Roma in ginocchio ma la Sindaca si autocelebra

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Inutile raccontarvi della giornata di ieri durante la quale Roma è stata letteralmente spazzata da un vento di una inaudita violenza che ha provocato disagi enormi. Disagi che ci sarebbero stati pure in una città ben tenuta per cui figuriamoci cosa è accaduto a Roma dove gli alberi non si potano da anni e dai cassonetti volavano rifiuti come fossero foglie d’autunno. In un contesto di questo tipo, la Sindaca – che ha rinunciato per il maltempo ad un viaggio in Argentina – pubblicava post che la fanno apparire un angelo caduto da cielo. Mercurio Viaggiatore ci fa notare quanto sia stato fuori dal tempo il post sul bus 701

 

di Mercurio Viaggiatore (@mercuriopsi)

Lunedì 29 ottobre. Roma sferzata da raffiche di vento, decine di alberi cadono, centinaia di rami sull’asfalto, macchine danneggiate, transenne, caos. Un tratto di MetroB chiuso, poi tocca alla MetroA, poi alla MetroC, nel frattempo stessa sorte alla RomaLido. Due linee di tram interrotte, le altre limitate. Linee bus sospese, deviate, corse saltate, sirene che lampeggiano un po’ ovunque.
Intanto dal profilo FB della Sindaca si susseguono post completamente slegati da quello che sta accadendo (forse il target non è il cittadino romano). In uno si parla di 2 “nuove” linee bus, la 701 e la 701L, che in realtà sono vecchie linee di cui è stato “potenziato” il percorso con un leggero prolungamento. Sono linee che appartengono al privato RomaTPL, e che casualmente sono linee velocissime e molto remunerative. Nulla di strano in questo, c’è un contratto ed il privato accetta modifiche solo se possono costituire un vantaggio per lui, o per lo meno non lo penalizzano. Ben venga quando ci guadagnano tutti.

Attualmente RomaTPL sta fornendo un servizio molto al di sotto di quanto previsto nel contratto. Continue sono le lamentele di zone che si sentono da tempo trascurate, come Casal Monastero (casualmente servita da 2 linee lente e quindi poco remunerative). Tra l’altro il tanto vituperato contratto, già prorogato di 6 mesi, scadrà definitivamente a fine novembre, e non è stato ancora pubblicato il nuovo bando di gara, nonostante il clamorosissimo ritardo. Si prevede quindi un vuoto di circa 2 anni, che sarà probabilmente coperto da un “contratto ponte”. Considerata l’enorme difficoltà del Comune nel ramo appalti, con molta probabilità si tratterà di un contratto-fotocopia di quello attuale, leggermente ritoccato e aggiornato. Un’altra occasione persa di migliorare le cose per noi cittadini.

E a proposito del nuovo bando europeo (doveva essere pubblicato lo scorso luglio) cosa aspetta il Comune? Sarà forse pubblicato (sempre casualmente) subito dopo il referendum?

 

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Nella caporetto del verde romano non si salvano neanche le aiuole e palme di piazza di Spagna. Si direbbero i risultati anche del "lavorare indefessamente pancia a terra" di @daniele_diaco diarioromano.it/?p=36021

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