Scivolo disabili bloccato per 3 giorni. Ma le autorità pensano solo al virus

 

Il disabile che si vede nella foto è stato di fatto sequestrato dal proprietario di questa auto bianca. Bloccato su un marciapiede dissestato non è potuto passare con la sua carrozzina. Cliccate sulla foto per leggere la sua riflessione e per i dettagli.

Domenica 17 maggio, ore 19.00 L’auto è ancora in sosta selvaggia

 

Via Giuseppe Martucci, altezza civico 33, II Municipio. Uno scivolo realizzato su una larga “orecchia” come si chiamano in gergo gli ampliamenti dei marciapiedi per evitare la sosta selvaggia delle auto. Evidentemente, al proprietario di questa Kia bianca non importa nulla dello scivolo, delle “orecchie” e quindi di ingombrare la carreggiata, ma soprattutto non interessa nulla dei disabili che blocca con la sua arroganza e prepotenza.

L’auto è stata lasciata in questo modo incivile, venerdì 15 alla sera e domenica 17 maggio, alle ore 20.00 (mentre stiamo scrivendo questo breve articolo) è ancora lì. Su segnalazione del disabile che vedete nella prima foto, abbiamo chiamato la Polizia Municipale, ma prendere la linea col centralino o col Secondo Gruppo è difficilissimo.

La targa è stata schermata ma se le autorità ce la chiedono possiamo inviare la foto completa, senza cancellazioni.

La riflessione della persona che vedete in carrozzina è la seguente ed è molto amara: durante i due mesi di lockdown abbiamo visto polizia, carabinieri, vigili urbani, finanzieri presidiare il territorio con attenzione e maniacalità. Abbiamo visto multare persone perché facevano jogging sulla spiaggia (!), abbiamo osservato un elicottero inseguire e poi sanzionare un uomo che si era steso a prendere il sole (!!). Eppure violenze vere come questa, auto che bloccano la libera circolazione di persone malate o handicappate, non interessano a nessuno. Non vengono multate e la gente le liquida con una alzata di spalle.

Dove sono le casalinghe in finestra pronte a gridare “state a casa” a chiunque metteva il naso fuori dal portone? Per loro un gesto come questo merita una reprimenda sociale o è una questione minore di cui non tenere conto?

 

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Pubblicato da Andrea Coia su Venerdì 3 luglio 2020
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