#Romasonoio, un sì deciso ma condizionato

gassman

#ROMASONOIO Sta facendo parlare l’iniziativa presa da Alessandro Gassman domenica scorsa, quando ha inviato il tweet mostrato sopra; oltre ad essersi immediatamente diffuso (Gassman ha 128 mila follower) il tweet ha ricevuto l’apprezzamento del Sindaco Marino che sempre via twitter ha detto di apprezzare l’iniziativa e di ringraziare Retake Roma per il loro impegno quotidiano (il collegamento tra la proposta di Gassman e la volontà di ringraziare Retake Roma deve essere stato fatto dal Sindaco).

CITTADINI-STACCHINI Quelli come noi che hanno partecipato alle primissime iniziative di ripulitura della città sanno bene come si fa e cosa vuol dire sporcarsi le mani periodicamente per contrastare il degrado. Cominciammo nel 2010 insieme a pochi altri, prendendocela al tempo contro i manifesti elettorali illegali per poi, finita la campagna elettorale, iniziare la “grande guerra” contro i cartelloni abusivi. E qui l’impegno si è dovuto necessariamente spostare più sul piano normativo, non potendo pensare di mettersi ad abbattere gli impianti illegali (benché più d’uno di noi nella letterina a Babbo Natale ha spesso inserito un frullino, ma ahimé mai accontentato).

RETAKE ROMA Poi è venuto il movimento Retake Roma, che ha dato una forma ben organizzata alle azioni di ripulitura, coinvolgendo sempre più persone, molti giovani, e riuscendo ad avere un certo riconoscimento nell’ambito dell’amministrazione così da ottenere spesso un buon appoggio logistico (con AMA e PICS). Le azioni di Retake hanno dimostrato che c’è una parte di cittadinanza che è disponibile a sporcarsi le mani per contribuire a ridare decoro a Roma, ma hanno anche messo in luce che è l’amministrazione a non essere pronta a questo. Al di là infatti del supporto fornito da AMA e PICS, non si è purtroppo visto nessun passo in avanti da parte dell’amministrazione, sia dal punto di vista normativo che di iniziativa politica, che cercasse di risolvere alla fonte alcuni dei problemi legati al degrado.

In tema di scritte vandaliche, ad esempio, è ormai passata alla storia la dichiarazione di Marino che nell’ambito di un incontro con i blog anti-degrado disse che si stava pensando a “trappole per i writer”, per poi lasciar cadere la cosa senza alcuna soluzione alternativa. Col risultato che ancora oggi muri, treni e saracinesche sono quotidianamente vandalizzati nell’indifferenza generale; e le periodiche ripuliture di Retake non possono che apparire fatiche di Sisifo.

ADESIVILEAKS Sugli adesivi poi lo stesso Retake Roma si è esposto direttamente, lanciando insieme all’amministrazione l’iniziativa Adesivileaks che avrebbe dovuto risolvere il problema degli adesivi selvaggi oltre che dei cartelli affittasi/vendesi e degli altri manifesti pubblicitari. Ebbene l’iniziativa Adesivileaks appare ormai definitivamente defunta senza che sia riuscita ad incidere minimamente su quel fenomeno di degrado. Al riguardo notiamo sommessamente che se fossimo al posto degli amici di Retake cercheremmo di essere un po’ più esigenti nei confronti dell’amministrazione: va bene fornire manovalanza per le azioni dimostrative, ma l’amministrazione deve fare la sua parte mettendo in campo gli strumenti normativi e procedurali per attaccare il degrado alla fonte. E questo non sta certamente avvenendo.

OGNUNO FACCIA LA SUA PARTE Venendo infine all’iniziativa lanciata da Alessandro Gassman, noi non possiamo che accoglierla con favore, essendo da sempre ben lieti di “menare le mani” per aiutare a risolvere i problemi. Quello che però ci chiediamo è se l’amministrazione sia pronta a fare la sua parte, non potendo immaginare che i cittadini da soli riescano a risolvere il problema della pulizia a Roma. Purtroppo l’AMA continua ad apparire come un mastodonte incapace di assicurare anche solo i livelli minimi di servizio, con il personale sul campo che continua ad apparire poco appassionato del proprio lavoro ma soprattutto del tutto disorganizzato nel modo di svolgerlo. Ed in questo non possono non esserci delle gravi responsabilità in una dirigenza che probabilmente andrebbe sostituita in blocco, per poter sperare che le cose comincino finalmente a funzionare.

Che le cose all’AMA non siano sostanzialmente cambiate lo abbiamo capito da come stanno introducendo il nuovo sistema di raccolta differenziata in tutta la città, puntando a coprire più territorio possibile sulla carta (così che il Sindaco possa sbandierare con i suoi omologhi stranieri risultati straordinari) ma nei fatti continuando ad avere troppi rifiuti in strada che necessariamente sono indifferenziati.

Quindi il Sindaco, anziché limitarsi ad apprezzare l’iniziativa di Gassman, prendesse il Direttore Generale di AMA per l’orecchio (che se lo merita anche solo per non iniziare ogni suo intervento pubblico con delle scuse agli utenti per la disastrosa situazione della pulizia e dei rifiuti in città) e gli facesse capire che si deve dare una mossa, facendosi trovare preparato a supportare i cittadini nelle operazioni di pulizia che vorranno effettuare. Ci saranno interventi da coordinare e gli eventuali rifiuti raccolti dovranno essere raccolti correttamente; che almeno l’AMA si attrezzi per fare decentemente queste cose. Senza dimenticare l’emergenza graffiti: il comune dia piena e concreta attuazione alle promesse d’avvio di una centrale per il decoro che pianifichi gli interventi di pulizia delle scritte che deturpano beni pubblici e privati.

 

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Una risposta

  1. E non dimentichiamo che bisogna anche cominciare a sanzionare chi butta tutto fuori dai cassonetti. E’ vero che sono sempre strapieni ma a volte basterebbe fare qualche decina di metri per trovarne uno vuoto. Poi non riuscire a schiacciare una bottiglia ma infilarle pure col tappo chiuso così da occupare 10 volte più spazio è veramente scimmiesco.

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