Questione Rom: idee ancora confuse in Campidoglio

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Di ritorno da un viaggio negli Stati Uniti, il Sindaco Marino (a cui consiglieremmo di stare un po’ di più nella città che amministra anziché spesso in giro) non ha mancato di rilasciare la sua dichiarazione al pugno di ferro in merito al tragico incidente di Boccea.

PUNIZIONI SEVERESpero questi criminali siano catturati e puniti dalla giustizia italiana nel modo più severo possibile” dice il Sindaco, in ciò ricadendo nei toni roboanti che aveva già usato in occasione della protesta dei vigili di Capodanno e dello sciopero del TPL che mise in ginocchio la città. Questa volta gli va bene che non sta alla sua amministrazione rintracciare e punire i colpevoli del crimine, ma in ogni caso lo scostamento tra i toni duri del Sindaco e la realtà di una città dove gli abusi e gli illeciti continuano ad essere tollerati liberamente rende ridicole le sue dichiarazioni.

Sempre il Sindaco afferma: Noi cercheremo di affrontare e risolvere i problemi non con sentimenti di vendetta ma di giustizia. La questione dei rom e dei sinti è importantissima ma non è solo italiana ma europea. Questo tema va affrontato ma chi dice che va fatto in due-tre giorni non sa di che cosa sta parlando“. Del tutto condivisibili i riferimenti all’evitare sentimenti di vendetta, i facili giustizialismi e la necessità di considerare che quello dei Rom è un problema a livello europeo; ma il Sindaco è sulla sua poltrona da ben oltre che “due-tre giorni” e purtroppo la netta impressione è che la sua amministrazione non ha ancora idea di come affrontare in maniera non episodica il problema dei campi nomadi.

ANCORA NESSUNA IDEA È vero che si sono avuti ultimamente diversi casi di famiglie nomadi sfrattate dai campi perché trovate titolari di ingenti conti in banca, confermando il sentimento diffuso che una parte consistente dei nomadi sono dei finti-indigenti. Ma se stiamo a quanto fatto finora dall’amministrazione dobbiamo registrare solo:

  • il proseguire nello sgombero dei campi abusivi che poi rinascono altrove,
  • il perdurare di un clima di illegalità nei campi che impedisce agli agenti di polizia di operare, agenti che continuano ad essere vittima di vere e proprie aggressioni,
  • la tolleranza di comportamenti illeciti e pericolosi come i fuochi che generano fumi tossici.

Nella dichiarazione del Sindaco viene riportato che l’amministrazione sta pensando di assegnare, a chi ne ha diritto, un alloggio popolare e di concedere a chi farà richiesta aree e materiali edili necessari a tirare su prefabbricati. Ebbene questo ci dà il chiaro segnale che il Sindaco e la sua giunta continuino a brancolare nel buio rispetto ad un possibile superamento dei campi nomadi. Anzitutto la formula “l’amministrazione sta pensando” significa che siamo ancora al braistorming, a oltre due anni dall’insediamento dell’attuale governo cittadino. Eppoi “concedere a chi farà richiesta aree e materiali edili necessari a tirare su prefabbricati” sembra solo a noi una idiozia colossale che anche un bambino delle elementari si vergognerebbe di proporre come soluzione al problema dei campi nomadi?

Chi sarebbe titolato a fare richiesta di “aree e materiali edili”? Solo i Rom? E perché non chiunque abbia necessità di un alloggio, profughi e comuni cittadini inclusi? Chi e come verificherebbe che venissero rispettati i parametri di abitabilità previsti dalle norme? Come si prefigurerebbero tali aree rispetto al piano regolatore? Chi dovrebbe occuparsi delle opere di urbanizzazione? Di domande in realtà ce ne sarebbero molte altre, ma tutte indicherebbero che si tratta dell’ennesimo slogan buono solo a coprire il vuoto di idee e di capacità che questa amministrazione continua a dimostrare.

TOLLERANZA ZERO Ancora una volta, ci permettiamo di consigliare al Sindaco di essere più misurato con le sue dichiarazioni e di riservare l’eventuale durezza, se dovesse averne, alla repressioni delle innumerevoli piccole illegalità che poi rendono possibili le grandi tragedie. Dichiari finalmente guerra ai finti mendicanti, come fanno comunemente altrove, ai roghi tossici, alle piccole borseggiatrici arrestate fino a 54 volte! Dichiarare guerra significa istruire i vigili a non girarsi più dall’altra parte quando vedono gli illeciti appena elencati, quand’anche questo significhi dedicarci risorse consistenti. Se infatti non si comincia a dare il segnale chiaro che l’illegalità diffusa non è più tollerata, i vigili non potranno che continuare a rincorrere gli innumerevoli abusi in maniera confusionaria e del tutto inefficace. Peraltro tutti i cittadini hanno la netta sensazione che vi siano margini enormi di miglioramento nella produttività degli agenti di PLRC, e purtroppo gli sforzi del Comandante Clemente non sembrano aver ancora avuto effetti in tal senso.

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