Quell’idea di città che manca ai 5stelle

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Prima ancora di ricevere le offese che già sappiamo arriveranno numerose dai militanti pentastellati, premettiamo che noi non abbiamo nulla contro il governo capitolino 5stelle e che anzi ci auguriamo possa dare risultati importanti per lo sviluppo di Roma.

Ma una perplessità c’è e riguarda la mancanza di visione che a nostro avviso la Sindaca Raggi, il suo entourage, il direttorio e la dirigenza del MoVimento stanno mostrando. Mancanza che era emersa in campagna elettorale ma che speravamo fosse frutto di una scelta un pò “democristiana”. E invece dalle prime mosse della giunta si comprende bene che obiettivo dei 5stelle è amministrare ma non progettare. Sappiamo tutti quanto Roma abbia bisogno di manutenzione, di legalità e di buone pratiche ma allo stesso tempo la capitale necessita di tornare ad avere un ruolo a livello europeo e mondiale. Roma in questi ultimi anni è andata sui giornali di tutto il mondo solo per il suo degrado, per l’abbandono, per la sua incapacità a risollevarsi.

IL CASO MILANO. Nello stesso tempo Milano assumeva il ruolo di protagonista italiana: l’Expo ha permesso una trasformazione profonda a livello infrastrutturale (nuove linee metro, strade, opere pubbliche). Gli investimenti privati hanno riportato Milano nel tempo moderno: basti pensare a Porta Nuova che ha ricucito un pezzo di territorio attirando migliaia di visitatori al giorno.

I numeri stanno lì a testimoniarlo: +41% la crescita del turismo nell’ultimo anno. Il 27% di visitatori dell’Expo sono tornati a Milano perchè l’hanno amata. E gli alberghi di lusso sono cresciuti del 46%. Solo in aprile, il Salone del Mobile ha portato l’8,6% di presenze in più rispetto all’anno precedente. Insomma Milano dimostra che l’idea di città che è stata tracciata negli ultimi 10 anni sta portando i frutti sperati. La qualità del turismo è elevata, con una alta capacità di spesa pro-capite tanto da far incrementare il Pil meneghino.

ROMA AL PALO. Roma, dopo la stagione degli investimenti d’epoca rutelliana (Museo Maxi, Macro, Auditorium) ha perso ogni slancio. Si è seduta sulle proprie rovine archeologiche convinta di poter vivere grazie alla rendita della storia. E’ vero che anche a Roma le presenze sono aumentate notevolmente (nel 2000 registrava 7,5 milioni di arrivi, nel 2014 si è arrivati a 13 milioni) ma il dato va letto paragonandolo a Milano o ad altre capitali europee dove la crescita è stata ben maggiore e soprattutto dove la capacità di spesa e il numero di pernottamenti è stato assai più elevato. Insomma a Roma ci si viene perchè è una tappa obbligata, ma si resta poco perchè la città non è accogliente, non invita a tornare.

Ecco perchè servirebbe una scossa, un evento, un fattore X che la riporti ad essere attrattiva. Le Olimpiadi del 2024 potevano essere un’occasione. Ma la contrarietà ai giochi è sempre più diffusa (pure nella nostra piccola redazione siamo divisi su questo) per cui si potrebbe pensare ad altro. Ad esempio al Giubileo del 2025 che sarà un vero Anno Santo, non come quello in corso che si è rivelato piuttosto sottotono. E se proprio non si vuole organizzare alcun evento, allora si incida sulla trasformazione urbana: la giunta Raggi lasci il segno sui grandi progetti in corso (lo Stadio della Roma, l’ex Fiera sulla Colombo, l’Eur con le Torri, l’Acquario e la Nuvola). Al momento invece la giunta sembra quasi aver paura ad innestarsi in questioni così rilevanti. Sulla Fiera si è lasciata la parola ad un commissario nominato dal Tribunale, sullo Stadio della Roma si balbetta.

Quale segno allora si vuole lasciare a questa città? D’accordo col dedicarsi alle partecipate Atac e Ama, d’accordo il concentrarsi sulla trasparenza degli atti, ma che idea di Roma ha Virginia Raggi? Una città alla provincia dell’impero o una protagonista in grado di attirare capitali, creare lavoro e valore aggiunto?

Se ci si pone un obiettivo ambizioso in genere si riesce a raggiungere a malapena il 50 per cento del percorso. Ma se non ci si pone alcun obiettivo dove si fermerà una Roma già smembrata ed egoista?  Claudia Perina ricorda che a Roma c’erano gli acquedotti quando nel resto del mondo di andava col secchio al torrente e definisce “poraccismo” la paura di investire, di guardare avanti dei 5stelle. Se la giunta Raggi vorrà smentirla potrà entrare nella storia. Altrimenti sarà ricordata come si fa con un grigio amministratore di condominio che sa tenere i conti ma nulla più.

 

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  1. Anonimo

    Non sono penta stellata ma visto che come esempi sui quali i 5s si mostrano incerti, come fosse la truffa dello stadio della Roma , la nuvola e altre amenità del genere a generare una visione di città , spero …. nell’altra metà della redazione !

    • Filippo Guardascione

      In realtà nell’articolo non davo un giudizio di merito sullo Stadio della Roma, sulla Nuvola o su quelle che lei definisce altre amenità. Sollecitavo solo a prendere una posizione netta su queste che sono le grandi trasformazioni dei prossimi anni. Si può governare questi progetti e renderli migliori. Pensiamo alla Nuvola e alle ricadute che potrebbe avere sul turismo congressuale che porta un contributo importante al pil locale. Secondo lei – siccome sono progetti figli di amministrazioni precedenti – occorre dimenticarli? Le sembra giusto che sull’ex Fiera di Roma l’unica cosa che la nuova giunta abbia saputo fare sia stata la riduzione della cubatura prevista lasciando ad un commissario nominato dal Tribunale tutto il resto della gestione? Eppure quella dovrebbe essere l’occasione per chiedere ai privati di fare infrastrutture utili alla città (mezzi di trasporto, parcheggi, etc). Insomma se si vuole governare la città si deve avere uno sguardo su tutto quello che è in corso di realizzazione e si deve saper progettare qualcosa di nuovo. Altrimenti che governo è?

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