure Aureliane.

 

Ciò non giustifica lo sfruttamento cinico di questa condizione di favore da parte dell’APSA, l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica. Il suo ricorso a una cartellonistica pubblicitaria invadente (contenente, tra l’altro, inviti a un consumerismo spesso becero, in palese contrasto con il messaggio di Papa Bergoglio) e, soprattutto, l’abuso di agevolazioni che dovrebbero comunque essere soggette a regolamentazione, fa sì che il comportamento dell’APSA rappresenti un pessimo esempio per tutta la Città. Godendo della condizione di extraterritorialità, tutti gli sforzi finora compiuti da noi residenti per mettere fine a questa scempio sono andati in fumo. Qualcosa su cui Mons. Nunzio Galantino, da giugno scorso Presidente dell’APSA, dovrebbe riflettere e, soprattutto, su cui dovrebbe agire.

 

Filippo di Robilant

Comitato Residenti Piazza del Teatro di Pompeo

 

 

Nel ringraziare l’amico Filippo solidarizziamo con lui ed i residenti dell’area che da anni devono convivere con una specie di cantiere abbandonato laddove si godeva la vista di quello che è considerato uno dei palazzi più belli di Roma.

Nel nostro piccolo cercheremo di sollecitare sia l’APSA che il Comune di Roma affinché ognuno faccia del proprio meglio per garantire il decoro che Roma merita, soprattutto nei luoghi più centrali ed in vista.

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