Raggi: “Spostare i cassonetti nei condomini”. Finalmente!

Tra le tante cose che si dicono sulla questione rifiuti in questi giorni agostani, una davvero importante l’ha detta la Sindaca durante il suo intervento in Assemblea Capitolina. Alcuni giornali l’hanno ripresa ma non abbastanza, dato che è l’unica vera ricetta per eliminare il problema alla radice.

E’ necessario avviare una vera raccolta porta a porta e dunque per farlo occorre spostare i cassonetti dalla strada all’interno dei palazzi. La Raggi ha inserito questo punto tra le 11 cose da fare per uscire dall’emergenza immondizia che attanaglia Roma. Purtroppo anche questa volta la Sindaca non ha citato la delibera “rifiuti zero” che fu approvata nel 2014 e che costituirebbe la vera svolta. Ma nell’attesa che anche il M5S ritrovi la memoria su una delibera fondamentale che esso stesso appoggiò, occorre riconoscere a Virginia Raggi il coraggio di aver affermato con nettezza che anche a Roma è necessario applicare  il modello Parigi.

Rifiuti parigi

Rifiuti parigi 2

 

 

Per chi non ricordasse come funziona, rimandiamo ad un articolo che pubblicammo su bastacartelloni.it nel luglio del 2014 con un titolo profetico: “L’unico modo per evitare i rifiuti in strada è togliere i cassonetti. L’esempio Parigi”. Intendiamoci………….non è che fossimo particolarmente all’avanguardia dato che basta guardare quello che si fa in tutte le città del mondo occidentale e copiare. Per cui presentammo quel metodo come uno che funziona egregiamente. Nella capitale francese i cassonetti in strada non esistono. Ogni condominio ha al suo interno uno spazio riservato ai rifiuti differenziati e un addetto che li porta fuori una volta al giorno in un orario prestabilito. Entro pochi minuti un camion dell’azienda municipale passa a svuotarli e l’addetto poco dopo li rimette al loro posto.

E’ chiaro che le mini-discariche che si vedono in tutta Roma intorno ai cassonetti spariscono d’incanto, che la differenziata si fa davvero e che ciascuno è responsabile della produzione e dello smaltimento del proprio edificio. D’altronde in alcune zone di Roma qualcosa di simile già esiste (anche nel centro storico) ma il modello romano va ancora perfezionato e soprattutto fin quando conviveranno a poche centinaia di metri cassonetti fuori terra e raccolta porta a porta, quest’ultima non potrà che stentare.

Rifiuti Roma

 

Qualcuno sostiene che una quota di cassonetti a Roma deve restare comunque a causa della particolare conformazione stradale che non permette l’accesso dei mezzi in alcuni vicoli della città (pensiamo a Trastevere). Ebbene in questo caso la soluzione è rappresentata dai cassonetti interrati, simili a quelli da poco installati a Firenze. Ne parlammo alcuni mesi fa, mostrando i vantaggi in termini di pulizia (niente più rovistaggio e maggiore capacità) e di risparmio (il cassonetto intelligente avvisa quando è pieno evitando un viaggio inutile al camion).

Dunque bene la Sindaca Raggi che ha posto questo importante obiettivo di eliminare i bidoni dalle strade. C’è da sperare che entro la fine della consiliatura quello che oggi è un sogno possa trasformarsi in realtà.

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3 risposte

  1. A proposito di cassonetti interrati si potrebbero sfruttare le aree occupate da pompe di benzina dismesse. Hanno accesso stradale adeguato e volumi sotterranei idonei (serbatoi carburante)

  2. Non male come idea ma probabilmente poco praticabile, considerato l’esiguo numero di pompe rispetto alle necessità.
    A mio avviso non vi è alternativa al porta a porta spinto, unico sistema che costringe i cittadini a fare i conti con i propri rifiuti all’interno delle abitazioni e dei palazzi, senza scaricare all’esterno la propria inciviltà. Inoltre il porta a porta spinge naturalmente a ridurre al massimo la produzione di rifiuti, rendendo le persone consapevoli di quello che si stanno portando a casa.

  3. Sicuramente, come dice l’articolo, “le mini-discariche che si vedono in tutta Roma intorno ai cassonetti spariscono d’incanto”, ma solo perché le ritroviamo dentro i condomini, perché l’AMA non sempre rispetta il calendario di raccolta, e se le devono sopportare i cittadini, e i bambini devono giocare nei cortili pieni di spazzatura. Vergogna! Questi provvedimenti si possono prendere a Parigi, dove la raccolta funziona, ma non a Roma.

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