Roma unica in controtendenza: meno trasporto pubblico e più auto

Ieri la drammatica intervista del dg Atac Bruno Rota al Corriere della Sera nella quale annuncia un crac quasi inevitabile. Ma è solo l’ultimo tassello di una crisi annunciata da tempo. Basta guardare i dati locali e raffrontarli con quelli nazionali per capire che se si continua così Roma non avrà mai un trasporto pubblico degno.

 

Tram deposito roma

 

Due diverse ricerche sono state presentate nelle ultime settimane sui trasporti in Italia. Ed entrambe, sia quella dell’Istat che quella di Legambiente, certificano che Roma è la maglia nera d’Europa e d’Italia in tema di bus, tram e metropolitane. L’unica grande città a ridurre la propria offerta di trasporto pubblico mentre in tutto il resto del mondo si registra un incremento.

Non solo Roma detiene il primato di automobili per numero di abitanti (67 ogni 100) ma negli ultimi 10 anni il numero di mezzi pubblici circolanti è diminuito del 6%. La contrazione prosegue, tanto che si stima a fine 2017 un ulteriore calo record dovuto alla vetustà dei mezzi e all’inefficienza dell’organizzazione di Atac. I milanesi poi dovrebbero avercela particolarmente con noi romani in quanto il dato della nostra città butta giù la media nazionale, vanificando lo sforzo fatto a Milano: qui l’offerta è cresciuta del 4,1% grazie a nuovi bus e soprattutto alle nuove linee di metro in costruzione o già aperte. Ma proprio a causa del buco nero di Roma, il dato italiano è in flessione: la domanda di trasporto pubblico era di 189,5 passeggeri per abitante nel 2014 ed è calata a 186,8 nel 2015¹.

Il problema sta tutto nella mancanza di linee metropolitane nelle grandi città e in particolare a Roma. La rete dell’intero nostro paese (la metropolitana è presente in 7 città) raggiunge i 235km ed è inferiore alla rete della sola Madrid (291km). E mentre lentamente Milano, Napoli e Torino vanno completando la loro rete, Roma è ferma al palo da anni, con i dubbi e le paure sulla linea C, la sparizione del prolungamento della B da Rebibbia a Casal Monastero e l’archiviazione della D. La solita tiritera che nella nostra città costruire metropolitane è più difficile che altrove a causa dei reperti archeologici è solo una scusa. Le tecnologie moderne e la possibilità di scavare in profondità superano facilmente gli ostacoli come dimostrato dalla linea A, completata negli anni 80. Se non fosse stata costruita, la città oggi sarebbe alla paralisi completa e probabilmente la stessa cosa accadrà tra 20 anni se non si proseguirà almeno con il completamento della C.

La sostituzione delle linee metro con i tram e altre forme più leggere è impossibile, perché la capacità di trasporto e i tempi di percorrenza non sono lontanamente paragonabili. I tram, infatti, servono a completare e integrare la rete metro ma mai a sostituirla. Secondo la ricerca di Legambiente, per colmare il divario con le altre capitali, Roma dovrebbe costruire linee metro per i prossimi 80 anni senza interruzione.

Proseguendo nella lettura dei dati, altro record negativo per la Roma-Lido dove – in seguito ai tagli, ai guasti e alla riduzione dei treni – il volume dei passeggeri si è ridotto del 30% negli ultimi 10 anni². Sono tutti pendolari che hanno sostituito il tpl con l’auto privata, con le ovvie conseguenze in termini di traffico e inquinamento.

Traffico a Roma

 

C’è anche un problema di governance, secondo Legambiente. La politica dei trasporti in mano alle Regioni spesso non coincide con quella dei grandi comuni. Ecco perché Edoardo Zanchini, vice presidente nazionale di Legambiente, suggerisce che a gestire il tpl delle grandi aree urbane sia la città metropolitana. Il modello è quello francese che per le 5 più grandi città (Parigi, Marsiglia, Lione, Tolosa e Nizza) ha istituito un organismo locale dotato di molti poteri per l’integrazione di metropolitane, ferrovie regionali, pullman e così via. C’è poi sempre più bisogno di mezzi condivisi tra i quali il bike sharing (per il collegamento dell’ultimo miglio), il car sharing, il car pooling.

Roma è purtroppo ferma sulla programmazione. Il Pums (Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile) presentato dalla giunta Raggi non solo non contiene alcun accenno alle metropolitane ma non prevede alcun finanziamento per le altre opere indicate (tram, people mover e funivie). Per approfondirlo vi invitiamo a leggere l’articolo di MetroXRoma. Si tratta, insomma, di un libro di sogni e per di più di sogni incompleti.


 

¹Fonte Legambiente “Mobilità In-Sostenibile. Obiettivi pubblici e ruolo dei privati per cambiare la situazione nelle città italiane”
² Fonte Cdp-Asstra

 

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