Rifiuti: tempi duri per l’assessore all’ambiente, ossia Virginia Raggi

Il Piano Regionale per la gestione dei Rifiuti del Lazio è una doccia fredda per il sindaco Raggi, ma problemi sui rifiuti continuano ad esserci a tutti i livelli

Il Consiglio Regionale del Lazio ha approvato il Piano Regionale per la gestione dei Rifiuti, sostituendo quello che risaliva al 2012, e per Roma la brutta notizia è che la città “… sarà comunque obbligata a essere autosufficiente per quanto riguarda gli impianti di trattamento e di smaltimento dei rifiuti, discariche comprese“.

Evidentemente il sindaco Virginia Raggi sperava in qualcosa di diverso, stando almeno alla scomposta reazione rappresentata da un suo tweet:

 

 

A parte l’ineleganza di dare del tu ad altro esponente istituzionale, non può non stupire e preoccupare come la responsabile della gestione rifiuti a Roma (la Raggi ha infatti praticamente assunto la delega dopo le improvvise dimissioni di Laura D’Aprile, direttore dell’area rifiuti del dipartimento Ambiente, non essendo mai pervenuta la delegata ufficiale Valeria Allegro) si faccia trovare impreparata di fronte alla necessità di trovare discariche e TMB nel territorio del comune.

 

Sul nuovo piano rifiuti della Regione Lazio ci ha incuriosito il giudizio fornito dai lavoratori AMA della LILA, in risposta al tweet del sindaco:

 

 

Anche quelli della LILA si adeguano al linguaggio diretto del sindaco, ma soprattutto essi lo riportano alla realtà, una realtà fatta ancora di rifiuti fuori controllo sia sulle strade che nei centri di raccolta.

 

Sempre a proposito della LILA, abbiamo trovato interessante anche l’ultimo loro post, dove danno conto dell’ultima novità dell’AMA in tema di “pararsi il di dietro”.

 

Grazie al sistema di raccolta/smaltimento più costoso, inquinante e idiota del pianeta, ci siamo ormai definitivamente trasformati da operatori ecologici a veri e propri “SPALATORI DI MONNEZZA”

Questo radicale cambiamento di lavoro, iniziato circa sei 6 anni fa, ci ha costretti, purtroppo, a caricare tonnellate di rifiuti a mano:

-su camion leggeri (CR) sprovvisti di compattatore ma con spondina bassa,
– e su camion compattatori ( CRC), ma spondina alta, allo scopo di aumentare il carico e ridurre i tempi per gli spostamenti verso le macchine madri.

In questi tristemente famosi “CRC”, dunque, si deve caricare dall’alto, come vedete dal video/collage. Pertanto, ad una forte usura della schiena per la rimozione dal suolo, si aggiungeva una forte usura su tutta la parte muscolo-scheletrica delle spalle.

L’ASL, grazie ad un esposto degli RLS, sollecitati in più occasioni anche dal team di LILA, naturalmente giudicò quel tipo di lavoro inidoneo e Ama dovette osservare le prescrizioni che gli furono imposte installando I SECCHIELLI

Di cosa si tratta.
Dato che questo maledetto sistema di raccolta, sia Ama che la Sindaca non vogliono cambiarlo, e i rifiuti sul suolo li vedremo ancora per altri anni, i “pezzi grossi” hanno pensato di apportare una modifica sugli ultimi CRC da 7,5 t. in pronta consegna, per metterli al riparo dalle prescrizioni ASL, e ha fatto installare due piccoli contenitori sul carrello di sollevamento bidoni/cassonetti. Come si può vedere, all’interno c’entra giusto un sacchetto dei rifiuti in ognuno dei due.
Dunque, se ci troviamo di fronte a quelle comuni postazioni discarica che vedete nel video, noi, secondo norma, dovremmo procedere col sollevamento/svuotamento di due buste alla volta…

… SE COCE MO STO RISO…
( cosa accadrà??)

Probabilmente, gli “inamovibili”, SPERANO che noi spalatori, per non perdere tempo nelle operazioni di rimozione dal suolo, eviteremo di usare i due “secchielli”.
Anche perché, quando hai le auto strombazzanti del traffico urbano dietro il culo ti innervosisci e per evitare che qualcuno ti aggredisca (cosa molto comune) riprendi a caricare dall’alto come prima. Con questa “furbata, però, gli “Untouchable” si sono parati il “posteriore” con l’ASL e forse otterranno da qualche collega quei carichi di cui c’è una grande necessità. Tutto questo caos e disfunzioni continueranno fino a quando non si cambierà il sistema di raccolta. Ma forse dovremo aspettare le prossime elezioni.

 

Ed eccoli qui i secchielli con cui gli addetti AMA dovrebbero caricare sui cassoni i cumuli di rifiuti:

 

Sembrerà una banalità ma iniziative del genere danno la misura del livello di dirigenza che si ritrova l’AMA.

E a proposito di dirigenza, qualcuno sa che fine ha fatto l’ultimo vertice AMA nominato da Virginia Raggi, quello Stefano Zaghis che a novembre 2019 parlava di “cassonetti intelligenti” promettendo di presentare entro il marzo 2020 un piano infrastrutturale capace di risolvere il problema dei rifiuti a Roma?

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2 risposte

  1. Cosa si aspettava la Raggi dal Piano Rifiuti? Che la Regione la sollevasse dalle sue responsabilità? Mandare i rifiuti fuori Roma dovrebbe essere un’eccezione e non la regola. Roma ha bisogno di impianti ed è compito del sindaco pianificarli, anzi, avrebbe dovuto già farlo.

    1. inoltre la politica deve avere un’etica: non puoi mandare i tuoi rifiuti a casa d’altri!!!! Troppo bello fare il furbo col territorio altrui……
      se alla fine dei giochi devi tenerti i rifiuti che produci, vedrai che troverai il modo di produrne di meno……..

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