Quel senso civico che manca ai romani e che provano a darci gli stranieri che vivono qui

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Chi si trasferisce a Roma dopo essere nato all’estero o avere vissuto in altre città, non può non notare lo scarso (per non dire nullo) senso civico dei romani. Se la città è ridotta in questo modo la colpa non è solo delle amministrazioni ma soprattutto di cittadini che non hanno voglia di rispettarla e di viverla secondo regole comuni. Altrimenti come spiegare che nei cassonetti della plastica viene introdotta la carta, che i marciapiedi sono coperti di deiezioni canine, che il parcheggio selvaggio è considerato la norma e le scritte sui muri sono vissute come  ineluttabili. C’è insomma un fondo di menefreghismo ed egoismo nel cittadino medio di Roma che viene giudicato inspiegabile da chi è cresciuto con altri esempi. E se la leader dei volontari romani per il decoro è un’americana (Rebecca Spitzmiller di Retake), se uno degli osservatori più attenti delle cose romane è un architetto che si è laureato a Princeton (Tom Rankin di Suistainablerome) non deve stupire la sorpresa della nostra lettrice Alejandra nello scoprire un luogo così ricco di storia e così indolente allo stesso tempo.

Alejandra, cresciuta tra l’Argentina e il Perù e ora stabilizzata a Roma, non si arrende come fanno molti di noi italiani. E propone di ricominciare da capo: di insegnare il senso civico ai bambini e ai ragazzi. Di andare nelle scuole e nelle università a formare la società del futuro. Questa lettera è il suo contributo ad una Roma migliore. 

 

 Roma è la città dove abitiamo, è la nostra casa dove tentare di vivere in armonia.

Partendo dall’aspetto più banale, se ci pensate, ma non meno importante.
Ad esempio, ci sono ancora persone che gettano a terra le sigarette, e a volte anche accese, così via fanno con gli scontrini fiscali ed altre minuzie. Per arrivare alla ben più grave scarsa attenzione che si nota per la realizzazione della raccolta differenziata della spazzatura.

Tutto ciò è riconducibile ad un problema, un fenomeno che purtroppo diviene sempre più sociale, e che riguarda la mancanza di rispetto nel senso più generale.

Iniziando, per tentare di risolverlo, si dovrebbe ricorrere al coinvolgimento dell’ambiente scolastico ? Ad esempio entrando nelle scuole e tornare così a spiegare cos’è e cosa significa il rispetto della propria città ? Probabilmente sí, soprattutto per queste nuove generazioni, che trovano nelle strade della città già i segni dei nostri cattivi esempi per questo motivo è spesso inevitabile, da parte loro, l’emulazione, commettendo gli stessi errori di oggi.

E’ quindi possibile contribuire creando una idea dinamica, ed elaborando un progetto con finalità sociali e comunicative, realizzando dei piccoli gruppi di lavoro con incontri organizzati. Ad iniziare dalle scuole e coinvolgere in qualche modo quella che sarà la società del futuro, rendendola partecipe e cosciente sin da ora, e per migliorarne la loro coscienza collettiva.

Proverei a convocare un primo incontro con alcuni rappresentanti come ad esempio quelli di Retake Roma, l’Ama, l’Atac, ed altri interessati nella collaborazione a questo progetto educativo. Io personalmente potrei essere la portavoce, come ospite internazionale, per portare avanti l’idea di comunità non soltanto per organizzare il coordinamento tra gli attori residenti, ma anche l’accoglienza per ospiti e turisti.

Tutto ciò al fine di apprezzare e rivalutare le bellezze di Roma.

Ora si pone la domanda se sarà possibile avere il consenso della pubblica istruzione per tentare di poter arrivare alle Scuole, Istituti e perfino alle Università, facendo un lavoro di squadra e di comunicazione. Dove spiegare che l’obbiettivo principale non deve essere la necessità di ripulire i luoghi, (iniziative di per se molto molto importanti), bensì quello di abitare in una città che venga già spontaneamente rispettata da tutti, mantenendone sempre il decoro.

Il punto di forza è la volontà, l’unica per superare qualsiasi ostacolo.

 

Alejandra Alfaro Alfieri

 

 

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1 Commento

  1. Fabrizio

    Su argomento pulizia e su come i romani da anni vivono nell’indifferenza vi ricordate questo spot di Nino Manfredi
    Era il 1982
    https://youtu.be/4lnk24gfgmw

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