“Roma non si vende”: ma de che?

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Insieme agli amici di RomaFaSchifo denunciamo anche noi l’assurdità di una manifestazione mirante a difendere la prepotenza dei pochi (che poi tanto pochi non sono più, purtroppo) che si prendono con la forza quello che credono gli sia dovuto.

 

manifesto

 

“Difendiamo la città” scrivono sui loro manifesti, come se impiastrare la città con robaccia abusiva voglia dire difenderla, oppure come se lo fosse occupare stabili pubblici portandoli al disfacimento.

Noi continuiamo a pensare che l’emergenza abitativa a Roma sia una creazione ad hoc di chi su ciò ci lucra da anni, considerato anche il numero monstre di appartamenti liberi nel territorio romano. C’è senz’altro molto da fare per affrontare in maniera completamente diversa il problema dell’alloggio a Roma, ma è fuor di dubbio che prerequisito indispensabile per una possibile soluzione è il ristabilimento di un livello decente di legalità nel settore. Non è infatti pensabile che qualcuno si arroghi il diritto di prendersi proprietà pubbliche o private senza titolo, perché questo va a svantaggio dei più deboli, e spesso più bisognosi, ed a solo favore dei più prepotenti.

Per la stampa cittadina le decine di situazioni di abusivismo presenti a Roma, alcune delle quali  abbiamo documentato nella nostra rubrica “Città in rovina“, sono un male minore, anzi spesso non sono neanche un male. E questo, come abbiamo avuto modo spesso di scrivere, è parte consistente dei problemi di Roma. Ci accolliamo quindi volentieri, insieme agli amici di RFS, il compito di dire forte e chiaro che manifestazioni come quella organizzata per domani a piazza Vittorio sono una vergogna, per Roma, per chi, bisognoso, un alloggio o un sussidio lo sta aspettando seguendo le normali trafile burocratiche, ma soprattutto per tutti i cittadini, e sono una moltitudine silenziosa, che ogni mese fanno i conti con bollette, mutuo, spese scolastiche ed imprevisti, ma riescono sempre a farli quadrare, non di rado stringendo la cinghia e rinunciando a tanto.

Purtroppo questa moltitudine non ha adeguata rappresentanza politica, in particolare tra coloro che a parole li dovrebbero difendere i deboli, mentre invece li troviamo sempre al fianco dei prepotenti occupatori (e l’ultimo esempio parrebbe essere una recente delibera regionale che riconoscerebbe dei diritti a chi occupa abusivamente!?!).

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