Ci siamo occupati più volte dei “ragazzi del cinema America”, indicandoli come un esempio virtuoso di gioventù non omologata né ai ritmi della movida né a certi cerimoniali pseudo-alternativi.

La novità del giorno è che i ragazzi hanno vinto il bando per l’assegnazione della sala Troisi a Trastevere. È una vittoria straordinaria che premia la tenacia, l’impegno e soprattutto la pazienza di un gruppo di giovani tra i 16 ed i 22 anni che da anni si battono per avere spazi di aggregazione.

 

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Dopo l’esperienza dell’occupazione del cinema America i ragazzi hanno deciso di tornare nel solco della legalità e la cosa li sta ripagando di tutti gli sforzi che hanno compiuto.

Di seguito il comunicato che hanno rilasciato su facebook:

ABBIAMO VINTO IL BANDO DELLA SALA TROISI!!!!!!!!!!!
Cinque anni fa abbiamo formato un’assemblea, l’assemblea “Giovani al centro” convinti che ci fosse l’esigenza politica di avviare un nuovo percorso in città, pratico e pragmatico, con l’obiettivo di mappare gli spazi abbandonati, salvarli e restituirli alla cittadinanza come nuovi luoghi culturali polivalenti. Abbiamo così occupato il Cinema America con l’intento di renderlo uno spazio in cui poter essere “protagonisti e non semplici fruitori”, siamo stati sgomberati e non siamo ancora stati in grado di riaprirlo definitivamente, ma l’abbiamo per ora sottratto alla demolizione e speculazione. Abbiamo vinto al Tar contro il tentativo di rimozione dei vincoli ministeriali ed ora ci stiamo costituendo al Consiglio di Stato per lo stesso motivo.
Dopodiché in questo anno ci hanno cavalcato, preso in giro, ghettizzato, hanno tentato di sfiancarci, ma oggi, dopo tanti mesi di attesa, abbiamo finalmente raggiunto un altro sorprendente risultato. Abbiamo restituito alla città un nuovo spazio: oggi abbiamo vinto il bando per l’assegnazione della Sala Troisi di Via Induno, esclusivamente sulla base della nostra storia e della nostra idea di spazio culturale e sociale polivalente. Oggi proseguiamo ancora con la nostra identità e spensieratezza quella “Brutta, sporca e cattiva”, di chi è pronto a tutto per ciò in cui crede.
Questa, però, è un’assegnazione particolare: è una rivendicazione politica stessa, in quanto la sala trasteverina è passata dall’essere occupata sine titulo da una delle più grandi società dell’esercizio cinematografico, la Mediaport SRL di Giorgio Ferrero (anche presidente di ANEC LAZIO e nipote del Viperetta della Sampdoria), all’essere data in gestione alla più piccola e giovane esperienza politica, culturale e sociale che abbia mai messo piede nel settore cinematografico, costituitasi tra l’altro in associazione culturale non a scopo di lucro.
E se l’avessimo rubata potremmo dire “Rubiamo ai ricchi per dare ai poveri”, ma questa volta l’abbiamo sottratta allo Sceriffo di Nottingham e l’abbiamo finalmente restituita alla città, con gli stessi loro strumenti con cui rendevano impermeabili le istituzioni alle realtà spontanee sociali.
Questo spazio non sarà una sala cinematografica come l’avete vista fino ad ora, bensì un operatore culturale vivente, una palestra di democrazia, un laboratorio di rapporti sociali, un presidio di ragazzi a tutela dei territori e di valori come l’antifascismo e l’antirazzismo. Ci piace immaginarla come un polo aggregativo che dà vita al territorio circostante e che da questo riceve la sua stessa linfa vitale, come una spugna che si lascia riempire dei contenuti delle realtà esterne, al tempo stesso inondando tutta la città dei propri.
Per questo annunciamo che è solo l’inizio, il “Piccolo America” si pone l’obiettivo di continuare ad essere una realtà sociale spontanea in grado di muoversi liberamente nella città e di aprire altri spazi, restituendo luoghi alla cultura come abbiamo fatto e continueremo a fare con gli “Schermi Pirata” ed il Festival di Trastevere.
Ringraziamo in primo luogo tutti i residenti, le loro associazioni ed i nostri amici e genitori che ci hanno sostenuto e fatto rialzare ogni volta in cui hanno tentato di farci mollare la presa. A Francesco Bruni, Alfonso Perrotta e l’avvocato Claudio Giangiacomo un abbraccio speciale, perché non hanno mai smesso di sopportarci e supportarci.
“C’era una volta in America” una nuova idea di città oggi più che mai ribadiamo che siamo pronti ad abbandonare ogni progetto ed idea se ci fosse nuovamente bisogno di noi in Via Natale del Grande.
ps: Venerdì alle 22.00 Brindisi di festeggiamento al Big Star di Via Mameli 25.

 

Chi scrive è particolarmente contento di questo successo perché ha avuto il privilegio di seguire questi ragazzi fin dall’inizio, quando cominciarono col chiedere alle istituzioni spazi dove aggregarsi al di fuori di quelli commerciali.

Questa storia dimostra che c’è ancora qualche speranza per questa città, che ci sono forze sane e capaci che possono invertire la tendenza al degrado. E queste forze non hanno bisogno di particolari aiuti ma solo di non essere soffocate dalla burocrazia e dal conformismo.

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Una risposta

  1. secondo buona notizia dopo quella sulla ratifica del PRIP da parte di Tronca.
    Speriamo che questi ragazzi non mollino la presa anche sulla questione del Cinema America, perchè il rischio di vedere scomparire quella struttura a favore di un condominio di lusso ancora non è del tutto scongiurato.

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