Regione Lazio: i programmi dei candidati a confronto

Abbiamo sempre cercato di unire l’impegno sociale all’attività di “citizen journalists”, pensandoci e vivendoci come una sorta di think tank sulle politiche del decoro, avviando un lavoro di documentazione scaturito dalla nostra esperienza sul campo.

I temi delle nostre battaglie sono contenuti nel programma presentato ai candidati sindaco nel 2013 e successivamente rivisto alla luce delle elezioni del 2016. Da allora tante forze politiche hanno preso spunto da noi, proprio ultimamente Roberto Giachetti ha inserito nel suo programma un punto specifico sul decoro, in cui riconosce il ruolo dei blog civici e i meriti dei cittadini che si riconoscono nel movimento antidegrado. Cittadini troppo spesso dimenticati dalla politica in cerca di facili consensi (Virginia Raggi e Giorgia Meloni, tanto per fare un esempio, ci hanno snobbati)

Dei programmi non frega niente a nessuno. Ciononostante, al netto della sfiducia nelle promesse elettorali, abbiamo sfogliato i programmi dei principali candidati alla Regione per capire chi meglio potesse andare incontro ai bisogni e alle istanze della “community” antidegrado. Non avendo la pretesa di trattare in modo completo ed esaustivo i diversi programmi, ci siamo focalizzati su specifiche tematiche a nostro avviso esplicative.

Nicola Zingaretti

Artigianato, commercio e reti d’impresa (p.35):
Stesso impegno sul commercio. Per questo riformeremo in modo radicale la normativa in tema di commercio, al fine di semplificare la vita delle imprese, rilanciare la funzione degli esercizi di vicinato e dei mercati rionali, tutelare la dignità del lavoro […] Investiremo sugli esercizi di vicinato rifinanziando, con 30 milioni di euro, il programma “Le Strade del commercio del Lazio” con particolare attenzione alla rete dei mercati rionali. Favoriremo l’accesso al credito per negozi e botteghe artigiane e promuoveremo specifiche misure volte a favorire l’innovazione degli esercizi commerciali. Anche grazie ad accordi con gli enti preposti potenzieremo la lotta all’abusivismo commerciale.
Ma non era già stato approvato in via definitiva, nell’agosto 2014, il “nuovo testo sul commercio” che conteneva già la previsione di abolire il principio di equivalenza, in base al quale per togliere una bancarella si deve trovare un’equivalente postazione di valore commerciale? A cosa è dovuto l’insabbiamento di una proposta di legge sbandierata come un successo della giunta Zingaretti? E perché dovremmo pensare che questa volta sarà resa operativa?
#ValoreTurismo p.51
Lazio, comunicare il Grand Tour dei nostri giorni:
Continueremo poi a lavorare su un immaginario che oggi in parte ancora manca. Per questo rafforzeremo il nostro programma di re-branding dei luoghi più belli e significativi del Lazio, che punti a raccontarli al meglio a un pubblico sempre più vasto e internazionale, anche grazie al coinvolgimento di innovatori del settore delle tecnologie applicate ai beni culturali e di blogger, scrittrici e scrittori, testimonial, giornalisti. Una strategia che troverà nei grandi appuntamenti fieristici l’occasione per dare una vetrina internazionale alle molteplici destinazioni turistiche regionali.
La prima delle città ad aver bisogno di un “rebranding” è proprio Roma. I romani mancano di senso di appartenenza al proprio territorio, attenzione agli spazi condivisi, educazione civica e spirito di comunità. Per creare una nuova identità urbana, dovremmo costruire un nuovo immaginario colettivo, basato su alcuni valori condivisi, in primis la bellezza e la fruibilità dei nostri luoghi. Serve un cambio di mentalità, educare al bello, educare alla legalità. Serve rompere il patto scellerato tra politici e cittadini maleducati. Domanda: Zingaretti e il Pd se la sentono di coinvolgere i blogger antidegrado in questa “mission (quasi) impossibile”?
“Cinema e Audiovisivo, ancora più forti” (p.155):
Lo abbiamo già detto, la Regione Lazio è leader nel settore del cinema e dell’audiovisivo. È qui una delle nostre caratteristiche industriali più marcate, uno dei settori che più conta per la valorizzazione del brand regionale. Per questo, anzitutto, continueremo a sostenere con il Fondo regionale per l’audiovisivo e il programma Lazio Cinema International le produzioni e le coproduzioni, sia nazionali che internazionali, che valorizzino il nostro territorio come set cinematografico.
Sul fallimento della strategia di valorizzazione del territorio attraverso il cinema, basta che diate uno sguardo alla nostra sezione “cineturismo”.
Stefano Parisi
 programma parisi

