Ieri ci è stato girato il seguente messaggio proveniente dall’indirizzo “presidenza.municipio01@comune.roma.it“, che dovrebbe corrispondere alla Presidenza del Municipio I:

 

Carissime/i

Gli uffici del Primo Municipio sono oramai al collasso.

Stiamo assistendo alla continua e costante emorragia di personale dalle nostre sedi municipali, a fronte di un incremento delle pratiche in lavorazione.

Inutili fino ad ora le innumerevoli richieste e segnalazioni inviate al Campidoglio volte ad incrementare l’organico municipale.

Con questo comportamento vengono schiacciati i diritti dei lavoratori e degli utenti, facendo operare i primi in condizioni non accettabili e ledendo le legittime istanze dei residenti e di tutti coloro i quali si rivolgono quotidianamente ai nostri sportelli.

 E’ per questi motivi che Mercoledì 5 Luglio alle ore 11.00 presso l’ingresso del Primo Municipio In via Petroselli, 50, manifesteremo per chiedere alla Sindaca Virginia Raggi, il riconoscimento del reale ruolo dei Municipi, con il trasferimento di risorse umane ed economiche affinché gli enti di prossimità possano porre i lavoratori nelle condizioni di poter espletare i propri incarichi e assicurare a tutti i residenti risposte chiare e in tempi certi

 

Sabrina Alfonsi    e la Giunta del Municipio Roma I Centro

 

Si direbbe una vera e propria dichiarazione di guerra di un pezzo di Roma Capitale, il Municipio I, contro un altro pezzo della stessa Roma Capitale, ossia il Sindaco.

A noi che la Presidente Alfonsi annunci l’intenzione di manifestare davanti la sede del suo stesso ufficio appare un po’ bislacco; è come se il Sindaco manifestasse davanti al Campidoglio oppure il Presidente del Consiglio, del governo nazionale, lo facesse davanti l’entrata di palazzo Chigi.

Ma quello che più ci ha colpito del messaggio della Presidente Alfonsi è il doppio riferimento alle “istanze dei residenti”, come se la riduzione del personale del Municipio avesse impatti diretti sugli abitanti dello stesso. In realtà probabilmente non è così, o almeno in gran parte non è proprio così, giacché la stragrande maggioranza delle “pratiche in lavorazione” a cui si fa riferimento nel messaggio non possono che riguardare il commercio, essendo  il Municipio I di gran lunga quello con il maggior numero di operatori commerciali.

Tanta improvvisa passione da parte della Presidente Alfonsi per le “istanze dei residenti” stupisce davvero, giacché risulta che a parte durante le campagne elettorali ella non ha mai dato segnali di interessarsi alle richieste di quelli che in fondo rimangono i suoi elettori. Ricordiamo bene, infatti, la brutta storia di via della Frezza, quando diede carta bianca ad un’imprenditrice della strada per rifarla a suo piacimento senza neanche avvertire gli abitanti della stessa e neanche i consiglieri municipali, come invece prevedeva la norma.

Così come tanto interesse per i residenti la Presidente non lo dimostra sui fastidi acustici che gli stessi hanno a patire quotidianamente per gli eccessi dei cosiddetti “artisti di strada”. Come abbiamo diffusamente scritto, la Presidente avrebbe la facoltà di vietare le esibizioni degli “artisti” ma si guarda bene dall’esercitarla tale facoltà, dimostrando così di tenerlo sempre per ultimo l’interesse dei residenti.

L’impressione allora è che in questo caso alla Presidente Alfonsi i residenti servano per dare fondamento alle proprie richieste verso il Comune e quindi non si fa scrupoli a strumentalizzarli per cercare di ottenere personale che poi andrà in gran parte a lavorare pratiche per il commercio.

 

Rimane comunque grave il fatto che il Municipio più importante della città, sotto diversi punti di vista, si sia deciso addirittura a scendere in strada per manifestare contro la mancanza di considerazione da parte del governo cittadino. Sarà pure che alla Alfonsi farà gioco prendersela contro l’avversario politico M5S, ma per arrivare a certi livelli è probabile che l’amministrazione centrale se ne sia proprio infischiata delle richieste del Municipio I.

E alla fine chi ci rimette è la città intera, ormai in completo abbandono, ed i suoi cittadini.

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