Rimpasto nella giunta Raggi: peggio fai, più cresci!

Tra le nuove nomine spicca il nome di Andrea Coia al commercio: colui che peggio ha fatto per Roma e per lo stesso commercio romano viene premiato da una sindaca evidentemente inconsapevole

Incredibile a dirsi, a circa cinque mesi dal termine del mandato della sua amministrazione Virginia Raggi dà l’ennesimo benservito ad assessori della sua giunta.

Questa volta è stato il turno di Luca Bergamo, assessore alla cultura, e di Carlo Cafarotti, assessore alle attività produttive e turismo.

La notizia è ufficiale, pubblicata sul sito del Comune di Roma, e data con la formula rituale del ringraziamento della sindaca ai due assessori.

Per Bergamo il comunicato spiega che la cacciata (perché di questo si tratta, avendo la sindaca ritirato le deleghe ai due) non è dovuta a incomprensioni o dissapori ma per una “… diversità di visioni sul futuro della città“.

Per Cafarotti invece nessuna spiegazione ma solo il rituale ringraziamento.

 

Si è perso il conto degli assessori cambiati da Virginia Raggi, ma che il valzer delle poltrone prosegua a pochi mesi dal termine della consiliatura è un segnale dell’evidente confusione che deve esserci all’interno dell’amministrazione ma anche del Movimento 5 Stelle romano.

 

Ma per noi la vera notizia non è tanto il benservito dato ai due incolori assessori, bensì il fatto che Virginia Raggi abbia deciso di affidare l’assessorato alle attività produttive ad Andrea Coia, attuale presidente della commissione commercio dell’Assemblea Capitolina.

 

La sostituzione di Cafarotti con Coia era nell’aria da tempo e noi ne abbiamo parlato una decina di giorni fa, cercando di illustrare perché a nostro avviso la cosa sarebbe stata a dir poco inspiegabile.

Per chi non lo sapesse, Andrea Coia ha nei fatti agito da assessore ombra da quando la Raggi decise di disfarsi del primo assessore al commercio, il molto rimpianto Adriano Meloni. Avendo però il Coia inanellato una serie impressionante di fallimenti in tutte le iniziative da lui intraprese, pensavamo (in realtà speravamo) che la Raggi alla fine soprassedesse dall’affidargli direttamente l’assessorato.

E invece la cosa pare sia andata in porto, almento stando a La Repubblica, che annuncia: “Fruci alla Cultura e Coia alle Attività produttive“.

 

Nostro malgrado diamo allora il benvenuto sulla poltrona di assessore alle attività produttive:

– a chi fu appellato “Coiacine” da chi lo ha visto all’opera da vicino,

– a chi ha condannato Roma alle bancarelle ovunque,

– a chi ha affossato la riforma degli impianti pubblictari e negato un vero servizio di bike sharing a Roma,

– a chi ha regalato per 10 anni i banchi della festa della Befana di piazza Navona ai solito noti ambulanti (con tanto di lavoro creato per la magistratura),

– a chi ha sfilato i Piani di Massima Occupabilità al Municipio I per poi riporli in un cassetto e lì dimenticarli,

– a chi ha modificato a ripetizione la normativa in materia di occupazioni di suolo pubblico creando un caos indistricabile e deleterio per i cittadini ma anche per gli esercenti.

 

Non si ricorda una sola azione positiva di Andrea Coia, ma la sindaca ha ugualmente voluto premiarlo con la promozione ad assessore.

Grazie Coia, grazie sindaca. Ci si rivede alle elezioni.

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