Rigenerazione urbana, quella buona

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Di rigenerazione urbana “alla romana” ce ne siamo occupati recentemente, parlando del villino abbattuto a via Ticino e della prossima demolizione di villa Paolina.

Come abbiamo scritto, a Roma la rigenerazione urbana invece che servire a riqualificare quartieri degradati, viene usata per aumentare le cubature in zone di pregio, col risultato di sostituire edifici storici, benché non degni di particolare tutela, con anonime costruzioni moderne.

 

Un amico del blog ci ha mandato qualche foto di un intervento in corso a Madrid in una zona periferica, dove si sta demolendo un anonimo e datato stabile.

 

rigen1

rigen2

 

Al posto del vecchio edifici verranno edificate nuove residenze, campi sportivi ed aree per bambini.

Insomma, un intervento di rigenerazione urbana da manuale.

 

A Roma invece ci si continua ad accanire su edifici storici che fanno da quinta ad aree di pregio. Come già scritto, la prossima demolizione è prevista in viale XXI Aprile e riguarda villa Paolina. Di seguito il confronto tra la situazione odierna ed il risultato atteso.

 

rendering

A questo link è anche disponibile un video con la storia della villa Paolina di Mallinckrodt.

Come si desume anche dal video, la costruzione arrivata ai nostri giorni non è degna di particolare tutela, ma essa è senz’altro adeguata al paesaggio circostante. Del tutto estranea a tale paesaggio è invece la costruzione moderna così come mostrata nel rendering.

 

Considerato che per una serie cospicua di immobili storici non c’è ormai più nulla da fare, essendo le demolizioni già state decise ed autorizzate, a nostro avviso conviene spostare l’attenzione sulle nuove costruzioni che si vanno a realizzare. In perfetto stile romano, i nuovi edifici appaiono infatti di qualità medio bassa ma soprattutto del tutto decontestualizzati rispetto all’ambiente esterno. Perché allora non chiedere ai costruttori di rivedere i loro progetti proponendo qualcosa che si integri con lo stato dei luoghi?

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