Riassumendo: il Lazio deve diventare un modello virtuoso per la qualità della vita, a livello nazionale ed europeo. Impossibile, fin quando non cambierà l’atteggiamento mentale dei romani. Indifferenza al bene comune, egoismo sociale, aggressività, menefreghismo: tutti i peggiori difetti di noi romani. Occorre un cambio di mentalità: se la sente il centrodestra romano di provare a cambiare abitudini, atteggiamenti e comportamenti incivili?

 

programma parisi2

Cittadinanza attiva, monitoraggio partecipato del territorio, vigilanza civica delle strade cittadine, uso delle moderne tecnologie informatiche (web, social, piattaforme per le segnalazioni dei cittadini). Sono tutte cose che conosciamo bene. Il ritratto della quotidianità di tante persone che animano la comunità antidegrado – blogger, volontari, cittadini comuni – che da anni vengono illusi e presi in giro. Tempestività, affidabilità e presenza sul territorio: caratteristiche proprie dei cittadini attivi, meno di Regione ed enti locali. Noi la teoria delle finestre rotte abbiamo contribuito a promuoverla e diffonderla per primi. L’approccio basato sulla collaborazione e segnalazione dei cittadini, manca del corrispettivo concreto della pubblica amministrazione.
programma parisi3
Difficile se non impossibile, adottare un’approccio integrato  che ponga il turismo al centro delle decisioni in materia di viabilità, edilizia ed ambiente, senza accordi con il principale “stakeholder”: il cittadino romano che mal sopporta pianificazioni e regole.
programma parisi4
Sul Tevere condividiamo e sottoscriviamo appieno lo spirito e le indicazioni contenute nel “Contratto di fiume” dell’Agenda Tevere onlus.
pirozzi
46. Marketing e infrastrutture. Portiamo il Lazio in Champions League !
Londra ha 4 volte i turisti di Roma. Il Lazio è al quarto posto tra le Regioni più visitate in Italia. Come è possibile? Perché Londra è una città simbolo della modernità. Andarci è un “dovere” per il cittadino globale. E il Lazio, nonostante il suo patrimonio immenso, continua a vantare un potenziale inespresso e inesplorato dai turisti perché non è attrattivo come potrebbe e dovrebbe. Lavoreremo per rilanciare il brand Lazio nel mondo e per far sì che l’esperienza di chi ci visita sia confortevole e piacevole.
Una offerta turistica più ricca e confortevole porta più ricchezza su tutto il territorio regionale. Per ottenere questo risultato è necessario costituire una cabina di regia unica tra tutti gli attori interessati. Fare squadra, per vincere.

 

Il romano che non vuole né le corsie preferenziali né le piste ciclabili (tolgono posto alle auto), che non vuole le isole pedonali (malviste dai commercianti) , che non vuole le fermate della metro sottocasa (crollano i palazzi?!?), che si disinteressa dell’aspetto esteriore delle case dove si abita (graffiti sui muri, selve di antenne sui tetti e fili che penzolano sulle facciate dei palazzi) inevitabilmente rema contro questo tipo di approccio. In che senso?

Come rendere il territorio più accogliente e attrattivo dal punto di vista turistico, se la bellezza e la fruibilità dei luoghi pubblici è ridotta ai minimi termini, per scelta di chi ci vive?

Lombardi1

 

ROBERTA LOMBARDI

Vi invitiamo innanzitutto a leggere il paragrafo “Contratto di fiume” (p.47) non tanto per valutare la qualità tecnica della proposta, ma per capire quanto sia terribilmente complesso, contorto e assurdo il sistema delle competenze sul Tevere.

Attività Produttive/Commercio (p. 53):

1. Approvazione del Testo Unico del Commercio, al fine di aggregare in un unico documento normativo tutta la legislazione in materia, con conseguente semplificazione della burocrazia e prevedendo particolari misure a tutela dei piccoli imprenditori del settore.

2. Tutela del tessuto commerciale locale e tipico, negli obiettivi di equilibrio della rete distributiva, stimolando strumenti regolatori a tutela delle micro e piccole imprese del commercio rispetto alla media e grande distribuzione, partendo dalla specificità dei singoli territori e dall’esigenza di armonizzazione tra domanda, offerta, tutela dell’economia, del lavoro e dei consumatori.

