Raggiungere il nuovo Stadio della Roma sarà 10 volte peggio di un centro commerciale la domenica

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traffico porta di roma

 

A lanciare l’allarme sono stati fior di urbanisti ed esperti. La viabilità e i trasporti per arrivare al nuovo Stadio della Roma a Tor di Valle sono del tutto insufficienti. Per capirlo, in realtà, non serve essere specialisti del settore, basta un po’ di esperienza del traffico romano.

La foto che vedete qui sopra si riferisce allo svincolo dal Gra al centro commerciale Porta di Roma in una normale domenica pomeriggio. La coda è così lunga che spesso deborda sul Raccordo provocando rallentamenti sulla rampa per Firenze e sulle strade dirette verso Bufalotta, Castel Giubileo e Salaria. Insomma l’intero quadrante si blocca ogni sabato e domenica pomeriggio quando l’afflusso di auto è molto elevato. Anche per raggiungere Porta di Roma si possono percorrere tragitti alternativi, provenendo da Bufalotta, ma la capacità delle strade non è comunque sufficiente. La circolazione si ferma e le difficoltà durano per tutto il pomeriggio.

Eppure stiamo parlando di un luogo dove l’afflusso è piuttosto dilazionato e il numero di veicoli è sicuramente inferiore a quello richiamato da una partita di calcio.

Spostiamoci allora a Tor di Valle nella configurazione voluta dalla giunta Raggi. Niente più torri di Libeskind ma solo palazzine, cubature dimezzate e dunque niente più opere legate alla viabilità: via il ponte di Traiano che avrebbe unito la Colombo con la Roma-Fiumicino passando appunto per lo Stadio e niente prolungamento della Metro B.

Per raggiungere la zona solo automobili e un ipotetico rafforzamento della Roma-Lido (!!). Va beh, diciamolo chiaro: solo automobili. Dovranno percorrere in direzione stadio l’attuale Ponte della Magliana della Roma Fiumicino (già saturo oggi e ridotto male dato che fu costruito tra il 1930 e il 1948). In direzione opposta il futuro Ponte dei Congressi che però non c’è ancora e non si sa se e quando verrà realizzato. Si tratta, dunque, di una capacità stradale inferiore a quella che conduce al centro commerciale Porta di Roma, dove almeno le alternative sono 3.

Ma se per arrivare a Porta di Roma oggi si creano degli intoppi interminabili, cosa succederà quando 50mila persone vorranno raggiungere lo Stadio tutte alla stessa ora e tutte dalla stessa strada? Un caos infernale che porterà tifosi e abitanti della zona a invocare la Raggi con parole non proprio edificanti. Ecco perché aver cassato con un colpo di matita e in mezza giornata un progetto qualificante come il ponte di Traiano (frutto di uno studio durato mesi) è stato criminale. Per di più, senza il Ponte di Traiano, il percorso dalla Colombo allo stadio è di 8,5km, mentre col Ponte si riduce a 6,6 km.

L’ingegner Calzona, ordinario alla Sapienza e progettista di numerosi ponti in tutta Italia, non si dà pace e prevede addirittura rischi per la sicurezza. In caso di evacuazione veloce della zona il blocco del traffico potrebbe provocare danni gravissimi. Nella prima versione dello Stadio, quella predisposta dalla giunta Marino e dall’assessore Caudo, il ponte di Traiano c’era ed era finanziato per 93 milioni, tutti a carico del privato. Adesso non c’è più ma oltre al danno la beffa: la versione predisposta dalla giunta Raggi lo giudica “opera strategica” ma lo mette nell’elenco delle infrastrutture senza finanziamento. La Eurnova, la società di Pallotta proprietaria della Roma, ha già spiegato che con questo taglio non potrà farsi carico di nessun’altra opera pubblica. Per cui il rischio è che la conferenza dei servizi che si è aperta nei giorni scorsi blocchi l’intero progetto proprio per mancanza di una strategia trasportistica.

Ora, è vero che le funivie sono considerate utili, che i tram sono messi sullo stesso piano delle metropolitane, ma costruire un intero quartiere con uno Stadio al centro senza prevedere come arrivarci è da folli oltre che incompetenti.

E sperare che i soldi ce li metta il governo, dopo l’atteggiamento che la Raggi ha tenuto nell’ultimo incontro con Calenda, è praticamente impossibile.

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1 Commento

  1. Paolo M.

    Allo stadio ci si deve arrivare con una diramazione della metro B, scartata già ai tempi di Marino, perché Atac, non era in grado di gestirla. Come del resto a Porta di Roma, ci si deve arrivare con una diramazione della metro B, dopo Jonio. Ovviamente tutta la linea B va ammodernata. Come in tutte le altre grandi città italiane e del mondo, la maggior parte delle persone deve arrivare su ferro allo stadio.

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