Raggi e l’appalto al privato “sporco, brutto e cattivo”, che deve rimanere segreto

Sempre brutto il privato per l'amm.ne M5S ma quanto fa comodo quando c'è da integrare l'asfittico servizio di Atac ulteriormente falcidiato dal distanziamento COVID19. Tutto sempre con la massima opacità

Il 25% degli autobus che circolano per Roma ha logo e livrea ATAC, sembra in tutto e per tutto ATAC, ma uomini e mezzi sono di un consorzio privato che si chiama RomaTPL. Il camuffamento gli è stato imposto dal Comune.

Durante la campagna per il “referendum ATAC”, la Sindaca Raggi aveva parlato malissimo del privato RomaTPL: una sorta di “furbetto” profittatore che non rispetta mai il contratto.

 

(cliccare sull’immagine per riprodurre il video)

 

L’Assessora Meleo ad inizi 2017 minacciava la revoca anticipata del contratto a RomaTPL. Il contratto è stato invece rinnovato per almeno altri 3 anni, dopo essere scaduto a Maggio 2018. Infatti il bando per il nuovo appalto NON è stato ancora pubblicato (un primo tentativo è stato bocciato da TAR e Consiglio di Stato per motivi gravissimi: “palesemente anticoncorrenziale, avvantaggia RomaTPL”).

Arriva la pandemia. Crolla il turismo. Bisogna garantire maggiori distanze sui mezzi pubblici. Servono quindi molti più mezzi di quelli che ha ATAC, e tanti operatori turistici sono senza stipendio. Forse c’è una soluzione ad entrambi i problemi.

Il Comune ad Aprile manda una lettera a tutti gli operatori del trasporto del Lazio (ASSTRA, ANC, ANAV, CNA, EMET, FederLazio, FederNoleggio, Unione Industriali Roma), che rispondono mettendo a disposizione 800 loro pullman.

SEMBRA una buona notizia. Ma siamo nella Roma a 5stelle.

Grande annuncio della Sindaca:  “abbiamo istituito 4 nuove linee bus grazie a 70 pullman privati”.  Ma NESSUN accenno a chi siano. Osservate bene le immagini (a destra→ c’è la mappa pubblicata da ATAC).

 

 

Manca il logo del fortunato vincitore che si è aggiudicato –senza alcuna gara- questa commessa: RomaTPL.

Cos’è successo? Il Comune ha preso l’unico contratto disponibile già in corso che aveva, quello con RomaTPL, e ha commissionato un SUB-appalto. I mezzi impiegati infatti non sono i soliti bus urbani “modello ATAC”, ma sono i ben diversi pullman GranTurismo.

Attenzione adesso. Un contratto scaduto (e prorogato) NON può essere modificato. Sfogliamolo, e vediamo che tipo di mezzi sono previsti dal contratto RomaTPL:

 

Da Capitolato, devono avere almeno il 60% dei posti in piedi, e non devono avere gradini per entrare/uscire https://www.comune.roma.it/web-resources/cms/documents/7_Allegato_VII_Prescrizione_acquisto_nuovi_veicoli.pdf

È la descrizione dei bus “cittadini” con logo ATAC che siamo abituati a vedere o ad utilizzare. Non sembrano proprio le caratteristiche dei pullman GT qui sotto. Come ha fatto il Comune a “infilarceli dentro”?

 

 

Ma quanto vale questa commessa? L’Assessore alla mobilità Calabrese parla di “18.000 km/giorno di servizio” che sono pari ad un costo di circa 2 MILIONI€ al mese, pagati con i soldi di TUTTI i contribuenti romani.  RomaTPL infatti NON prende 1 solo centesimo dai biglietti, ma viene pagata 100% dal Comune.

In tempi non sospetti (settembre 2016), un noto giornalista de La Stampa, che forse ci aveva visto bene prima di tutti, si era fatto venire qualche dubbio discutendo con il 5stelle Stefàno, Presidente Commissione Mobilità.. (riportiamo per dovere di cronaca).

 

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