3. Attenzione speciale al commercio nei centri storici, attraverso la tutela e il sostegno del tessuto commerciale tradizionale e l’armonizzazione degli aspetti architettonici, culturali, storici.

Ma perché bisogna prestare attenzione solo al centro storico? Il commercio nelle zone periferiche e semicentrali non merita l’armonizzazione degli aspetti architettonici, culturali, storici? 

5. Norme regionali speciali per pubblicità (visive e acustiche), con l’obiettivo della tutela della salute pubblica, dell’ambiente, del paesaggio e del decoro.

Che senso ha promettere nuove regole per la pubblicità, quando il proprio partito al governo di Roma fa di tutto per rallentare la messa in atto della riforma dell cartelloni, peraltro votata dal M5S quando era all’opposizione?

6. Informazioni e sostegno ai Comuni nell’adeguamento normativo dei parcheggi pubblici. Supporto ai Comuni nella scelta dei siti per il commercio ambulante (mercati). Valutazione della possibilità di fissare quote minime di produzioni Italiane in alcune offerte commerciali dei mercati. Attivazione verso il Governo, attraverso la Conferenza Stato-Regioni, per la modifica del D.Lgs. 59/2010, al fine di stralciare la categoria dei posteggi su aree pubbliche (commercio ambulante) dalla c.d. Direttiva Bolkestein.

Ecco il vero disastro del commercio ambulante, che tarpa qualsiasi tentativo di rilancio dei mercati rionali: la pervasiva invasione dei banchi su strada che l’accanimento scellerato sulla direttiva Bolkestein impedisce di regolamentare, delocalizzando i posteggi in aree adeguate, entro un numero ben definito e cirocstritto di strade e, principalmente all’interno dei mercati rionali.

7. Incentivi per il decoro e la pulizia di ogni marciapiede attiguo al proprio locale per i commercianti.

Sarebbe anche opportuno che la Regione intervenisse per dissuadere i commercianti a gettare i mozziconi di sigaretta per terra, magari favorendo (e rendendo obbligatoria) l’installazione dei posaceneri davanti ai negozi.

8. Garantire un maggior controllo sui mercati e sugli ambulanti.

Classica affermazione generale, che vuol dire tutto e niente, viziata dal falso ragionamento per il quale i venditori abusivi sono l’unico problema del commercio ambulante. Non è così, il primo vero problema da affrontare è l’eccessiva proliferazione di bancarelle autorizzate, che creano confusione e attirano abusivi che si intrufolano e confondono tra i regolari.

 

Turismo/Azioni (p. 61):

8. Valorizzazione delle aree protette e dei siti di interesse paesaggistico, storico e archeologico, anche attraverso il loro inserimento in contesti nazionali ed internazionali di promozione

Ma di quale promozione e valorizzazione stiamo parlando, se non riusciamo neanche a valorizzare i punti di interesse architettonico a Roma, vedi i luoghi più belli dei quartieri più caratteristici (qui e qui) devastati dall’incuria e dal vandalismo.

Il nostro rapporto con l’Europa/Azioni (77):

4. Impegno finalizzato alla chiusura di tutte le procedure di infrazione messe in atto dalla UE nei confronti della Regione Lazio, per non incorrere in ulteriori sanzioni e possibili iniziative di rivalsa da parte dello Stato italiano, gravose per le casse regionali.

Per assurdo l’onorevole Lombardi, se diventasse governatore del Lazio, rischierebbe di aprire una nuova procedura d’infrazione , qualora mantenesse l’impegno di “stralciare la categoria dei posteggi su aree pubbliche (commercio ambulante) dalla c.d. Direttiva Bolkestein.”

 

E ci fermiamo qui anche se il programma della Lombardi – specie nei capitoli dedicati ai trasporti e cultura – meriterebbe ulteriore approfondimento. Un pò dubbiosi e sfiduciati, ma non rassegnati, ci appprestiamo serenamente ad andare al voto domenica. Ci dispiace constatare come ancora una volta il decoro sia rimasto fuori dalla campagna elettorale. Forse perché anche stavolta gli attori del movimento antidegrado, blog, associazioni, comitati e singoli cittadini, non hanno saputo fare squadra, dimostrando di non avere piena consapevolezza del ruolo politico conquistato dal nostro movimento di opinione.

 

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